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Medico Peste - The Black Bile
23/03/2020
( 1018 letture )
Negli ultimi anni la Polonia è assurta al ruolo di seria pretendente al titolo di capitale mondiale del black metal. Da The Satanist dei Behemoth a Litourgyia dei Batushka, da Exercise in Futility dei Mgła ad Age of Capricorn degli Arkona, giusto per citare i più celebri, numerosi sono i dischi che hanno contribuito a rendere grande il Paese all’interno della scena black metal europea e globale. Accanto a questi gruppi che, seppur in misura differente, hanno scritto la storia polacca del metallo più oscuro, è da aggiungersi anche il nome dei Medico Peste, giunti con ב: The Black Bile al loro secondo lp in dieci anni di carriera. Rilasciato il 20 Marzo 2020 dalla sempre attenta Season of Mist Underground Activists, esso è perfettamente definito dalla stessa etichetta come “schizophrenic black metal”. L’etimologia del termine schizofrenia risale alla lingua greca ed è composta da σχίζω, schìzo, che significa lacerare, scindere (da cui anche, ad esempio, scisma), e da φρήν, frèn, ovvero mente. Nelle successive righe vedremo perché tale definizione proposta dalla Season of Mist Underground Activists descrive nel miglior modo possibile la musica contenuta in ב: The Black Bile.

L’ottimo ed inquietante artwork che accoglie l’ascoltatore racchiude in sé i due principali temi del disco: follia e religione. Su uno sfondo di un nero abissale emerge una figura umana, il volto coperto da una maschera deforme, le mani alla testa. Alle sue spalle, intorno al capo, un’aureola. Santità e pazzia vengono così fuse in un’unica entità inquietante e distorta. Al di sotto di quest’uomo, il titolo del disco, inciso con la furia di un detenuto in un ospedale psichiatrico: la seconda lettera dell’alfabeto ebraico, bet o vet (il titolo del precedente full length, Tremendum et Fascinatio seguiva la prima, aleph, א), sovrasta la scritta The Black Bile, la nera bile. Questa è una copertina in grado di essere elegante ed efficace nella sua blasfemia, senza mai scadere nella mera volgarità: tradizionalmente il santo è simbolo di perfezione, è colui che ha condotto la propria vita seguendo gli insegnamenti di Dio e di Cristo, mentre il folle è colui che ha ceduto a Satana, corrotto dalla sua malvagità e da lui posseduto. Lucifero e Dio, Cristo ed Anticristo vengono così a coincidere nella medesima figura, in un artwork che, da solo, vale l’acquisto del disco.

Apriamo ora il contenitore ed inseriamo il compact disc nel lettore. Neanche il tempo di accorgerci di aver premuto il tasto play e subito uno scream viscerale ci introduce all’album. God Knows Why, primo brano di ב: The Black Bile, toglie già il fiato: la voce marcescente di Lazarus si alterna al resto della band in un claustrofobico botta-e-risposta, prima di sfociare in un assalto impetuoso ed irrefrenabile di puro black metal, con rapidissimi blast beat di Desolator ed un riff inquietante delle tre chitarre di The Fall e di Nefar, accanto a quella dello stesso Lazarus. Le orecchie si adeguano a questo turbine corrosivo e subito ci troviamo innanzi ad un nuovo cambio di sonorità, il terzo in appena un minuto e dieci secondi: il basso di The Fall abbandona le regioni estreme della musica polacca per addentrarsi, con gran sorpresa dell’ascoltatore, in quelle popolari, abitate dai ritmi ternari della mazurka, accompagnato ed imitato da Desolator. Ma non c’è molto da ballare, qui, non c’è molto per cui stare allegri, perché subentrano immediatamente le tre chitarre con un nuovo riff altalenante ed inquietante. Tutto questo nei primi due minuti e venti secondi della prima canzone. Che ne dura otto e venticinque (e l’album raggiunge un totale di cinquanta primi e quattro secondi). Nei successivi sei assistiamo ad ulteriori, imprevedibili, repentine variazioni, che includono, tra le altre, anche rapide incursioni nel jazz e nel punk: già questo è sufficiente a comprendere il perché di quella particolare definizione di “schizophrenic black metal”. Il tessuto di cui è composto ב: The Black Bile è tappezzato dalle più disparate -e non di rado disperate- influenze, che rendono la fruizione assai ostica ma non per questo frustrante. I numerosi(ssimi) ascolti a cui i Medico Peste costringono il proprio pubblico non sono punitivi ma, anzi, assai soddisfacenti. Questo potpourri sonoro che affonda le proprie radici nel black metal più selvaggio e logorante -come si può udire nelle sfuriate di Skin-, è caratterizzato da una vena progressive ed avanguardista che, nel panorama polacco, emerge e risalta: le band citate in apertura di recensione, infatti, pur essendo assai varie ed originali, ciascuna a modo proprio, possono essere comunque accomunate sotto una medesima, ampia definizione di black metal. Ascoltando ב: The Black Bile, invece, diveniamo testimoni di musica che trascende, pur rimanendovi ancorata, i confini di questo genere, facendovi confluire sonorità tra di loro molto differenti, filtrate comunque attraverso la lente perversa e distorta del metallo nero.

In questo senso viene da pensare a band come gli statunitensi In Human Form, con i quali condividono l’estremo -nel duplice senso di amplissimo e violentissimo- eclettismo. Ma i Medico Peste hanno dalla loro parte quell’equilibrio che, talvolta, i colleghi americani paiono perdere.

ב: The Black Bile è uno di quegli album che un amante del black metal non può (e potremmo anche osar dire che non deve) ignorare. Non ci sarebbe di che stupirsi se, con il tempo, dovesse lasciare la propria impronta sul genere, sia in Polonia che al di là dei confini nazionali. Questa è musica che parla dritta alla mente, agli angoli più reconditi della psiche. Questa è musica imperdibile.



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
50.2 su 10 voti [ VOTA]
The Axe
Mercoledì 25 Marzo 2020, 16.10.46
4
Trovo i precedenti molto belli. Questo, invece, non mi ha convinto per nulla e lo reputo insufficiente.
Poss
Martedì 24 Marzo 2020, 13.47.01
3
Anche io faro' come @Luca. se siete di Milano ci troviamo tutti li
No Fun
Martedì 24 Marzo 2020, 9.35.54
2
Li conoscevo solo di nome, ho ascoltato qualcosa ed è davvero valido, si sente il suono, come dice Tyst, del black "avanguardista" polacco, che in realtà se manca di originalità può stancare ma qui però risulta tutto molto particolare. Appena posso faccio come @Luca.
Luca
Lunedì 23 Marzo 2020, 19.12.07
1
Quando riaprirà il mio negozio di fiducia acquisto obbligato
INFORMAZIONI
2020
Season of Mist
Black
Tracklist
1. God Knows Why
2. All Too Human
3. Numinous Catastrophy
4. Were Saviours Believers?
5. Skin
6. Holy Opium
7. The Black Bile
Line Up
Lazarus (Voce, Chitarra)
Nefar (Chitarra)
The Fall (Chitarra, Basso)
Desolator (Batteria)
 
RECENSIONI
80
 
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