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Katatonia - City Burials
25/04/2020
( 5000 letture )
Dai, ammettiamolo: più di qualcuno, nel venire a conoscenza della pubblicazione del nuovo album dei Katatonia, avrà pensato: Non bastava la quarantena, ci mancava pure questa. La band di Stoccolma, infatti, ci ha abituati negli anni ad album intensi e profondi, ma intrisi di malinconia ed oscurità, che, per certi versi, comportano un ulteriore “aggravio” in un periodo già denso di preoccupazioni come quello che stiamo vivendo da mesi.
Tuttavia, dopo un primo momento, ci si ricorderà anche del dispiacere causato dalla band quando, dopo la pubblicazione del monumentale The Fall of Hearts, i suoi componenti avevano annunciato una momentanea pausa; al tempo stesso, è impossibile dimenticarsi dell'incredibile livello qualitativo raggiunto negli anni dalla musica dei cinque vichinghi, che, lungi dall'essere solamente “quelli con cui deprimersi”, hanno saputo produrre un caleidoscopio musicale con influenze prog, gothic, new wave e metal classico.

Se l'ultimo album, in particolare, aveva sconfinato più volte in territori squisitamente prog, il nuovo venuto, intitolato City Burials, vede un complessivo snellimento delle composizioni, unito ad un generale ammorbidimento del tipico sound dei Katatonia: le danze sono aperte dalla bellissima Heart Set to Divide, nella quale una lugubre intro affidata alla voce di Jonas Renkse, magnifica come sempre, ci conduce poi verso un brano camaleontico, caratterizzato tanto da momenti puramente new wave, quando da incursioni nel prog rock, in particolare per quanto concerne i riff di chitarra; un inizio francamente magnifico! Behind the Blood, già nota come singolo, vira decisamente verso coordinate di hard rock/heavy classico e, se la performance del cantante è come sempre ragguardevole, i complimenti in questo caso vanno fatti principalmente ai chitarristi Anders Nyström e Roger Öjersson, autori di un lavoro magistrale sia ritmico che solista (ogni volta si rimane francamente stupiti pensando che il buon Blakkheim sia lo stesso che suona e compone musica anche per i viscerali Bloodbath); il ritornello del pezzo, poi, uno dei passaggi più easy listening che la band abbia prodotto da anni, potrebbe a nostro giudizio far bella mostra di sé in un'ipotetica canzone per un film di 007. Lacquer, a sua volta scelta come singolo, ricorda la proposta più recente degli A Perfect Circle -un paragone invero possibile per diverse canzoni di City Burials- con inserti elettronici che lasciano un po' interdetti: non male, specie per la consueta prestazione del vocalist, ma in tutta onestà ci sentiamo di preferire le due canzoni che la precedono, nonché le due che seguono: Rein è un pezzo ancora una volta spiazzante e sorprendentemente complesso, che necessita di diversi ascolti per essere pienamente apprezzato, ma poi conquista senza appello, mentre The Winter of Our Passing costituisce un esperimento di elettro-rock decisamente più riuscito di Lacquer. E' poi il turno di Vanishers, una ballad dove la voce di Renkse è affiancata da quella, delicata e soave, della cantante Anni Bernhard: probabilmente non tutti la apprezzeranno, ma la sua bellezza è innegabile. Va detto, però, che la canzone fa da apripista ad una seconda metà di disco valida ed emozionante, ma leggermente meno ispirata della prima: se City Glaciers convince, Flicker e Lachesis, pur nella loro eleganza, stupiscono meno di altre canzoni: la seconda, in particolare, è una ballad per voce e pianoforte, delicata ed intimista, ma fin troppo “scontata” per una band come quella di Stoccolma. Fortunatamente, Neon Epitaph solleva nuovamente l'asticella verso l'alto, prima che la conclusiva Untrodden confermi la bontà del colpo di coda di City Burials, con tanto di splendido assolo di chitarra.

Come avrete ormai avuto modo di intuire, dal punto di vista squisitamente sonoro questo disco è con ogni probabilità il “meno metal” della carriera dei Katatonia: vi sono ben pochi passaggi di chitarra riconducibili a sonorità pesanti, il che, temiamo, potrebbe definitivamente scoraggiare chi non ha mai apprezzato la svolta stilistica del gruppo; tuttavia, per chi ritiene che metal faccia rima con intensità, allora questo album è al tempo stesso uno dei “più metal” che la band abbia mai prodotto: il complessivo snellimento ed ammorbidimento delle composizioni fa emergere più che mai la vena intimista e malinconica del gruppo, il tutto anche e soprattutto grazie ad un Jonas Renkse in stato di grazia; è dunque ovvio che gli aspetti positivi dell'album siano numericamente ben più rilevanti di quelli negativi, che comunque si sostanziano semplicemente in alcuni brani sottotono, specialmente nella seconda metà, che impediscono a City Burials di assurgere a vero e proprio capolavoro. Resta tuttavia un album ampiamente sopra la media, che forse avrebbe potuto essere ancora migliore, ma che non mancherà di ammaliare chi ama ogni sfaccettatura dell'arte targata Katatonia.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
80.25 su 221 voti [ VOTA]
Lyuk98
Martedì 29 Settembre 2020, 12.01.15
41
7°, 8° e 10° brano leggermente sottotono, mentre gli altri spaccano assai.
