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Banco del Mutuo Soccorso - Il 13
11/04/2020
( 482 letture )
Rispolveriamo un album uscito nel ’94, dunque in un periodo in cui il Banco del Mutuo Soccorso aveva già attraversato diverse fasi glorificate o criticate, portatrici di gioie o delusioni: si veda il periodo anni ’80, foriero di tentativi pop e simili fortemente biasimati. Il trionfo progressive sembra ormai superato, la storia già scritta: cosa rimane, dunque, di una delle icone della musica italiana del XX secolo?

Il 13 è arrivato dopo diversi anni di silenzio dal disco precedente e propone un sound diverso: non recupera, o almeno non in toto, i ricordi degli anni ’70 e non prosegue neppure sul sentiero tracciato negli anni ’80 -pena, probabilmente, un linciaggio collettivo. Il nuovo album è orientato verso atmosfere primariamente rock, hard rock e cantautorali. I brani si seguono facilmente e sono abbastanza orecchiabili, non si dispiegano in modo criptico o poco regolare. Sono presenti dei pezzi strumentali, ma in generale la dimensione vocale assume una rilevanza non indifferente: la narrazione viene spesso condotta dalla voce, il comparto strumentale sostiene ciò che la voce rende presente. Ciò non avviene necessariamente in ogni brano in cui è presente la componente canora: uno dei migliori pezzi dell’album, Anche Dio, che richiama la composizione ed esecuzione progressive rock, fa ausilio del coro come esclamazione aggiuntiva: rinvigorisce ciò che gli altri strumenti evocano. Mentre il tappeto sonoro procede seguendo delle dinamiche molto fluide con accenti decisi, ma pur sempre malleabili, il coro pone quasi delle cesure che da un lato fanno fermare il respiro, bloccando l’ascesa, ma dall’altro la incalzano. Le tastiere di Nocenzi reggono l’intera struttura, questo ordinato delirio che fa smarrire nell’essere delle cose. Diversamente, un brano come Spudorata (pi-ppò), che segue Anche Dio, è maggiormente intuitivo e lineare, propriamente hard rock, il coro funge da backing vocals. Francesco Di Giacomo spicca grazie alla sua voce graffiante, si sposa perfettamente sia con le chitarre elettriche che con le tastiere, ma anche con la batteria nel momento in cui lo accompagna da sola in una transizione del pezzo che conduce ad un piacevolissimo assolo di chitarra. Ben curata sia nelle parti d’accompagnamento che in quelle soliste, la canzone appare articolata: è un buon esempio di come un brano si possa snodare in maniera intelligibile pur mantenendo un’essenza ragionata e polimorfa. Altro brano hard rock che ha contribuito a far percepire positivamente Il 13 è Sirene, diviso in due parti. Il tono è aggressivo, il testo mira dritto al bersaglio, nudo e crudo: versi come

Il "Padre Bianco" dice chi se ne frega,
contraccettivi e stupri, basta che prega.
Bambini di Calcutta o quarto mondo,
se avrete culo arriverete in fondo, in fondo
,

cantati senza pietismo alcuno, non passano inosservati. Si potrebbe rimproverare la mancanza di vaghezza, di giochi di rimandi e di altre peculiarità che per determinate visioni costituiscono l’essenza della poesia -ricordando che il Banco del Mutuo Soccorso viene frequentemente annoverato nel mondo poetico- ma in questo caso la schiettezza, comunque sottile, è adeguata. Il minimoog di Nocenzi aiuta a rendere il brano sfuggevole e modulato, mentre le chitarre e il basso gli conferiscono solidità in modo diretto. Dall’atmosfera molto diversa è Bambino, particolarmente delicata ed intima. Ballata pop dal testo cantautorale, solleva l’interesse in svariati punti grazie, ad esempio, agli interventi di chitarra elettrica solista. Per il resto non gode di particolarità degne di nota. Interessante è poi l’undicesima traccia, Emiliano: il pezzo è ispirato e dedicato a Emiliano Zapata, figura di rilievo della rivoluzione messicana e più in generale della storia del Messico. Il pianoforte si congiunge alla chitarra acustica creando delle ottime frasi: jazz, vertiginoso, ipnotico, costituisce un gran tributo e uno dei punti migliori, meno stanchi, dell’album. Un’altra delle canzoni che più meritano de Il 13 è Tirami una rete: è una traccia acustica e pregna di intensità. Le parole, pronunciate da più voci, sono misurate e ben poste, evocano colori, immagini nitide accomunate da un fil rouge che viene srotolato sempre dalla chitarra acustica, aiutata dal piano che suona molto vicino, molto umano. La chiarezza del terrestre si unisce alla vaporosità del trascendente, lasciando un segno dopo l’ascolto. La chiusura dell’album, Bisbigli, è un’ulteriore dimostrazione dell’abilità suggestiva del gruppo -nello specifico, meglio, di Nocenzi. Si esaurisce in pochissimo tempo, l’intervento stesso del piano è un bisbiglio, ma con poche note riesce a creare dal nulla un universo. Oltre al piano si sentono dei veri e propri bisbigli, sostanzialmente un soft whispering ASMR ante litteram, un’osservazione doverosa.

L’album sa toccare picchi brillanti così come proporre spunti abbastanza anonimi e vacui. In ogni caso ha rappresentato una discreta risalita della band, pur non costituendo autonomamente una pietra miliare nella sua storia.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
79 su 1 voti [ VOTA]
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 15 Aprile 2020, 13.18.54
1
Non lo conosco ma dopo Canto di Primavera, non mi sono più occupato del Banco, tranne il bellissimo Live "No Palco" del 2003 con una versione di Canto di Primavera da brividi... Neanche la recensione, ottima del resto, mi convince ad ascoltarlo. Si sono troppo discostati dal progressive degli stratosferici inizi. Peccato. Au revoir,
INFORMAZIONI
1994
EMI
Prog Rock
Tracklist
1. Dove Non Arrivano Gli Occhi
2. Sirene
3. Sirene (parte II)
4. Brivido
5. Guardami Le Spalle
6. Anche Dio
7. Spudorata (pi-ppò)
8. Bambino
9. Tremila (rock prove)
10. Rimani fuori
11. Emiliano
12. Mister Rabbit
13. Magari che (gargarismo)
14. Tirami una Rete
15. Bisbigli
Line Up
Francesco Di Giacomo (Voce)
Rodolfo Maltese (Chitarra, Cori)
Max Smeraldi (Chitarra)
Vittorio Nocenzi (Tastiere, Organo Hammond, Minimoog)
Paolo Sentinelli (Tastiere)
Tiziano Ricci (Basso, Cori)
David Sabiu (Batteria, Cori)

Musicisti Ospiti:
Coro Polifonico M. Terribili (Cori)
Angela Fontana, Diana Torti, Franca Campoli, Cristina Rizzo, Monica Panico, Mario Valerio Nocenzi, Masimo Biagini, Alex Coppola, Paolo Sentinelli, Mirco Bezi, Roberto Sordi, Antonella Dini (Cori)
Riccardo Ballerini (Sintetizzatori)
Toni Armetta (Basso)
Maurizio Masi (Batteria)
Pierluigi Calderoni (Batteria)


 
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