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Ted Nugent - Cat Scratch Fever
21/03/2020
( 697 letture )
Per il chitarrista americano Ted Nugent il periodo d'oro in termini di fama, gloria e vendite è da inquadrare fra il 1975 –quando, in seguito all'accantonamento del progetto The Amboy Dukes, esce il disco omonimo d'esordio di una florida carriera solista- ed il 1980, ovverosia l'anno dell'ultimo grande successo di Terrible Ted, cioè Scream Dream. Cat Scratch Fever del 1977 e il successivo epocale Double Live Gonzo! risultano essere l'apice compositivo del nostro. Il disco in studio in questione è composto da dieci tracce in cui di fatto viene mostrata tutta l'abilità tecnica alla chitarra del leader. In particolare sulla prima parte di LP ci sono canzoni imprescindibili per il genere, contenenti assoli memorabili, frutto della Gibson Byrdland suonata divinamente dal padre/padrone della band. Monarca assoluto il buon Ted, tanto che nel corso della sua storia dovrà privarsi più volte di alcuni ottimi musicisti come ad esempio Derek St. Holmes, qui autore di una prova vocale e di accompagnamento alla chitarra ritmica veramente esemplare. Pure la sezione ritmica non è da meno: definisce nettamente il sound hard rock, a tratti proto metal del prodotto, picchiando duro su tutta la linea. Come detto però, e come prevedibile, la principessa del ballo è la sei corde di Nugent, un'inarrestabile mitragliatrice di refrain sfocianti in assoli che prendono spunto dal southern ed inequivocabilmente dal rock primordiale.

I primi due brani sono l'emblema della musica di Ted Nugent, peraltro entrambi cantati proprio da quest'ultimo. La titletrack è probabilmente il brano più famoso della sua lunga carriera: col suo martellante incedere, un massiccio iconico riff iniziale, ci accompagna prima al chorus ripetuto a più riprese e poi al solo viscerale. La velocissima Wang Dang Sweet Poontang lo inserisce di diritto nei libri di storia della musica, andando ad esplorare i meandri più impervi dell'hard rock tramite strofe basilari ma allo stesso tempo irresistibili ed un solo lunghissimo capace di tenere incollati alle cuffie dal primo all'ultimo secondo. È impossibile terminare l'ascolto senza essere travolti dall'entusiasmo o quantomeno scossi... Il viaggio turbolento a suon di distorsioni fieramente made in U.S.A. prosegue cauto con Death by Misadventure, primo pezzo con una lieve spolverata di melodia, la quale viene inesorabilmente spazzata via dalle svirgolate infinite di Nugent sul corpo centrale e sull'assolo euforico finale. In Live It Up si sentono le percussioni, importanti tanto quanto la chitarra in alcuni frangenti poiché addolciscono il pezzo, legato perlopiù alla tradizione rock americana. La strumentale Home Bound chiude la prima parte in un delirio di onnipotenza di Nugent. Pur essendo un brano evitabilissimo, mette ancor più in risalto le capacità dell'artista di Detroit.
Il lato B si apre con l'entusiasmante Workin' Hard, Playin' Hard, un brano con una base forsennata orchestrata al meglio dal duo ritmico Grange/Davies che lascia ampio spazio all'estro del guitar hero, il quale si prodiga in un turbinio di plettrate durante l'intero percorso per poi lasciarsi andare totalmente sul finale in un lungo assolo vorticoso a scomparire, ricordando esplicitamente il southern rock. Le tracce successive risultano morbide ed easy listening, perciò l'album diviene disteso, meno impegnativo. Il fatto che si notino maggiormente i ritornelli, sinora in secondo piano, lo dimostra. Ciò non toglie a Ted Nugent la possibilità di mettersi in mostra, seppur in maniera decisamente meno marcata. Egli, a scanso di equivoci, si riprende pienamente la scena sulla conclusiva Out of Control con un assolo pungente che non lascia spazio ad interrogativi di sorta e con un finale esplosivo costellato da fulminee rasoiate.

