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Joe Jackson - Night and Day
27/02/2020
( 636 letture )
Eclettismo. La Treccani, nella propria ricchissima enciclopedia, dà diverse definizioni di questo termine: 1) Atteggiamento di pensiero che sceglie e accetta dai vari sistemi filosofici alcune dottrine, e le coordina armonicamente; anche, la scuola filosofica che segue il metodo eclettico. 2) Nelle arti figurative, la tendenza a ispirarsi a fonti diverse, accogliendo da ciascuna gli elementi ritenuti migliori. 3) Con uso estensivo, l’atteggiamento o il comportamento di chi, in qualsiasi campo di attività, o in aspetti della vita culturale o anche della vita quotidiana, non segue rigorosamente un indirizzo o metodo singolo, ma fonde indirizzi e metodi diversi.
Scartando la prima, che in questo momento ci interessa poco, rimaniamo con due definizioni di eclettismo che si applicano perfettamente non solo alle arti figurative, espressamente richiamate, ma alle arti in generale: fra di esse, naturalmente, rientra anche la musica, quella di cui ci occupiamo più strettamente, con immutata passione.

Perché questo lungo papier introduttivo? Semplicemente perché pochi artisti, nella storia della musica, possono essere definiti più eclettici di Joe Jackson: nato nel 1954 in Inghilterra, il nostro si è formato come pianista classico, ma nel corso della sua carriera ha attraversato punk, new wave, swing, blues, jazz, pop, perfino salsa. Sorpresi? Confusi? Normale, specialmente perché tutti noi, bene o male, siamo ormai abituati ad una suddivisione rigorosa dei generi e persino dei sottogeneri; vi è tuttavia stata un'epoca, ben rappresentata proprio da artisti come Joe Jackson, dove a contare non era tanto il genere, quanto la qualità. E, fidatevi, nell'album di cui stiamo (finalmente, direte voi) per parlarvi ne troveremo in quantità abbondante.
L'album in questione, il quinto della carriera del nostro, risponde al nome di Night and Day, troppo spesso ignorato gioiello degli anni 80 che, al suo interno, mescola indifferentemente echi jazz, ritornelli pop o swing, strumentazione tribale, curandosi soltanto di trasportare l'ascoltatore in un viaggio suggestivo; dedicato implicitamente a Cole Porter, del quale omaggia una canzone già dal titolo, è inoltre caratterizzato da un primo lato dedicato alla “notte”, formato da cinque tracce collegate fra loro e da un secondo dedicato ovviamente al “giorno”, con quattro canzoni autonome. Il primo lato, al contrario di quanto si potrebbe pensare, è più movimentato, mentre il secondo adotta ritmi più soft.

Le danze sono aperte da Another World, esattamente il luogo dove il nostro vuole portarci con la sua eclettica arte: drum machine, percussioni, pianoforte, basso ed una voce a tratti quasi sguaiata, ma briosa provvedono a presentarci Night and Day, album sicuramente spiazzante, ma dal quale risulta difficile non essere colpiti già dalle prime note. Se per “new wave” si intende “nuovo modo” di concepire qualcosa, di fare musica, allora qua abbiamo pane per i nostri denti, assieme a quanto prodotto, negli stessi anni, da gente come Elvis Costello e Graham Parker. Il secondo movimento di questa suite notturna è costituito da Chinatown, una curiosa nenia che ovviamente riecheggia di sonorità orientali, caratterizzata da un cantato piuttosto teatrale di Joe Jackson, che si stampa nel cervello senza uscirne più. T.V.Age, vera scheggia impazzita dell'album, si scaglia (già negli anni 80!) contro l'invadenza della televisione nella vita degli esseri umani. Target, una delle migliori tracce di Night and Day, sfoggia un sottofondo musicale semplicemente irresistibile, fra echi latino-americani e passaggi più tipicamente swing, sempre ottimamente interpretati dal poliedrico artista al microfono (ed alle tastiere, al piano, a molti alti strumenti!). La vera, celeberrima perla dell'opera, che costituisce poi anche il pezzo più noto del nostro, è quello che conclude la suite notturna, vale a dire Steppin' Out: paradossalmente, a livello musicale si tratta di uno dei brani più semplici del disco e, grazie alla sua atmosfera rarefatta ed ariosa, costituisce un perfetto brano anni 80, ideale anch'esso per conquistare cuore ed orecchie degli ascoltatori; il testo, d'altro canto, parla della spasmodica ricerca di una via d'uscita dall'oscurità che attanaglia tutti noi.
La facciata “diurna”, come detto, è meno briosa e tende a sposare sonorità più semplici e riflessive, come è possibile ascoltare già dalla bella e malinconica Breaking Us in Two, che ricorda vagamente lo stile di alcune canzoni del Phil Collins solista. Cancer è una salsa dal sapore jazz, elegante e coinvolgente al di là del testo che, in ossequio al titolo, non dispensa esattamente buonumore. Real Men, il cui testo tratta della guerra dei sessi (tema quantomai attuale anche oggi) è una ballad di rara bellezza, che vale ogni singolo centesimo speso per questo album ed ogni singolo istante speso nel suo ascolto: infine, A Slow Song, che costituisce la miglior performance vocale del nostro su quest'opera, è una sorta di inno alla bellezza dei pezzi lenti: basta musica disumanizzante e frenetica, sembra dire Joe Jackson (che pure, nel lato “notturno”, si era sbizzarrito), torniamo alla semplicità di una canzone che ci permetta di conoscerci, di interagire.

