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On Thorns I Lay - Threnos
15/03/2020
( 380 letture )
Atene: culla della civiltà occidentale, patria della democrazia, creatrice del souvlaki e, last but not least, città natale di molte band estreme di particolare interesse e rilevanza: se le più noti sono certamente Rotting Christ e Septic Flesh, è però facile dimenticarsi di un'altra band, sempre ateniese, in giro dal 1992: parliamo degli On Thorns I Lay, gruppo che nella propria carriera ha attraversato diverse fasi, passando dal death/doom degli esordi ad una sorta di gothic rock a fine anni 90, prendendosi una pausa nel 2003 e tornando sui propri passi negli ultimi anni.

Il loro ultimo album, intitolato Threnos, costituisce un omaggio alla ricchissima storia e mitologia della Grecia, come è facile intuire sia dal titolo del disco (la trenodia era un antico lamento funebre), sia dai titoli dei brani: si inizia infatti con The Song of Sirens e, come nell'Odissea, i nostri amici ateniesi intendono ammaliarci con il loro canto death/doom melodico, sperando al contempo che il loro scopo non sia quello di divorarci; un sound corposo, eppure arioso al tempo stesso ci porta nella musica dei sei greci, con la voce gutturale di Stefanos Kintzoglou ad accompagnarci in questo viaggio di non ritorno. La produzione risalta subito all'orecchio, per grande merito del guru del metal estremo Dan Swano, che ha peraltro scherzosamente confessato (o no?) di sperare nel flop di questo disco, per poter acquistare i riff e riutilizzarli per la sua musica. Un complimento bizzarro, ma niente male, no? Ancor più eterea, melodica ed affascinante risulta essere Ouranio Deos, che beneficia fra le altre cose del contributo vocale di Penelope Anastasopoulou, tessitrice di un intermezzo recitato in lingua ellenica. Echi di Katatonia, Paradise Lost ed Anathema, già presenti nei pezzi succitati, riecheggiano prepotentemente in Cosmic Silence, canzone fra le più melodiche in assoluto, anche per merito di splendidi giochi di chitarra ad opera di Chris Dragamestianos ed Akis Pastras. Forse non c'è una gran varietà nei pezzi finora ascoltati, ma la qualità c'è ed è innegabile. Il viaggio prosegue con Erynies, canzone dedicata alle celebri personificazioni della vendetta, le Erinni (note come Furie presso i romani), tre sorelle chiamate Aletto, Megera e Tesifone, dedite alla punizione di chi uccideva membri della propria famiglia. La parte migliore del brano si ha verso la fine, quando le tastiere di Antony prendono il sopravvento e, dal death/doom, si passa quasi al prog settantiano, con un cambio che i nostri gestiscono sapientemente. Forse per “controbilanciare” la melodia della canzone che abbiamo appena analizzato, Misos è uno dei pezzi più crudi e diretti del disco e tiene fede al suo nome, che in greco vuol dire “odio” (altro non è che la radice di molti termini italiani, come misantropia). Threnos, title-track, presenta un sottofondo oscuro e malinconico che ben si sposa con il concetto di lamento funebre, poi il disco si chiude con Odysseia, pezzo più lungo dell'album: gli On Thorns I Lay impiegano ogni oncia della loro abilità tecnica e compositiva per comporre una canzone che costituisca la summa di ciò che intendono comunicare e, tutto sommato, possiamo dire che ci riescono, pur risultando a tratti un po' ripetitivi.

Threnos non è un capolavoro, anche a causa di una certa ripetitività di fondo che emerge nelle scelte musicali e nelle linee vocali, tuttavia, in un genere che certamente non è facile da innovare, spicca in ogni caso per buon gusto, produzione scintillante e validità complessiva delle canzoni; le tematiche mitologiche, inoltre, non passeranno mai di moda ed è sempre un piacere ascoltare band di ogni genere pescare a piene mani dal ricchissimo repertorio dei nostri predecessori.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
71.33 su 3 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2020
Lifeforce Records
Death / Doom
Tracklist
1. The Song of Sirens
2. Ouranio Deos
3. Cosmic Silence
4. Erynies
5. Misos
6. Threnos
7. Odysseia
Line Up
Stefanos Kintzoglou (Voce)
Chris Dragamestianos (Chitarra)
Akis Pastras (Chitarra)
Antony (Tastiere)
Jim Ramses (Basso)
Stelios Darakis (Batteria)
 
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