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Testament - Titans of Creation
06/04/2020
( 3855 letture )
Prima Recensione di: Francesco Gallina “Raven”

Tra i ritorni più attesi di questo periodo sia per il calibro della band, sia perché siamo tutti costretti in casa e certe cose "pesano" più del solito, Titans of Creation è finalmente arrivato e i fan dei Testament possono dunque soddisfare la loro sete di martellate thrash d’autore. Preceduto dal consueto hype generato da ogni album del gruppo, accresciuto dall’attesa per valutare le condizioni post contagio da Coronavirus di Chuck Billy e più ancora le novità annunciate nella scrittura di alcuni brani, il CD in questione risulta interessante già prima dell’ascolto. Ciò anche a causa di una intrigante copertina curata da Eliran Kantor, già alle prese con tantissimi altri artwork di stile rinascimentale per band metal, che si sposa ottimamente col suo concept.

Questa mostra tre titani datisi convegno nel luogo in cui si formano i pianeti. Il primo provvede a versare del liquido modellante, che gli altri martellano forgiando il DNA umano ottenendolo dall'anello di un pianeta nuovo. Ognuno di loro ha un buco nel petto in cui sui vede la fiamma di una stella morente che brucia: "l'origine degli atomi che compongono i corpi che bollono e ribollono sulle curve dell'elica a spirale", richiamando la filosofia della creazione dalla distruzione. Scritto prima e dopo un tour e quindi con meno pressione per terminare questa fase, poggiandosi su una pre-produzione che si giova del lavoro di Juan Urteaga presso i Trident Studios e sul tocco decisivo di un maestro come Andy Sneap per mix e mastering, il disco parte molto bene con la tripletta Children of the Next Level, WWIII, Dream Deceiver. Pezzi che colpiscono il bersaglio vicino al centro con scrittura abbastanza canonica, ma efficace. Pezzo "preparatorio" con testo concernente la setta di Heaven's Gate (organizzazione a metà tra l’ufologia e la religione in chiave apocalittica imminente, sfociata in pseudo cybercultura con suicidio finale di massa) il primo, il secondo che è una fucilata thrash e il terzo old-school nell’impianto e molto più amichevole nel ritornello, conciliano subito con l’ascolto. Con Night of the Witch resta un po’ il colpo in canna nonostante la presenza di Peterson anche come cantante, quella di un theremin a fine brano e le tematiche tratte da The VVitch: A New England Folktale. Il fatto che sia stato scelto come primo singolo si spiega probabilmente con la necessità di non arrivare a gamba tesa su un mercato reso difficile dalle contingenze esterne con qualcosa di abbastanza rassicurante (qualcuno potrebbe dire anonimo), a dispetto della presentazione del brano come qualcosa con un relazione addirittura col black metal e di quanto appena segnalato. Più interessante City of Angels, una ballata/non ballata che raccontando della storia del serial killer Richard "Nightstalker" Ramirez, mostra i tratti di ambedue gli approcci, ma alla fine dei conti mostra più muscoli che rose. Abbastanza anonima Ishtar's Gate -per non dire di maniera- pur dopo un avvio promettente, mentre ben più interessante è Symptoms. Scritta da Skolnick sul tema della malattia mentale, si giova del suo approccio più totale alla musica. Richiede più ascolti della media delle altre per essere decodificata in pieno, ma alla fine risulta tra gli episodi più convincenti del disco. A tratti involuta False Prophet, che oltre al buon piglio non riesce a dispiegare in pieno il suo potenziale e seconda parte dell’album che da qui comincia a calare leggermente rispetto alla prima. The Healers fila via bene anche se non incanta, così come Code of Hammurabi e Curse of Isiris. Pesanti, ma senza spunti particolari da segnalare. Chiusura lasciata a Catacombs, giusto un congedo di circa due minuti per lasciare il pubblico in modo originale.

