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Stoned Jesus - From the Outer Space
22/03/2020
( 246 letture )
Sinceramente non abbiamo mai amato e mai ameremo le operazioni nostalgia pianificate per filo e per segno dalle grandi case discografiche: raccolte, compilation, best of e chi più ne ha più ne metta. Spesso (non sempre) rappresentano modi truffaldini di rimpolpare la discografia di artisti in silenzio da un po', ma anche escamotage di basso livello per vendere qualcosa ai pazienti e fedeli fan, in attesa della registrazione di un nuovo disco in studio. Nel caso in questione però non riesco a trovarmi completamente in disaccordo con l'operazione commerciale della Napalm Records, artefice della produzione targata 2019 riguardante gli Stoned Jesus. Qui infatti ci troviamo di fronte alla rimasterizzazione delle prime due demo della band stoner/doom ucraina, risalenti a dieci anni prima e quindi parzialmente rivisitate tramite un lavoro certosino di pulizia, migliorando quel tanto che basta la qualità del suono senza andarlo a snaturare, poiché in fondo una delle doti migliori della band è proprio la ruvidezza del sound, espressa in maniera esponenaziale dal trio di Kiev.

Non abbiate timore dunque: i cinque brani presenti su From the Outer Space (scritti e arrangiati nel 2009 da Igor Sidorenko) non presentano grossi cambiamenti rispetto alle edizioni passate: mantengono riff lenti, impietosi ed ovviamente distortissimi, in modo da rimuginare prolungatamente nelle orecchie sanguinanti dell'ascoltatore di turno. Lo si denota fin dalla martellante opentrack, la strumentale The Sweet Whore of Babylon sulla quale peraltro, oltre ai refrain tritaossa, non mancano pregevoli stacchi ad opera di una sezione ritmica a tratti impressionante. Il basso marcatissimo e la capacità della batteria di imprimere pregevoli cambi di tempo sono alla base della lunga Insatiable King, dove per la prima volta fa la sua comparsa la voce cavernicola del frontman. Più prevedibile l'altrettanto lunga Eastern Magic, mentre su Occult e Black Woods esce la natura maggiormente mistica e doom del gruppo; altro tratto distintivo dei nostri che già avevamo apprezzato sul primo full-length della band, cio First Communion, dato che le due tracks ne fanno parte.

La domanda da porsi in tal caso è la seguente: ha senso realizzare un album del genere? A parer nostro la risposta è no, a meno che non sia un buon viatico per avvicinarsi alla band, un mezzo per conoscere gli Stoned Jesus. Sta di fatto che quest'ultimi, dopo la delusione di Pilgrims, dovevano ritrovare la bussola e quale miglior modo se non riappropriarsi dei brani appartenenti al proprio passato? Sarà soltanto il prossimo capitolo degli ucraini a darci un'indicazione sulla strada che sceglieranno di percorrere: se ripescare a piene mani da questi suoni oppure se proseguire il percorso incerto tracciato dall'album di inediti del 2018.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
50 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2019
Napalm Records
Stoner/Doom
Tracklist
1.The Sweet Whore of Babylon
2. Insatiable King
3. Eastern Magic
4. Occult
5. Black Woods

Line Up
Igor Sidorenko (Voce, chitarra)
Serhij Sljussar (Basso)
Dmytri Zinchenko (Batteria)

 
RECENSIONI
50
 
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