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Anvil - Legal at Last
02/03/2020
( 1124 letture )
Ci sono gruppi che in virtù di una serie di album usciti al momento giusto pur non raggiungendo mai lo status di capolavori, una resiliente inclinazione a suonare la propria musica anche quando tutto cambia attorno e la capacità di far identificare il proprio pubblico con la passione che le anima, si conquistano un posto fisso nel cuore di molti. Gli Anvil rispondono in pieno a questo identikit. Tornati sotto i riflettori col documentario del 2009 intitolato The Story Of Anvil, hanno da lì in poi prodotto una serie di dischi qualitativamente in linea con le aspettative, restando incrollabilmente fedeli al loro verbo musicale. Il 2020 li vede ancora sulla breccia con Legal at Last, un CD che non fa altro che confermare pregi e difetti dei canadesi. Album numero diciotto in carriera – un risultato importante di per se stesso - Legal at Last si propone orgogliosamente fin dalla copertina e dal titolo. Mettendo a paragone il cambiamento della legislazione canadese in tema di marijuana avvenuta lo scorso anno (vedere come la loro classica incudine viene resa in copertina), i tre rivendicano lo sdoganamento degli Anvil come gruppo pienamente degno di stare sulla scena finalmente in maniera "legale". Non senza una certa vis polemica verso una fetta di pubblico che non li ha mai considerati veramente una band di primo piano.

Legal at Last è quindi una gigantesca autocelebrazione che inserisce volutamente al suo interno sia richiami alla propria carriera pregressa senza vergognarsi di risalire fino ai suoi inizi, che a gruppi venuti fuori insieme a loro, a cavallo della grande esplosione metallica avvenuta tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. Tutto questo passando da canzoni aggressive e veloci ad altre basate su tempi medi, includendo vari passaggi Hard Rock. Aperto dalla title-track, un pezzo heavy/speed perfetto per inserirsi nel mood del disco e in generale in quello della band nel caso in cui siano nuovi ascoltatori ad avvicinarsi agli Anvil, con Nabbed in Nebraska vengono introdotti quei tempi medi di cui sopra. Tanto groove, il trademark del gruppo bene in evidenza e la mente che corre in una certa misura a Metal on Metal. Pochi fronzoli e acceleratore a manetta con Chemtrails. Altri rimandi agli anni Ottanta e pezzo da cantare insieme al gruppo durante i concerti. Tinte cupe e tempi lenti con Gasoline, mentre con I’m Alive sembra di sentire un pezzo non incluso nella scaletta di Denim and Leather dei Saxon. Tanto che se a cantare fosse Biff si faticherebbe a distinguere i due gruppi. "Ignoranza" a profusione con Talking to the Wall e spazio al rock con Glass House. Da qui in poi, però, Legal at Last va un po’ in calando, a partire da Plastic in Paradise che punta ancora sul groove, ma non convince pur essendo pienamente identificabile con lo stile della band e potendo contare su un testo a sfondo ambientalista. Bottom Line scivola via divertendo, ma senza incidere più di tanto, così come Food for Volture e Said and Done. Bella mazzata la conclusiva bonus track No Time, che chiude il lavoro in maniera positiva, pur senza entusiasmare.

Tirando le somme, il trio "Lips" Kudlow, Robertson, Reiner si conferma in normali condizioni di esercizio nonostante gli anni che passano, gli Anvil sono pervicacemente ancora loro e Legal at Last, a prescindere da una produzione resa più adeguata ai tempi, che comunque non tradisce affatto la loro indole (ancora Martin "Mattes" Pfeiffer e il suo entourage), è ciò che deve essere. La naturale continuazione di Pounding The Pavement, assolutamente aderente alla tradizione degli autori, con i tipici alti e bassi che ormai sono da considerare da tempo strutturali e da prendere in blocco avvicinandosi alla musica del gruppo. Sopra tutto, però, a venire fuori è l’orgoglio di essere ancora gli Anvil a quasi quarant’anni da Hard 'n' Heavy. Con in più un pizzico di soddisfazione per quanto fatto a dispetto di molti e tanto basta, in questo caso.
Prendere o lasciare, come sempre.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
78.58 su 12 voti [ VOTA]
DEAD AGAIN
Venerdì 20 Marzo 2020, 13.22.49
8
quando il polverino e' in fiamme gli alimentatori hanno il piccante in bocca........
Fabrizio
Venerdì 20 Marzo 2020, 11.07.18
7
Discone voto 85!
Diego75
Mercoledì 4 Marzo 2020, 18.17.35
6
Serve o non serve?....e' un lavoro onesto nel loro genere...a tratti noioso a tratti buono...ma sinceramente lo ritengo abbastanza piatto!...d'altronde cosa aspettarsi dopo 40 anni suonati alla stessa maniera....comunque a me personalmente e' un disco che non serve!. Voto 60.
Aceshigh
Martedì 3 Marzo 2020, 15.24.59
5
Prendere o lasciare? Mah... io intanto prendo. È più o meno lo stesso disco degli ultimi 15 anni, chi li ha seguiti in quest’ultima parte di carriera continuerà a farlo, gli altri li avranno mollati già da tempo. Zero fronzoli, zero pretese però a me pezzi come per esempio la title-track, Nabbed in Nebraska, Bottom Line o Glass House divertono sempre un casino. Poi per carità ci sono anche dei riempitivi. Mi piacerebbe vederli dal vivo... credo che sarebbe proprio una bella serata! Voto 75
Max1
Martedì 3 Marzo 2020, 13.25.41
4
Serve o non serve come la stragrande maggioranza dei dischi! Solito onesto lavoro , a tratti un copia incolla che non fa gridare allo scandalo ....mica vi è l'obblifo di comprarlo/sentirlo!
davide
Martedì 3 Marzo 2020, 12.10.42
3
serviva davvero questo disco? beh dai qualche incassino live..poi finita li
InvictuSteele
Martedì 3 Marzo 2020, 11.10.07
2
Voto 63
AL
Martedì 3 Marzo 2020, 10.58.26
1
Concordo con voto e recensione. Loro sono una certezza. Niente di nuovo sul fronte canadese ma il disco è godibile e mi torna la voglia di ascoltarlo. Copertina stupenda e I’m alive e Plastic in paradise i pezzi migliori.
INFORMAZIONI
2020
AFM Records
Heavy
Tracklist
1. Legal at Last
2. Nabbed in Nebraska
3. Chemtrails
4. Gasoline
5. I’m Alive
6. Talking to the Wall
7. Glass House
8. Plastic in Paradise
9. Bottom Line
10. Food for the Vulture
11. Said and Done
12. No Time (Bonus Track)
Line Up
Steve "Lips" Kudlow (Voce, chitarra)
Chris Robertson (Basso)
Robb Reiner (Batteria)
 
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