Tredici album sono tanti e gli anni di carriera ben di più, ma i Testament si confermano con Titans of Creation un gruppo quantomeno sempre molto affidabile. Tanti buoni pezzi, tanta tecnica -Billy è sempre lui, Skolnick ancora uno dei chitarristi più eclettici del giro, Di Giorgio un bassista eccellente, Hoglan il solito schiacciasassi e Peterson fa il suo segnalandosi anche al microfono- l’inserimento di qualche novità che sarà il tempo a stabilire se estemporanea o da considerare come organica nel futuro del gruppo, che pur non spostando il complesso dell’opera dall’alveo dell’old-school lo modernizza quanto basta per attirare l’attenzione. Buono pure il lavoro svolto sui testi. Titans of Creation non stupisce più di tanto e contiene un paio di pezzi non trascendentali, ma mostra una band ancora in palla che si affida ad alcune soluzioni meno dirette rispetto al precedente. Così, risulta avvincente come atteso pur considerando un leggero sbilanciamento tra prima e seconda parte. I Testament del resto erano, sono e probabilmente resteranno una garanzia per chi cerca certi suoni e determinate canzoni e i Titani della Creazione lo confermano una volta di più.

VOTO Prima Recensione: 78



Seconda Recensione di: Massimo Patrucco “Matocc”

A quattro anni da Brotherhood of the Snake tornano con un nuovo album i titani del thrash metal: questa non sarà certo l'introduzione più originale del mondo, ma la tentazione era troppo forte visto il titolo dell'ultima fatica marchiata Testament. E di titani si può davvero parlare scorrendo i nomi che appaiono nella line up, con una sezione ritmica senza pari e un solista alla sei corde che all'anagrafe fa Alex Skolnick; lecito quindi avere alte aspettative per il tredicesimo lavoro del combo californiano, anche se forse si potrebbe pure pensare che essendo in pista dagli albori del genere i Nostri possano tirare il fiato per lasciare campo libero alle nuove leve... bé, mettendo sul piatto Titans of Creation sembra che la pensione per Chuck Billy & Co fortunatamente sia l'ultimo dei pensieri!

