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Ted Nugent - Free for All
11/04/2020
( 728 letture )
Ted Nugent oltre a saper suonare divinamente la chitarra (merito riconosciutogli all'unanimità) possiede una discreta dose di fortuna caratterizzante alcuni frangenti della sua vita professionale. A questi fattori però ha sempre fatto da contraltare il suo caratteraccio, capace di allontanare alcuni dei suoi collaboratori più stretti. Così che, nel 1976, poco dopo l'inizio delle registrazioni di Free-for-All, Derek St. Holmes decide di prendersi una pausa, stanco dei continui contrasti col leader della band e deluso nelle aspettative dal primo sound del prodotto frutto del lavoro di Tom Werman, perciò proprio quest'ultimo si trova costretto a scegliere un nuovo cantante per completare le registrazioni. L'uomo giusto viene individuato nella figura di Meat Loaf, cantante/attore reclutato per la ridicola somma di 1000 dollari: cifra irrisoria se si pensa agli incassi che otterrà il singer soltanto un anno dopo con la pubblicazione di Bat Out of Hell, disco capace di vendere 43 milioni di copie in tutto il mondo. Sta di fatto che Free-for-All vede probabilmente la miglior line up di sempre del percorso solista di Ted Nugent visto che al microfono si alternano i tre artisti succitati e alla sezione ritmica sono attivi i soliti Grange e Davies, coloro che contribuiscono maggiormente a proferire durezza al sound del chitarrista americano.

Per carità, la buona sorte aiuta ma se poi non hai le capacità di scrivere pezzi di valore non te ne fai molto. Free-for-All i brani entusiasmanti ce li ha eccome e ciò è quasi tutto merito di Ted. Vi sono tracks di matrice rock'n'roll/blues come le spedite Turn It Up e Light My Way, entrambe cantate da St. Holmes: autentiche corse al traguardo con all'interno assolo vorticosi piazzati sapientemente tra le strofe boogie woogie. Sulla seconda le stoccate di Nugent equivalgono a carbonella gettata sul fuoco; il risultato è un incendio di suoni mirabolante. La conclusiva I Love You So I Told You a Lie è un altro gran brano di rock a stelle e strisce fedelissimo alla tradizione ed incentrato sul chorus. Quando basso e batteria decidono di prendere le redini del gioco si assiste all'esecuzione di brani proto metal di pregevole fattura, come la lunga Writing on the Wall, la quale sembra partorita dai primi Judas Priest. Essa ci cattura lentamente tra i rintocchi del basso, i riverberanti refrain distorti e le notevoli aperture vocali di Meat Loaf. Hammerdown potrebbe tranquillamente essere annoverata nella corrente NWOBHM se l'autore non fosse Nugent poiché è un'emozionante cavalcata dai tratti epici. In tale contesto quasi sfigurano pezzi più convenzionali dotati di quel sano hard rock tipico del nostro: la divertente title track, il singolo dell'album Dog Eat Dog e Street Rats; canzoni che lasciano ampio spazio ad assolo prolungati, buoni più che altro per mettere in mostra la tecnica del chitarrista di Redford durante i live show e non a caso riproposti dal vivo nella versione CD del 1999. Infine, merita una menzione d'onore la soave ballad Together, scritta dal duo ritmico. Il bellissimo bridge centrale riesce addirittura a far comparire dalla sei corde del frontman un vagheggiare amorevole solitamente sopito, inoltre le inusuali dolci tastiere ricordano vagamente alcune opere dei Blue Oyster Cult.

Su Free-for-All si denota come la fase solista sia ovviamente centrale ma meno evidente rispetto ad altri lavori di Nugent. Questo avviene per la concomitanza di ritornelli imponenti presenti sulle perfette strutture armoniche concepite dal frontman e per la prova consistente della sezione ritmica, straordinaria nell'imprimere ritmi consolidati al sound hard rock degli anni 70 e altresì all'avanguardia nel proporre bassi profondi tipici del panorama heavy. Pura libidine per le orecchie!



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
85.44 su 9 voti [ VOTA]
Fabio Rasta
Sabato 9 Maggio 2020, 10.24.12
5
Del tris iniziale, Free For All è quello che mi piace di +, xchè mischia l'irruenza e l'immediatezza del primo, con la maturazione del seguente, reso sapientemente + abbordabile al grande pubblico. di questi è anche + vario. Pezzi come Together spariranno, ed è un peccato. /// X curiosità, che sappia io, Free For All, indicava quelle risse da Saloon dove, ad un certo punto, degenerava e diventava tutti contro tutti.
Aceshigh
Mercoledì 15 Aprile 2020, 9.28.22
4
Album che ho scoperto approfittando di questa recensione, essendo io lacunoso riguardo a Nugent. Cat Scratch Fever lo ritengo superiore, ma non di molto. Qui però alcuni lati proto-heavy mi sembrano più evidenti che nell’album successivo. La splendida Hammerdown ne è un esempio abbastanza palese, uno dei pezzi che mi è più piaciuto insieme a Writings On The Wall, la ballad Together e Light My Way. Voto 81
Rik bay area thrash
Domenica 12 Aprile 2020, 12.58.55
3
Come già scritto da Rob Fleming, Ted nugent era veramente al top a livello di produzione di album di qualità. Chitarrista mai nominato ne considerato, però nonostante tutto i suoi riff sono di quanto più irruento e viscerale c era nei seventies. Ascoltare ora nel 2020 questo album, si nota quanto siano datati i suoni, però resta intatta tutta la sua irruenza trasportata nei riff.
duke
Sabato 11 Aprile 2020, 13.23.04
2
...ted e' una garanzia.....chi non lo conosce....e non né riconosce il suo enorme valore....
Rob Fleming
Sabato 11 Aprile 2020, 12.59.04
1
Sino alla fine degli anni '70 Ted Nugent era al massimo della forma. Together e l'acida Writing on the wall sono le mie preferite. E quando la mette sul piano dell'elettricità pura non ce n'è per nessuno. Menzione speciale per Meat Loaf, all'epoca illustre sconosciuto, ma di lì ad un anno...80
INFORMAZIONI
1976
Epic
Hard Rock
Tracklist
1. Free-for-All
2. Dog Eat Dog
3. Writing on the Wall
4. Turn It Up
5. Street Rats
6. Together
7. Light My Way
8. Hammerdown
9. I Love You So I Told You a Lie
Line Up
Meat Loaf (Voce nelle tracce 3, 5, 6, 8 e 9)
Ted Nugent (Chitarra solista e ritmica, Voce nelle tracce 1 e 10, Basso nella traccia 2, Percussioni)
Rob Grange (Basso)
Cliff Davies (Batteria, Percussioni, cori nella traccia 2)

Musicisti Ospiti:
Derek St. Holmes (Voce nelle tracce 2, 4 e 7; chitarra ritmica nella traccia 2)
Steve McRay (Tastiere, cori)
Tom Werman (Percussioni, producer)

 
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