A differenza di altri shredder Ted Nugent si concentra maggiormente sui passionali fraseggi delle proprie creazioni; la mera tecnica rimane in secondo piano, al servizio dello spasmodico amore da parte del frontman per la tradizione blues/rock americana esplicitata in tutta la sua potenza sui lunghi e variegati virtuosismi presenti. In poche parole le sue tracks risultano intense ed emozionanti. Di Cat Scratch Fever è consigliatissima la versione rimasterizzata su CD del 1999 dove figurano le versioni live delle prime due tracce, registrate nel 1977 all'Hammersmith Odeon di Londra. È infatti proprio durante gli show dal vivo che Ted Nugent riesce a dare il meglio di sé.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
96.09 su 11 voti [ VOTA]
Kiodo 74
Giovedì 26 Marzo 2020, 21.47.15
15
Il capolavoro del mitico pazzo Teddy.... Ha fatto scuola.... Voto massimo!
Sadwings
Martedì 24 Marzo 2020, 16.31.04
14
Grande album. I miei preferiti sono Free for all e Spirit of the wild.
Sadwings
Martedì 24 Marzo 2020, 16.31.04
13
Grande album. I miei preferiti sono Free for all e Spirit of the wild.
Sadwings
Martedì 24 Marzo 2020, 16.30.26
12
Grande album. I miei preferiti sono Free for all e Spirit of the wild.
Aceshigh
Lunedì 23 Marzo 2020, 10.37.52
11
@Rob Il Live ce l’ho... il resto piano piano devo recuperarlo. Lo so, sono imperdonabile.
Rob Fleming
Lunedì 23 Marzo 2020, 10.23.22
10
Ciao @Aceshigh, mi permetto: l'omonimo e il Double Live Gonzo DEVONO essere tuoi. Ed in generale sino a Weekend warriors sbagli poco (il secondo Free for all vede addirittura Meat Loaf in alcuni brani alla voce).
Aceshigh
Lunedì 23 Marzo 2020, 10.11.58
9
Non sono un super esperto di Ted Nugent (a parte i Damn Yankees), dovrò prima o poi colmare questa lacuna. Questo però ce l’ho e lo trovo un gran disco. Oltre alle prime due celeberrime canzoni, mi sono sempre piaciute un casino la ritmata Live it Up e la piu melodica A Thousand Knives. Voto 85
Galilee
Domenica 22 Marzo 2020, 15.38.58
8
Di lui ho solo double live Gonzo. Sicuramente un gran disco.
Masterburner
Domenica 22 Marzo 2020, 14.37.08
7
Sicuramente uno dei miei chitarristi preferiti... anche se paceva tutti i pezzi nella stessa tonalità ! Un vero animale da palco
Rik bay area thrash
Sabato 21 Marzo 2020, 19.35.01
6
Chitarrista mai troppo nominato ne ricordato, nonostante tutto ha realizzato alcuni album che vanno annoverati nel firmamento hard rock, e lo dice uno (cioè io) che non sono un estimatore di questo filone musicale. Animale da palcoscenico, chitarrista viscerale, riverbera nei suoi riff tutta la sua irruenza. Da avere 'live gonzo'.
Destiny
Sabato 21 Marzo 2020, 18.42.20
5
Wang Dang Sweet Poontang e Whole Lotta Rosie... gemelli separati alla nascita
Zess
Sabato 21 Marzo 2020, 17.59.30
4
Discone.
Rob Fleming
Sabato 21 Marzo 2020, 17.51.38
3
Se la si mette sul piano dell'improvvisazione, dell'elettricità e della visceralità se la gioca con tutti, ma proprio tutti. Album bellissimo (sebbene per me il capolavoro immortale resterà sempre il debutto omonimo). 83
Lizard
Sabato 21 Marzo 2020, 16.57.30
2
Album fondamentale, imperdibile. Uno dei più grandi in assoluto di quegli anni incredibili....
duke
Sabato 21 Marzo 2020, 15.54.14
1
...disco semplicente fantastico....un classico...
INFORMAZIONI
1977
Epic
Hard Rock
Tracklist
1. Cat Scratch Fever
2. Wang Dang Sweet Poontang
3. Death by Misadventure
4. Live It Up
5. Home Bound
6. Workin' Hard, Playin' Hard
7. Sweet Sally
8. A Thousand Knives
9. Fist Fightin' Son of a Gun
10. Out of Control
Line Up
Derek St. Holmes (Voce, Chitarra ritmica, Cori)
Ted Nugent (Chitarra solista e ritmica, Voce, Percussioni)
Rob Grange (Basso, Cori)
Cliff Davies (Batteria, Cori)

Musicisti Ospiti:
Alan Spenner (Cori)
Boz Burrell (Cori)
Rory Dodd (Cori)
Montego Joe (Percussioni)
Tom Werman (Percussioni, Cori)
 
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