Titans of Creation porta avanti il messaggio musicale dei Testament del Nuovo Millennio e lo fa, paradossalmente, volgendo uno sguardo al passato: rispetto agli ultimi dischi Grande Capo Chuck torna alle origini sfoggiando molto meno growl e cantando più spesso in clean vocal, dimostrando tra l'altro una versatilità invidiabile e un ottimo timbro anche nelle parti più melodiche (ma che fosse un signor cantante non è certo una novità): ciò che colpisce positivamente è il risultato di questa scelta stilistica atta ovviamente a calzare nel miglior modo possibile al songwriting stesso del disco. A tal proposito troviamo, come accennato, un deciso e quanto mai piacevole ritorno alle sonorità tipicamente thrash, quello del periodo aureo anni 80 per intenderci, ma trasportandolo ai giorni nostri e adattandolo a un sound comunque fresco e moderno, cosa che solo ai grandi può riuscire senza risultare stucchevole o artificiosa. La cosa è evidente nei riff sparpagliati in quantità industriale tra i solchi del platter, sempre incisivi e ad effetto a partire da quello iniziale dell'opener Children of the Next Level, tipica apripista che mette fin da subito le cose in chiaro: qui non si fanno prigionieri, i deboli di cuore sono avvisati. Si pesta fortissimo sull'acceleratore con la successiva WWIII in cui brilla un Hoglan stratosferico -tanto per cambiare- e con Chuck Billy in forma come non mai; se non si vuole essere travolti da questo carico di metallo bellico meglio scansarsi finché si è in tempo, o si rischia l'osso del collo con l'headbanging più sfrenato. Ma non di sola violenza brilla Titans of Creation: City of Angels ha un mood oscuro e misterioso che ben si adatta al tema trattato, vale a dire le atroci gesta di un serial killer che insanguinò le strade di Los Angeles nel 1985; questo pezzo, nella struttura e nelle atmosfere grevi e inquietanti, sembra omaggiare i primi Black Sabbath (come testimonia anche il breve assolo distorto ad opera di Steve Di Giorgio) mentre con Dream Deceiver ci si rifà al periodo Eighties in modo evidente grazie anche a un chorus che non sfigurerebbe affatto su un brano di Alice Cooper, tanto per rendere l'idea. Si tratta del pezzo più catchy del disco, che in generale appare più sfaccettato e meno immediato del predecessore: in Brotherhood of the Snake infatti si puntava maggiormente sulla violenza sonora e sulla velocità, mentre qui i brani sono sì delle bordate thrash ma maggiormente elaborate e complesse -meno groove oriented e con sprazzi progressive- come dimostrano ad esempio Code of Hammurabi e Ishtar’s Gate in cui anche il solo orientaleggiante di Skolnick denota una varietà e un gusto da fuoriclasse che ben pochi possono permettersi. Dal canto suo Peterson non sta certo a guardare e oltre a macinare riff su riff si distingue al microfono per un paio di interventi harsh -Night of the Witch, Curse of Osiris- che tanto sanno di black metal. Nei rarissimi momenti in cui le cose magari non convincono al 100% (False Prophet non può comunque essere definito "filler") ci pensa il drumming dell'Atomic Clock a mettere a posto le cose, mentre altre volte si punta all'essenziale con soluzioni più "semplici" ma ugualmente efficaci, come nella rocciosa Symptoms, non tralasciando nemmeno di condividere le sensazioni più intime e personali (l'autobiografica The Healers tratta della battaglia contro il cancro intrapresa a suo tempo da Chuck e delle forze che lo hanno aiutato, sciamani compresi). E dopo tanta varietà la band si congeda col botto: il meglio arriva in chiusura con le mitragliate selvagge della già citata Curse of Osiris, in cui blast beat e guitar solo incrociati ci prendono a schiaffi dall'inizio alla fine per poi svanire in un'interlocutoria outro che -questo sì- forse avrebbe reso maggiormente come intro all'album stesso o a qualche altro brano della tracklist.

Come detto per apprezzare appieno Titans of Creation bisogna dedicargli più di un ascolto essendo questo un lavoro articolato e piuttosto eterogeneo: la produzione ben sposa il retrogusto ottantiano con un sound muscolare e attuale senza però esasperarlo, con la voce del singer a elevarsi sugli strumenti bilanciati alla perfezione in modo da apprezzare ogni singola nota (comprese le magiche evoluzioni di un Di Giorgio assolutamente ineccepibile). I veterani Testament non tradiscono nemmeno questa volta, si giovano della stabilità della propria formazione e ciò si riflette sulla composizione dei brani ai quali ha partecipato in maniera maggiore ogni musicista, seppur i due mastermind siano come al solito Eric Peterson e Chuck Billy: pezzi con una propria identità, che crescono ad ogni ascolto per formare quello che, probabilmente, si rivelerà come uno dei dischi thrash dell'anno, forgiato a martellate dai mitologici pesi massimi del thrash come nell'iconica copertina. E tanti saluti alla concorrenza.

