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The White Buffalo - On the Widow`s Walk
20/04/2020
( 902 letture )
Si dice spesso di non giudicare il libro dalla copertina poiché essa non sempre è identificatrice del contenuto dello stesso. Stesso discorso vale per i dischi e a dire il vero il proverbio è ormai utilizzabile nei più svariati contesti. Ma ci sono anche casi in cui invece il libro è decisamente ben rappresentato dalla copertina e parlando del disco qui in esame il paragone risulta calzante: basta guardare l’immagine stilizzata che introduce il nuovo disco del progetto The White Buffalo per essere catapultati all’istante proprio in quelle atmosfere che l’album dipinge attraverso la musica. Il nome della band rimanda subito col pensiero a lande desolate e sabbiose, scenario perfetto per sequenze western e lunghe cavalcate solitarie al calar del sole. I colori che incorniciano il volto di Jake Smith fanno il resto, con pennellate umbratili che rendono minacciose quelle onde marine che si stagliano all’orizzonte dietro il musicista. Si arriva quindi al momento di ascoltare il contenuto dell’album con delle precise suggestioni in mente e queste non vengono affatto tradite.

Ma andiamo con ordine: colui che si nasconde dietro il moniker The White Buffalo è appunto il barbutissimo cantautore Jake Smith, salito agli onori della cronaca grazie alla serie televisiva Sons Of Anarchy, che ha utilizzato spesso sue canzoni durante i propri episodi. In effetti, i brani composti da Smith si confanno decisamente ad un contesto cinematografico, dal momento che il nostro prende a piene mani dal folk americano, come dal country e dal rock’n’roll, ma il tutto con un approccio cantautorale sognante e coinvolgente, guidato da una voce baritonale intensa e calda, a metà strada tra Townes Van Zandt ed Eddie Vedder.
On The Widow’s Walk è il settimo album in studio di Jake Smith, che per l’occasione ha riunito la sua Jelly Crew – ovvero il bassista Christopher Hofee e il batterista Matt Lynott – per registrare in presa diretta negli studi del noto produttore Shooter Jennings (Marilyn Manson e Duff McKagan tra le sue ultime produzioni) gli undici brani che compongono l’opera.
I riferimenti tematici vertono sull’oceano e sull’acqua come metafora delle situazioni della vita, come ben sottolineato dalla già citata copertina, mentre i testi di Smith si concentrano sull’inarrestabile avvento della tecnologia e sulla forza della natura. I brani sono piccoli bozzetti di racconti quotidiani elevati all’ennesima potenza dall’interpretazione sentita e sofferta dello stesso Smith, protagonista indiscusso dell’opera e che accentra su di sé tutto il carico emotivo della musica proposta. C’è da dire che i The White Buffalo riescono a dare il meglio di sé quando decidono di rivolgersi al lato più folk della propria proposta, con concessioni al pop, ma sempre con grande classe. Ne è un esempio la bellissima Cursive, ballata romantica sostenuta dal pianoforte suonato da Shooter Jennings, dove Smith confeziona una melodia vocale tanto classica quanto perfetta, per un risultato che non è azzardato pensare possa funzionare come accompagnamento per i titoli di coda di un road movie. Altri episodi vincenti sono la corale Widow’s Walk, con il suo groove smaccatamente americano e un ritornello funzionale alla dimensione live, ma anche la più spensierata Come On Shorty, dove il cantante si diverte ad indossare i panni di Cat Stevens e riesce a farlo in modo assolutamente credibile.
Quando invece Christopher Hofee decide di imbracciare la chitarra elettrica ne risultano brani come Faster Than Fire, che a fronte di un bel testo offre un songwriting piuttosto fiacco e banale. È evidente come i The White Buffalo si trovino meglio su territori folk e country piuttosto che in contesti più smaccatamente rock; d’altronde basta che Jake Smith incattivisca un poco il tono della sua voce per portare l’ascoltatore vicino a suggestioni degne di Bruce Springsteen, come dimostra la grintosa Problem Solution, brano dall’animo roots rock che convince senza bisogno di riff e distorsioni.

Vero è che alla fine undici brani su questo stile non sono pochi e le variazioni sono minime, soprattutto per quel che riguarda la struttura dei singoli brani. In scaletta sono presenti momenti notevoli ed altri purtroppo non all’altezza, anche se gestiti con maestria dal carisma di Smith e dalla produzione ottima di Jennings, che riesce a dare risalto tanto alla voce quanto al comparto strumentale, denso ed omogeneo all’orecchio tanto quanto scarno sulla carta. On The Widow’s Walk rimane quindi una buonissima uscita in campo country/folk per questo 2020 sventurato, ma manca di un qualcosa in più che la faccia brillare completamente. Continueremo ad osservare la vita scorrere attraverso le nostre finestre aspettando un raggio di sole che illumini la nostra via, cullati dalle dolci note del violino che chiude I Don’t Know A Thing About Love, nutrendo la speranza che questa musica così intensa e terrena possa farci compagnia anche dal vivo, magari spalla a spalla o mano nella mano con le persone a cui teniamo di più. È solo musica, ma può essere davvero molto di più.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
78.66 su 3 voti [ VOTA]
Black Me Out
Martedì 21 Aprile 2020, 22.46.00
3
Mi fa piacere constatare che The White Buffalo sia conosciuto. Sicuramente concordo sulla bella voce e sulla capacità di creare atmosfera, ma le recensioni eccessivamente entusiastiche (le ho lette pure io) non le comprendo. Non siamo di certo di fronte a un disco superlativo, ma sicuramente esso contiene un pugno di belle canzoni che si fanno piacevolmente ascoltare. Da ascoltare comunque in ogni caso.
Rob Fleming
Martedì 21 Aprile 2020, 10.23.42
2
Non lo conoscevo. Poi su una rivista ho letto una recensione in cui a questo album assegnava 9. Mi sono incuriosito e ho scoperto che aveva partecipato alla colonna sonora di Sons of Anarchy. Su Spotify ho trovato le canzoni della serie. Ecco...ehm...sono tre settimane che ascolto solo quelle (confesso, salto generalmente la cover di Bohemian Rhapsody). E adesso mi sono catapultato su questo album che in alcuni brani trovo meraviglioso; come la sua voce. Mi sa che lo prenderò.
Eagle Nest
Lunedì 20 Aprile 2020, 22.41.36
1
Grande personaggio attorno a cui sta crescendo un seguito da cult hero... bellissima voce e grande capacità di creare atmosfera. Da ascoltare!
INFORMAZIONI
2020
Snakefarm Records/Universal
Folk
Tracklist
1. Problem Solution
2. The Drifter
3. No History
4. Sycamore
5. Come On Shorty
6. Cursive
7. Faster Than Fire
8. Widow's Walk
9. River Of Love And Loss
10. The Rapture
11. I Don't Know A Thing About Love
Line Up
Jake Smith (Voce, Chitarra, Violino, Pedal Steel)
Christopher Hofee (Basso)
Matt Lynott (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Shooter Jennings (Pianoforte, Tastiera)
 
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