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Entophyte - End of Society`s Sanity (Reissue)
20/02/2020
( 394 letture )
Nelle pieghe del tempo si nascondono tantissimi album e gruppi dimenticati, che per un motivo o per l’altro non sono giunti fino a noi. Sfortuna, decisioni sbagliate, mancato merito, o anche solo per un contesto di ricezione inadatto, molti artisti, semplicemente, non passano la prova del tempo. I loro lavori si incagliano nell’underground più profondo, senza mai uscirne. Ogni tanto però, una qualche label decide di pescare da questo scrigno cronologico per ridare un po’ di luce a una di queste pepite, altrimenti irreperibili. È quanto fatto dall’Awakening Records che, alla fine del 2019, ha ristampato il primo e unico lascito discografico dei tedeschi Entophyte, inizialmente pubblicato dalla Mad Noise nel 1992.

Ben poco si conosce su questo quartetto teutonico, le informazioni disponibili sono frammentarie e contradditorie. Formatisi sul finire degli anni 80 a Herten, non lontano da Bochum, gli Entophyte si sciolgono verosimilmente alla fine del secolo, mentre il cantante bassista Harry Kortboyer è purtroppo venuto a mancare nel 2008. Un solo album in studio si diceva, questo End of Society’s Sanity, ripubblicato per l’occasione con una bonus track, l’ultima Imprisoned Souls. Come la bella copertina dal sapore surrealista lascia presagire, siamo di fronte a una mezz’oretta di technical thrash metal sulla falsariga dei contemporanei Mekong Delta, Watchtower e Toxik. Cambi di tempo, riff intricati, melodie ricercate e assoli allucinati si uniscono quindi con tutta l’irruenza del thrash metal, anche se il risultato finale mantiene sempre uno spiccato gusto melodico, dovuto principalmente al cantato di Kortboyer, acuto e cristallino. L’album conserva un suono squisitamente retrò, molto asciutto e compresso, senza quindi alcun cambiamento o ritocco rispetto all’epoca. Una produzione tutt’altro che perfetta, ma adattissima ai brani, utile per rimetterli nel loro contesto d’origine. L’unica pecca, il volume parecchio alto della voce, che tende a coprire gli altri strumenti. E il cantato è purtroppo anche il maggior limite stilistico di End of Society’s Sanity. Il compianto Kortboyer si dimostra infatti poco incisivo, e in alcuni passaggi non all’altezza. Molto meglio il suo lavoro al basso, i cui riff vorticanti fanno da spina dorsale all’album. Il resto dei musicisti si rivela sufficientemente preparato per gli standard del genere. Un buon esempio lo si trova nel segmento centrale di Random Victims (Potential Killers), dove gli Entophyte si lasciano andare ad un inaspettato intermezzo jazzato, per poi chiudere su un vorticante assolo. Pure nei momenti più “ortodossi” (le virgolette sono d’obbligo trattandosi del genere in questione), la band non delude le aspettative e consegna dei validi brani di tech thrash, ora più riflessivi (Rat Race, Human Machine World), ora più irruenti (la title track, la lunga e strutturata The War of Khyr), mai da primo ascolto.

Come giudicare End of Society’s Sanity nel migliore dei modi? Si tratta di un lavoro onesto e ben confezionato, che intrattiene senza però impressionare. Piazzato nel suo contesto d’origine, l’album guadagna sicuramente alcuni punti. Un conto è uscire con certa musica al giorno d’oggi, dove grazie a internet è più facile rimasticare quanto già stato fatto, un altro quasi trent’anni fa, quando l’offerta e l’informazione erano molto più rarefatte, e il genere in questione molto più giovane, anche se non proprio nascituro. Bisogna però evitare di incensare un album solo perché datato e dimenticato: End of Society’s Sanity mostra una band capace e promettente, ma non (ancora) al livello dei suoi illustri colleghi. Detto questo, l’operazione dell’Awakening Records è senz’altro positiva: a prescindere dalla bontà (comunque presente) del contenuto, il solo fatto di riportarlo alla luce merita un plauso.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2019
Awakening Records
Thrash
Tracklist
1. End of Society’s Sanity
2. Rat Race
3. Random Victims (Potential Killers)
4. Human Machine World
5. The War of Khyr
6. A Day Less Than Zero
7. Imprisoned Souls
Line Up
Harry Kortboyer (Voce, Basso)
Peter Oko (Chitarra)
Peter Gascoigne (Chitarra)
Matt Byron (Batteria)
 
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