VOTO Seconda Recensione: 80



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
78.76 su 59 voti [ VOTA]
Silvia
Martedì 12 Maggio 2020, 12.16.31
30
Album che mi sta piacendo parecchio e che secondo me cresce con gli ascolti, probabilmente perchè non è immediato ma presenta tante sfaccettature. Sulla prova dei musicisti credo non ci sia proprio niente da dire, ottima da parte di tutti e in particolare ho apprezzato parecchio il fatto che Hoglan abbia semplificato il suo stile x dare più peso agli accenti che agli abbellimenti. Ottimo anche il ritorno al passato con echi del loro capolavoro The Legacy che si ritrova a mio avviso in qualche breve passaggio, pur mantenendo lo stile moderno e “monolitico”. I riff e i bridge sono nell’insieme spettacolari (in particolare Night of the Witch, Children of the Next Level, Dream Deceiver e quello che introduce il magnifico assolo di Code of Hammurabi) però alcuni ritornelli non mi hanno convinto del tutto x cui il mio voto è 85. Acquisto sicuro comunque, sia perché mi piace, sia perché x me questo è un album che necessita di ascolti in HQ: ho l’impressione che molte finezze vadano perse in formati più compressi. PS: copertina bellissima 😃
Diego
Sabato 25 Aprile 2020, 0.48.34
29
Mi fanno sorridere tutti quelli che cercano l'innovazione...specialmente da un album dei Testament. E' indubbio che negli ultimi comunque ottimi album la loro proposta si sia appiattita...ma sino a "the gathering" ogni loro album era diverso e unico. Per quanto riguarda l'innovazione...negli anni 60 e 70 la musica era innovativa...dopo è stata solo reciclata e registrata meglio.
Bacon Apocalypse
Domenica 12 Aprile 2020, 20.40.46
28
I Testament in questo album fanno solo il loro mestiere, non innovano niente anzi continuano a scrivere canzoni tritaossa che possono piacere o meno. Io personalmente l'album precedente ho solamente 3 / 4 canzoni che avrò in testa (e sicuramente questo album non sarà da meno) ciò che conta è che (parere mio personale) sono ancora carichi e continuano a suonare in maniera onesta come hanno fatto da quando hanno pubblicato The Formation of Damnation, voto 75 PS: leggendo altrove ho visto che diversi l'hanno bocciato per la troppa noia durante la parte centrale dell'album, forse esagerano però non lo trovo così noiosa
Underground
Giovedì 9 Aprile 2020, 14.31.04
27
Disco da 7,5: un buon inizio ed una buona fine, peccato una parte centrale abbastanza scarsa in confronto al resto. Avessero tolto quattro brani sarebbe stato un disco migliore e più fruibile.
Steve 68
Giovedì 9 Aprile 2020, 14.16.37
26
Disco prevedibile con un Di Giorgio maestoso. Brani nella media ma suonati divinamente. Dream Deceiver (titolo dai Judas) ha il refrain identico o a He's a woman she's a man degli Scorpions ! Siamo sui livelli del precedente . Peccato perché questa formazione potrebbe osare molto di più in direzione technical thrash e progressive ed invece ripropongono gli stessi stereotipi triti e ritriti. Ovviamente la classe rimane . Voto 75
Aceshigh
Giovedì 9 Aprile 2020, 9.26.26
25
Devo dire che è cresciuto con gli ascolti. All’inizio non mi aveva preso, forse perché meno immediato del suo predecessore (che comunque ritengo un pelino sopra, nonché il mio preferito dalla reunion). Certo, pezzi come Ishtars Gate o False Prophet sono il minimo sindacale per una band come i Testament (allungano il brodo e per me non ce ne era bisogno), ma il resto è l’ennesima conferma di una band inossidabile. Top tracks : Children of the Next Level, Dream Deceiver (col suo chorus “d’altri tempi”), City of Angels (che si differenzia un po’ dal resto del disco), la potente Symptoms e la chiusura col botto di Curse of Osiris. Voto 81 (The New Order per me è 95... ). Bentornati !!!