Un (concept?) album magnifico, caratterizzato da una sorprendente varietà di generi al suo interno, da testi niente affatto banali, da un'interpretazione diversa e brillante per ogni pezzo, nonché da una produzione scintillante. Night and Day non è nulla più di questo, ma certamente non è nulla di meno. Gli anni 80 potranno, nell'immaginario collettivo, aver prodotto anche tanta musica fatta a tavolino, come direbbe il buon Pino Scotto, ma scavando si possono trovare gemme, diamanti di pura arte, come è questo lavoro. Fatelo vostro e, forse, il recente revival anni 80 che sta imperversando nelle arti, figurative e non solo, acquisterà improvvisamente maggior significato.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
66.2 su 5 voti [ VOTA]
fasanez
Martedì 3 Marzo 2020, 15.04.20
7
Lo ascolterò, Steppin' Out è un capolavoro imho. Joe Jackson è uno di quegli artisti che ho sempre voluto conoscere meglio, ma non ho mai trovato il tempo e il modo. Incuriosito, ovviamente, da "Got the Time"
Ayreon
Martedì 3 Marzo 2020, 8.54.45
6
Tutti dovrebbero averlo ascoltato almeno una volta nella vita,real man,slow song ,e mi fermo qui,c'e' già tanta roba.
Replica Van Pelt
Sabato 29 Febbraio 2020, 18.57.12
5
@ Rob pensavo qualcosa di simile,per me è un grande album,a partire dalla copertina,per me è quella New York degli anni 80,non solo jazz ma un fluire di stili e contaminazioni,però,però non è un album facile,forse troppo "pop" o forse troppo avanti,un ascolto comunque non semplice,non è sempre quello che ti aspetti,Joe Jackson come artista lo trovo "strano",ma merita un ascolto e lasciarsi trasportare.voto giusto forse anche 95,ma nel contesto direi 100.ciao
Rob Fleming
Sabato 29 Febbraio 2020, 14.37.43
4
Come detto l'ho riascoltato. Niente da fare: Real Man, A slow song e Steppin out sono, nell'ordine menzionate, le mie preferite. Gli altri brani sono troppo lontani dalle mie corde perché li possa apprezzare. 73
Silvia
Venerdì 28 Febbraio 2020, 13.09.21
3
Ciao @Rob, io non ho mai ascoltato tutto l'album ma ora mi state incuriosendo... ritornero' anch'io!
Rob Fleming
Venerdì 28 Febbraio 2020, 12.39.24
2
Eh carissima @Silvia, il tuo post potrebbe essere anche il mio. Ma io ho fatto un passo oltre. Anni fa ho comprato il cd. Diciamo che oltre quelle due - splendide - canzoni non vado. Oggi lo riascolterò per commentarlo meglio, ma il senso di "sì, vabbè...discreto ma non di più", mi è rimasto addosso.
Silvia
Venerdì 28 Febbraio 2020, 12.33.53
1
Non so quante volte avro' ascoltato le bellissime Steppin' Out e Real Men da bambina ! Le passavano anche tanto in radio/TV allora e sono sicura molti sentendo i pezzi si ritroveranno in quelle melodie senza magari ricordare i titoli ne' sapere che furono scritte da Joe Jackson. x qualche strano motivo i suoi pezzi ebbero grande successo ma lui non divenne mai un personaggio (almeno questa e' la mia percezione). Se non erro poi ebbe anche tante collaborazioni e firmo' altri brani famosi x altri artisti (magari ricordo male eh).
INFORMAZIONI
1982
A&M Records
Post Punk
Tracklist
1. Another World
2. Chinatown
3. T. V. Age
4. Target
5. Steppin' Out
6. Breaking Us in Two
7. Cancer
8. Real Men
9. A Slow Song
Line Up
Joe Jackson (Voce, Piano, Organo, Synth, Sassofono, Armonica, Vibrafono, Drum Machine)
Al Weisman (Cori)
Grace Millan (Cori)
Graham Maby (Cori, Basso, Percussioni)
Larry Tolfree (Batteria, Percussioni)
Sue Hadjopoulos (Percussioni)
Ricardo Torres (Bongo, Campanaccio, Legnetti)
Ed Rynesdal (Violino)
 
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