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Elden - Nostromo
01/03/2020
( 564 letture )
Non si può davvero dire che l’anno 2020 in questi primi mesi sia stato baciato da un abbrivio esaltante. Tra incendi in Australia, venti di guerre mondiali, virus su scala mondiale, invasioni di locuste, morti eccellenti, milioni di profughi che muoiono tutti i giorni, Brexit, Artico e Antartico che vanno sciogliendosi, specie in via di estinzione e la sensazione che oggettivamente la crisi ecologica e di risorse stia solo iniziando a mostrare il suo vero volto e le sue reali conseguenze, la situazione non appare brillante. Poi, tra una catastrofe e l’altra, non dobbiamo scordare le buone notizie, piccole o grandi che siano, perché ci sono anche quelle e, a volte, corriamo il rischio di sottovalutarle e abbandonarci all’inerzia del "tanto ormai" o al cinismo del "tanto peggio tanto meglio". Certo, l’uscita di un bel disco non è la notizia che cambierà il mondo e non raddrizzerà i torti, ma se siamo qua è perché conosciamo bene il potere della musica, che sia per uso taumaturgico o esaltante. Ecco, gli svedesi Elden (da non confondere con gli statunitensi Elder, che hanno un disco in uscita ad aprile), giunti al loro secondo album da studio con questo Nostromo, seguente il debutto Death and Fear, hanno avuto l’ardire e la capacità di far uscire un bel disco ad inizio anno, che sarà una chicca per tutti gli amanti del genere e che rischierebbe di passare inosservato, se non decidessimo di scommettere un pochino sul futuro dando fiducia ad una nuova band, invece di andare sul classico usato sicuro che poi tanto sicuro non è mai. Nati a Karlstad nel 2012, gli Elden si fanno strada nella scena locale e pubblicano nel 2016 il menzionato debutto, ottenendo quindi le attenzioni della Fuzzorama Records che lancia questa seconda prova, la quale si segnala come decisa evoluzione.

Il titolo del disco è più significativo dell’anonimo artwork di copertina e cattura l’attenzione con una parola italiana che i fan del cinema di fantascienza non possono sentire senza avvertire un brivido lungo la schiena. Nostromo è infatti il nome dell’astronave da trasporto protagonista del capolavoro Alien di Ridley Scott; nome a sua volta ispirato dal romanzo omonimo di Joseph Conrad. E’ esattamente questo immaginario che gli Elden hanno sfruttato, ponendo la propria ispirazione tra mare e, soprattutto, cosmo e riuscendo a catalizzare le attenzioni dell’ascoltatore con buone qualità evocative. L’album si compone di nove tracce, tra cui gli intro Relapse e The Passage, che oscillano molto nella durata e non necessariamente si adagiano su lunghezze pesanti. Musicalmente parlando l’influenza dei Mastodon e di altre band sludge e stoner che si rifanno al tema spaziale è piuttosto forte, ma come detto gli Elden riescono a risultare accattivanti proponendo un album che pur non nascondendo le proprie influenze, gode di personalità propria e di una precisa atmosfera. Certo Leviathan resta un’altra cosa, ma questo vogliamo darlo quasi per scontato, non sentendo il bisogno di insistere troppo con i riferimenti esterni, vista la qualità intrinseca di Nostromo. Gli Elden scelgono per questa loro seconda prova di non indulgere troppo sulla lentezza e maestosità del riffing, che pure non manca e donano spesso una buona dinamica ai brani, seppure a questo proposito forse la batteria risulti troppo bassa nel mixing, soffocata dall’evidente protagonismo delle chitarre, decise protagoniste dell’album, assieme alla voce di Alexander Huss. Da notare come quest’ultimo, infatti, riesca a creare melodie riuscite e che restano addosso, usufruendo anche di armonie vocali e di refrain che spesso caratterizzano il brano rendendolo memorizzabile e distinguibile. Pur senza possedere un timbro particolarmente personale, lo sforzo nell’intonare i brani e interpretarli più che declamarli risulta meritevole. Come detto, colpisce la buona scrittura dei quattro, che si esalta nella creazione di canzoni vere e perfino emozionanti a più riprese, dotate di vuoti e pieni, di chiaroscuri e ottime sezioni strumentali, dinamiche e potenti, abbeverandosi appieno alle classiche derive sludge e post metal, senza però dimenticare le influenze stoner e hard rock settantiane. Tracce come Sail & Savour, non a caso scelta come singolo visto il riuscito refrain, non sono solo un tripudio di riff attaccati gli uni agli altri ma, appunto, canzoni, con digressioni strumentali e momenti diversi che si alternano, donando proprio l’atmosfera da sciabordio delle onde. Stesso schema per Fossilised, altro colpo a segno, mentre Anubis punta molto sull’impatto. Bellissimo l’intro di Heavy Rain e il suo sviluppo successivo che ricorda molto i Baroness, consegnandoci senza dubbio di una delle tracce più riuscite del disco. Ancora meglio la titletrack, canzone tra le più mutevoli e tra le più interessanti da un punto di vista compositivo, dato che apre quasi al prog, evitando i classici ritorni strofa/ritornello. Ancora più aggressiva e veloce di Anubis, Creatures Follows alza decisamente i BPM avvicinandosi quasi all’hardcore per tre minuti di furia pura, che non rinuncia comunque a diversi arabeschi chitarristici, per poi tornare in conclusione su un riff apocalittico, che ben si adatta ancora a rendere l’idea del mare e delle onde. La parte conclusiva del disco è sicuramente ambiziosa, dato che l’intro The Passage apre ai quasi dieci minuti di Two-Faced Wizard, summa totale del disco, dotata di un finalone chitarristico da paura.

Nostromo è il classico disco che muovendosi tra le pieghe del genere, senza pretendere di insegnare o inventare nulla, è però dotato di una qualità di scrittura decisamente superiore alla media e si segnala tra le tante uscite come una di quelle capaci di lasciare un segno e proiettare la band oltre il livello underground attuale. Non sono sicuramente i nuovi Mastodon e probabilmente nel genere ci sono e ci saranno gruppi migliori di loro, ma gli Elden hanno tirato fuori un disco che merita rispetto e attenzione. Buona la prova strumentale, buona la capacità di evocare atmosfere e dare corpo e calore alla loro proposta, buona la varietà dinamica dei brani ed è difficile trovare una sola canzone meno che valida, con punte di grandezza sparse a piene mani. Decisamente un buon inizio anno per loro: almeno da questo punto di vista c’è ancora qualcosa in cui sperare.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
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Freccia
Domenica 1 Marzo 2020, 21.41.25
1
Bella recensione, andrò ad ascoltarlo questo album!
INFORMAZIONI
2020
Fuzzorama Records
Sludge
Tracklist
1. Relapse
2. Sail & Savour
3. Anubis
4. Fossilised
5. Heavy Rain
6. Nostromo
7. Creature Follows
8. The Passage
9. Two-Faced Wizard
Line Up
Alexander Huss (Voce, Basso)
Torsten Gabrielsson (Chitarra)
Kalle Persson (Chitarra)
Claes Josefsson (Batteria)
 
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