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God Dethroned - Illuminati
30/03/2020
( 1076 letture )
Dopo aver concluso la trilogia sulla Prima Guerra Mondiale con The World Ablaze, i God Dethroned decidono di rilasciare una nuova fatica che già dal nome del disco e dal titolo dei brani lascia pochi margini d'interpretazione. La copertina è complice, e ricalca dai più tradizionali scenari infernali una tipica voragine convergente di corpi, anche se l'accostamento cromatico di azzurro e sabbia la rende decisamente apprezzabile alla vista. Inoltre, l'artwork segna un punto di svolta rispetto al resto della discografia, presentando una cura estetica del tutto nuova per la band. Tuttavia, le innovazioni potremmo dire che finiscono già qui, perché Illuminati risulta una mescolanza delle varie fasi che la band ha attraversato negli anni, senza aggiungere nuovi ingredienti nel calderone.

Con l'omonima traccia d'apertura dell'album ci imbattiamo subito in un'introduzione convincente e scandita, che ben incarna la vorticosa discesa rappresentata nella copertina, turbolenta e allo stesso tempo rallentata, quasi congelata, dall'accalcamento di così tante anime condannate. Nonostante l'album ruoti intorno ai padroni dell'inferno e del nuovo ordine mondiale, la band decide di votarsi ad un altro ancora per la stesura di quest'album: il mid-tempo. Riproposto più volte, con alla base una soluzione comune consistente in gonfie chitarre, pad e cori, non risulta mai fastidioso anche se sembra più volte voler porre rimedio a una vena creativa che tarda ad affiorare. Illuminati soffre particolarmente nel songwriting, più vicino a una revisione della letteratura esistente piuttosto che a qualcosa che si potrebbe proporre nel 2020. Nonostante questa stagnazione delle idee, alcuni brani riescono comunque a segnare qualche punto grazie a una buona commistione di suoni, come ad esempio Book of Lies con il suo ingresso ad ampio respiro, che nel turbinio di chitarre e cori in sottofondo riesce a stuzzicare l'udito. Più nervose risultano le seguenti Spirit Of Beelzebub e The Satan Spawn, con tanto di brevi assoli che aiutano a staccare un po' dall'imperante aria trionfale delle sezioni in cui echeggia la voce del padrone mid-tempo. In Gabriel si cambia leggermente registro, con un buono sfondo dato dal basso profondo e fangoso, su cui s'innesta un riff di chitarra di poche note. Tuttavia, una volta lasciata questa traccia, commentare il resto della tracklist sarebbe un semplice ripetere quanto già detto. Illuminati è un album che potrebbe incarnare perfettamente il modo di dire "senza infamia e senza lode". La sua durata non particolarmente eccessiva, insieme al fatto che non presenta grosse criticità, lo rendono un ascolto passeggero che poco lascia impresso a chi gli presta orecchio. Le tracce possono anche funzionare come un corpo unico, ma creano un continuo senza un inizio e una fine, un flusso circolare in cui ci si può immergere in qualunque momento senza perdersi pezzi dell'esperienza. I riff e le varie sezioni in generale si fanno ascoltare tranquillamente, e non presentano ulteriori chiavi di lettura o nuove porte che potrebbero aprirsi con ripetuti replay.

I God Dethroned con Illuminati manifestano una pesante affezione a stilemi e paradigmi, che inizia con Illuminati e finisce con Blood Moon Eclipse senza interruzioni. A parte sporadiche segnalazioni già citate sopra, tutte le tracce godono degli stessi pregi e soffrono degli stessi difetti. La produzione curata il giusto altro non fa che contribuire a questo senso di ordinarietà che permea quest'opera. A suscitare poco interesse è anche un ridondante accostamento di tematiche occulte, in cui soventemente si accorpano complottismi, entità infernali e divinità egizie che sembra sia dovere citare almeno in una traccia se si vuole suonare questo genere. Illuminati un'uscita che vale almeno un ascolto, ma corre facilmente il rischio di esser messa in panchina da opere più ispirate, o di esser lasciata scorrere in sottofondo mentre si sta facendo altro. Henri Sattler e la band hanno vissuto una carriera puntellata da continui intoppi e riprese, e questo sicuramente non ha giovato alla definizione e alla maturazione di una propria personalità dopo vent'anni d'attività. Il parco delle idee dei God Dethroned sembra essere un modesto giardino curato e potato, mantenuto in vita per consuetudine e che non sembra attecchire con floride novità dopo tutto questo tempo. Illuminati infatti sembra proprio questo, una tranquilla passeggiata in un parco cittadino, dove sai che non troverai meraviglie ma potresti passarci comunque una piacevole mezz'ora, magari con la mente assorta in altri pensieri, anche se non è proprio quello che ci si aspetta dal genere.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
74.3 su 10 voti [ VOTA]
legion666
Lunedì 11 Maggio 2020, 21.57.40
4
Ascoltato più volte... Secondo me merita almeno un 80...
Jukka
Mercoledì 1 Aprile 2020, 10.12.22
3
È durato circa un mesetto il suo giro nel mio lettore; non è affatto un brutto cd anzi, manca però di quei 2/3 pezzi che lo facciano risaltare nel marasma di uscite odierne. Per rispetto della band devo correggere il bravo @candal: la band é attiva da ben più di 20 anni e il loro debutto per quanto non imprescindibile risale al '92! Voto 7 🤘
er colica (più vecchio e acciaccato)
Lunedì 30 Marzo 2020, 22.29.15
2
loro li conosco da tempo ormai però devo essere sincero questo ultimo lavoro non lo posso giudicare ancora perché sto sentendo ora alcune cose dato che mi mancava ancora come ascolto nuovo. Intanto ho sentito un paio di pezzi e come segnalato dal recensore si notano molti mid tempo almeno nei pezzi che ho sentito io ma personalmente non trovo sia un difetto, un buon mid alternato a pezzi veloci rende le parti veloci ancora più efficaci secondo me. Quindi se ci sono più mid tempos per me va pure bene, è di mestiere? Sicuro e non potrebbe essere altrimenti con un gruppo ormai in giro da più di 20 anni e con dischi a sufficienza, è normale che facciano dischi di mestiere. però ascolterò meglio tutto e dirò la mia in modo più dettagliato prossimamente!! Un saluto!!
Punto Omega
Lunedì 30 Marzo 2020, 18.15.39
1
Non sarà il loro disco migliore, ma prendersela con i God Dethroned per il genere che suonano e per le tematiche affrontate, è come prendersela con il papa perché tratta di religione. Il disco è dicreto, se si ha mancanza di un death metal old school con qualche spruzzatina di black metal melodico, è un disco da ascoltare, altrimenti potete farne a meno. I God Dethroned hanno scritto dischi ben più validi, ma questo rimane un'opera discreta.
INFORMAZIONI
2020
Metal Blade Records
Death / Black
Tracklist
1. Illuminati
2. Broken Halo
3. Book of Lies
4. Spirit of Beelzebub
5. Satan Spawn
6. Gabriel
7. Eye of Horus
8. Dominus Muscarum
9. Blood Moon Eclipse
Line Up
Henri Sattler (Voce, Chitarra)
Dave Meester (Chitarra)
Jeroen Pomper (Basso, Voce)
Michiel van der Plicht (Batteria)
 
RECENSIONI
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