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The Krueggers - Hysterical Cold Side And Dark Memories
14/02/2020
( 389 letture )
Per qualcuno gli anni ’90 non moriranno mai, musicalmente parlando: gli anni d’oro del black metal, quelli del brit pop, dello shoegaze, del rock alternativo… E ovviamente quelli del grunge e del nu metal. Quante volte si legge o si dice, descrivendo le sonorità di una determinata band moderna, che questa prende ispirazione da uno o più nomi celebri del passato? E quando si va ad analizzare la musica di un artista che propone alternative rock o metal prevalentemente si vanno a ripescare paragoni direttamente dagli anni ’90, è quasi inevitabile. Si vorrebbe evitare di effettuare questa operazione il più delle volte, per dare maggiore risalto all’originalità dell’artista preso in causa, ma spesso e volentieri ci si casca senza nemmeno accorgersene.

Nel caso di oggi però è la band stessa a fornirci tutto il materiale necessario per essere inserita in quel filone revivalista che pesca a piene mani da tutto ciò che gli anni ’90 hanno proposto di buono in campo rock e metal. I The Krueggers infatti sono un quartetto proveniente da San Paolo che, seguendo una tradizione che ha portato fortuna a un’altra celebre band brasiliana, è formato dai due fratelli Randy e Rafael Fiora. Il progetto nasce nel 2011, ma arriva al debutto solo nel 2020, dopo un’attività live del tutto invidiabile, che ha visto il gruppo esibirsi anche sul palco del prestigioso Whisky A Go Go di Losa Angeles.
La proposta dei nostri si basa fondamentalmente sull’amore smodato che il frontman nutre nei confronti dei Nirvana e del cosiddetto “Seattle sound”, imbastardendo il tutto con suoni provenienti direttamente dal nu metal proprio dei Korn o del primo Marilyn Manson. Le influenze non si fermano a questi nomi, difatti è palese l’ispirazione derivata dagli Alice In Chains, così come dagli Stone Temple Pilots, senza dimenticare quei gruppi crossover di fine anni ’90 definiti post-grunge, come i Seether o i Godsmack. C’è tutto questo nelle undici canzoni che compongono Hysterical Cold Side And Dark Memories, che fin dal titolo fa di tutto per essere considerato un album legato a un immaginario passato.

Certamente si potrebbe anche chiudere qui la recensione, poiché gli appassionati dei gruppi appena menzionati potrebbero benissimo essere già corsi a recuperare il disco, ma vediamo di entrare nel merito di qualche brano che spicca particolarmente: Lying Machine apre l’album e lo fa con un appeal ruvido e viscido, che rimanda immediatamente ai cinque di Bakersfield; i suoni sono giusti per il genere, ma quel che spicca e che continuerà a brillare lungo tutto il disco è la voce veramente malleabile di Randy Flora, capace di camuffarsi più e più volte per assomigliare al cantante che evidentemente il frontman della band ha in mente. Se qui viene in mente Jonathan Davis infatti, basta spostarsi su brani come Dark Parade o ancora di più Someday per ascoltare una copia impressionante di Kurt Cobain! Man mano che l’album passa in rassegna i suoi undici episodi, la mente dell’ascoltatore si diverte più nel cercare le similitudini con gli artisti di riferimento dei The Krueggers, piuttosto che godere effettivamente della musica del gruppo.
Overreaction è uno dei brani più originali del lotto, con il suo andamento scanzonato in bilico tra punk e hard rock, ma proprio la mancanza di riferimenti già noti rende questo pezzo anche uno dei più deboli del disco. I Set Myself, insieme a Freak Out, fa parte invece di un duetto di canzoni quasi industrial metal, che strizzano l’occhio al miglior Marilyn Manson, riuscendo a convincere nel complesso, sebbene quella sensazione di scopiazzatura generale permanga in modo costante nell’ascoltatore. C’è spazio anche per l’ovvia semi-ballad Bring Me Shine, che guarda caso inizia esattamente come uno dei brani più celebri degli Alice In Chains, per prendere poi una direzione abbastanza lontana dall’ispirazione originaria.

Sicuramente chi si avvicina a Hysterical Cold Side And Dark Memories lo fa sapendo a cosa va incontro: originalità ed innovazione pari allo zero, ma puro e appassionato revivalismo, suonato prima di tutto da fan e poi da compositori. Niente da dire sulle qualità della band, poiché Randy Flora potrebbe reggere il disco completamente sulle proprie spalle e sulla propria ugola, ma fortunatamente ha affianco a sé una band che sa il fatto suo e lo sostiene con tutti i segreti del mestiere. Rafael Fiora regala alcuni ottimi assoli e la sezione ritmica formata da Rikke Galla e Luca Rorato è sempre granitica e ben presente. Ultimo appunto per la produzione, moderna ma sporca quel tanto che basta per rendere ben riconoscibile il sound di partenza della band. Un album quindi consigliato agli amanti del rock e del metal alternativo anni ’90, suonato bene e composto con buon gusto e conoscenza del passato; chi cerca un qualcosa di diverso ed originale si tenga alla larga.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
99 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2020
Eclipse Records
Alternative Metal
Tracklist
1. Lying Machine
2. Freak Out
3. Dark Parade
4. Someday
5. Overreaction
6. Bullshit
7. I Set Myself
8. Wrong
9. Hysterical Cold Side and Dark Memories
10. Bring Me Shine
11. On Your Hands
Line Up
Randy Fiora (Voce e chitarra)
Rafael Fiora (Chitarra)
Rikke Galla (Basso)
Luca Rorato (Batteria)
 
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