Tino
Mercoledì 8 Aprile 2020, 20.44.24
24
E superiore a practice what u preach....
LAMBRUSCORE
Mercoledì 8 Aprile 2020, 20.03.51
23
Quindi, secondo Metallized, questo disco sarebbe allo stesso livello di The new Order,...qualcosa non mi torna...
lethalzorker
Mercoledì 8 Aprile 2020, 18.07.11
22
Poche seghe...album della madonna!! Icone thrash immortali!! Mio voto 90+++++
AL
Mercoledì 8 Aprile 2020, 11.39.53
21
per quanto riguarda le vocals di Peterson spero sia un segnale che si sta tenendo in allenamento per il prossimo disco dei Dragonlord! incrocio le dita
Enomis
Mercoledì 8 Aprile 2020, 11.13.26
20
Non l'ho ancora recuperato, avevo voglia di ascoltarlo già prima ma adesso come adesso le recensioni mi hanno incuriosito ancora di più. Spero in un album migliore di The Brotherhood of the Snake che invece non mi aveva fatto impazzire.
AL
Mercoledì 8 Aprile 2020, 11.10.27
19
L'album mi piace. mi viene voglia di ascoltarlo spesso, Billy e Hoglan grandissimi e comunque tutta la band su ottimi livelli. Meglio dei due precedenti che non mi avevano colpito più di tanto e sono finiti nel dimenticatoio velccemente. i miei pezzi preferiti sono Children e Dream deceiver. Il primo singolo Night of the witch troppo prolissa e l'unica che non mi convince proprio è False Prophet. Voto 77
El Manjo
Mercoledì 8 Aprile 2020, 10.40.14
18
A me sinceramente questo disco ha fatto impazzire, non credo che nella seconda parte ci sia un calo, anzi, l'esatto contrario. Secondo me wwII è un pezzo buono, ma non irresistibile (da 6 diciamo), mentre dream deceiver non mi piace granché, e code of hammurrabi latrovo un pochino troppo ridondante.Per il resto non si scende sotto l'8 come qualità, anzi. Adoro i due singoli, symptoms e curse of osiris, ma anche ishtar's gate (di giorgio all'inizio mi fa godere). Sicuro miglior album dalla reunion in poi, reputo migliori solo i primi tre e la coppia low-the gathering
jeffwaters
Mercoledì 8 Aprile 2020, 9.29.24
17
Primo impatto è stato abbastanza sterile, ma buono. Il disco, per me, cresce man mano che lo ascolti, 5 o 6 volte almeno, ed ho potuto dire che degli ultimi 3 album, questo si piazza al secondo posto. Un 8 meno se lo giudica e che dire, altri mille anni di longevità a questi mostri sacri
Ratto
Mercoledì 8 Aprile 2020, 7.59.22
16
Boh, se ti piacciono i loro primi 5 album, questo sta molto sotto, e sta pure sotto il precedente. Potenza e tecnica non sono sempre sinonimo di qualità...
Randy
Martedì 7 Aprile 2020, 18.09.12
15
HOLYCIDE FIst to Face...ascoltatelo !!!!!!
Enrico Bustaffa
Martedì 7 Aprile 2020, 15.20.38
14
per quanto mi riguarda non più più di 70
Macca
Martedì 7 Aprile 2020, 13.11.22
13
@Alby: dopo 2 anni in trasferta a Verona "vaccadì" è inconfondibile L'album lo devo ascoltare ancora tutto, ma l'opener è una bella bomba nel pieno del loro stile.
Alby
Martedì 7 Aprile 2020, 12.52.23
12
Vaccadì che mazzata!! Musicisti TOP, produzione e arrangiamenti di un altro livello, da 90!
Vittorio
Martedì 7 Aprile 2020, 9.54.02
11
Voti troppo alti, un 70 può bastare: prima metà molto interessante, seconda abbastanza inutile.
Pacino
Martedì 7 Aprile 2020, 8.19.25
10
Lo trovo più ispirato del predecessore, che personalmente non mi aveva troppo convinto, grandi Testament come sempre comunque. Voto 75.
Dani3121
Martedì 7 Aprile 2020, 8.06.55
9
Molto meglio del precedente,symptoms,the healers,wwIII,dream deceiver tra le migliori. Eric peterson si conferma un grande songwriter. Bella anche la produzione con un basso finalmente piu presente. 85
gianmarco
Martedì 7 Aprile 2020, 0.23.37
8
mega album voto 9
El Faffo
Martedì 7 Aprile 2020, 0.11.48
7
Non mi ha fatto gridare al miracolo ma lo apprezzo molto più di Brotherhood. Vecchio fan (comprai The Legacy all'uscita) mi sembrano in gran tiro.
Vitadathrasher
Lunedì 6 Aprile 2020, 21.45.41
6
Meglio di tutti gli altri da the formation, almeno la batteria ha meno orpelli con qualche mid tempo, l'effetto mattonata dei precedenti è un po' edulcorato. Però a questo gruppo che ha musicisti tecnicamente invidiabili, sembra che manchi un X factor. Mentre i cugini Exodus con holt e hunting che praticamente rigirano la stessa minestra, sanno sempre farmela piacere.
Gokronikos
Lunedì 6 Aprile 2020, 20.04.19
5
Dai, è figo, c'è poco da dire... Capolavoro? No, e allora? Cazzo spacca! E a me basta.
Gianluca
Lunedì 6 Aprile 2020, 18.37.30
4
Devo dire che anche a me al primo ascolto mi ha colpito il giusto. I due singoli tra le migliori, mentre non credo di ricredermi riguardo angels, la più brutta canzone partorita dai testament. Cmq a distanza di cosi tanti anni di attività rimangono tra i migliori
David D.
Lunedì 6 Aprile 2020, 18.02.56
3
Sentito più e più volte. Nell'insieme sono bei pezzi Thrash nello stile dei Testament, ma per me non c'è da gridare al capolavoro come fanno in molti. Curse Of Osiris, Ishtar's Gate, e Code Of Hammurabi le migliori, ma nei primi quattro pezzi per esempio si potevano tagliare un paio di minuti per rendere il disco più piacevole. Da segnalare però Hoglan sempre sul pezzo. Comunque è un disco che mi ha dato l'idea che mi fa dire "Wow, ok al primo ascolto sono fighe!" Poi al secondo, terzo, quarto cominciavo a stufarmi, almeno la maggior parte. Avrei preferito un disco sulla scia di Formation o di Brotherhood, molto più di impatto. Produzione invece bocciatissima, si sente praticamente il basso sopra tutto e chitarre che perdono di potenza. Un occasione mancata personalmente, 65.
Kiodo 74
Lunedì 6 Aprile 2020, 17.54.09
2
Ho ascoltato l'album già 2 volte e devo dire che mi è piaciuto....ma è proprio come me lo aspettavo,questo non vuol dire che è una cosa negativa però credo che la band stia facendo giusto il compitino nella quale è maestra assoluta....come nei due ultimi dischi precedenti. È indiscutibile il valore tecnico e compositivo dei nostri eroi, le songs sono tutte di livello con il giusto equilibrio di potenza, rabbia e velocità, il cantanto di Chuck è sempre estremamente efficace.....però non c'è nulla che mi ha fatto gridare "woooooww" e saltare per aria.....le tracce che mi hanno dato più interesse sono Dream Deceiver e Curse of Osiris..... Ma non mi lamento affatto.....ad avercene di uscite così oggigiorno..... Voto 75. Ossequi!
duke
Lunedì 6 Aprile 2020, 17.30.32
1
...non vedo l'ora di ascoltarlo....
INFORMAZIONI
2020
Nuclear Blast Records
Thrash
Tracklist
1. Children of the Next Level
2. WWIII
3. Dream Deceiver
4. Night of the Witch
5. City of Angels
6. Ishtar's Gate
7. Symptoms
8. False Prophet
9. The Healers
10. Code of Hammurabi
11. Curse of Osiris
12. Catacombs
Line Up
Chuck Billy (Voce)
Eric Peterson (Chitarra, Cori)
Alex Skolnick (Chitarra)
Steve Di Giorgio (Basso)
Gene Hoglan (Batteria)
 
RECENSIONI
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