Havismat
Venerdì 18 Settembre 2020, 19.01.21
40
Straordinario. Eccezion fatta per un paio di brani non proprio eccezionali, il resto è da applausi. 85
Mr.Darcy
Venerdì 21 Agosto 2020, 11.31.02
39
Io ho adorato tuti i loro album, e questo non fa eccezione.. Merita qualche ascolto in più ma quando entra è davvero un ascolto piacevole. I suoni sono più secchi, l'impronta è più violenta e fredda del precedente TFOH, album che mostra una grande crescita. A mio modesto parere la cescita si sente sopratutto dell'immenso Renkse che trasmette vere emozioni e dagli assoli di Nystrom che sono sempre molto melodici e questa volta ancora più degli altri, mai banali. Grande Abum per una Grande Band. In relazione ai rimpianti su BMD, che ho adorato alla follia, penso che la loro evoluzione sia più giustificabile di quella degli opeth. Infatti benchè BMD sia un album pazzesco è il loro unico album di quel genere ad aver riscosso successo, subito dopo il mondo intero li ha apprezzati per quello che, nonostante le evoluzioni, fanno tutt'ora. Gli opeth invece hanno raggiunto la vetta con un genere e han deciso di fare tutt'altro...e per non perderci troppo marciano sui vecchi album proponendoli costantemente in sede live (e in ogni caso ogni loro live vale il biglietto).
L.p. Gruto
Venerdì 29 Maggio 2020, 15.07.58
38
Disco di gran classe. Personalmente è il mio preferito dai tempi di The great cold distance. Voto tra il 7,5 e l'8
lore
Giovedì 14 Maggio 2020, 13.09.22
37
ahahahaha okok..io stesso venero i primi due dei katatonia..però dai sono artisti di un altro livello ,ottimi compositori..dopo che poi non piaccia l'album in sé per carità è assolutamente legittimo
Steelminded
Giovedì 14 Maggio 2020, 11.45.16
36
Lore sono true come una bestia 😀😃😄
Korgull
Giovedì 14 Maggio 2020, 10.10.41
35
Sono due settimane che lo ascolto, grande album con una brutta copertina (più bello il booklet). Per chi cerca il suono degl esordi (piace anche a me...) ci sono altre band che lo propongono P.S. La voce di Renske migliora ogni volta
lore
Giovedì 14 Maggio 2020, 9.40.38
34
anche io non ho amato la svolta stilistica degli Opeth, ma non mi sento legittimato a dire quanto sono deluso e ho il cuore infranto..e poi dai si continua a parlare di death Doom riguardo ai katatonia...han fatto 2 dischi così in 30 anni..sentitevi traditi per altro..
lore
Giovedì 14 Maggio 2020, 9.21.41
33
tu si che sei true
Steelminded
Mercoledì 13 Maggio 2020, 22.09.35
32
Per me solita noia dal 98, è probabilmente una questione di gusti ma da dopo Brave Murder Day per me non sono più esistiti. Il vecchio e glorioso death/doom melodico e progressivo degli inizi ha lasciato il passo a delle composizioni neniose e ripetitive che non mi hanno mai trasmesso nulla se non noia. Scrivo qui perché li ho amati fino al 98 e quindi mi sento legittimato a commentare la mia delusione ogni volta che producono un nuovo disco, che comunque da vecchio deluso pieno di false speranze o non so cosa ascolto... Evviva!
lore
Mercoledì 13 Maggio 2020, 22.02.22
31
possibile che ci siano dei troll che mettono 30 apposta per far scendere i l giudizio all'album ?
Metallycra
Mercoledì 13 Maggio 2020, 12.53.57
30
Sono andato a riascoltarmi tutti gli album post The Great Cold Distance. Confermo la mia opinione. Questa è la migliore uscita post TGCD. a me sembra un disco molto piu' coerente, in cui viene perfettamente bilanciato il pecorso intrapreso a partire da VE in poi con le nuove sonorità introdotte a partire da NITND. Personalmente non mi sono dispiaciuti gli album post TGCD, pero' se pensavo di ascoltare qualcosa dei Katatonia non mi veniva in mente di sceglierli. Ognuno di loro contiene delle perle (mi viene in mente ad esempio "New Night" o "Departer") pero' il pensiero di skippare i brani che reputavo piu' monotoni e meno ispirati mi faceva desistere. City Burials invece fila liscio nelle mie orecchie che è un piacere. Apprezzo ogni brano e mi meraviglio che qualcuno non abbia apprezzato le linee vocali di Renske perchè in alcuni brani (mi viene in mente "Behind the Blood") ci sono dei passaggi tecnici che se suoni o canti ti rendi conto che solo una padronanza assoluta della voce puo' permetterli. Gli arrangiamenti sono sublimi, le chitarre e la sezione ritmica viaggiano a meraviglia. La chiudo qui, perchè credo di aver espresso a sufficienza il mio apprezzamento per questo album. I tempi di Brave Murder Day sono passati e il gruppo ha deciso per una costante evoluzione che puo' piacere o meno. Io la trovo affascinante ed interessante. E Brave Murder Day rimane sempre per me di una bellezza strepitosa che ascolto sempre con ll groppo allo stomaco.
sandro
Sabato 9 Maggio 2020, 15.22.37
29
questo è un ottimo album, ha bisogno di 5/6 ascolti attenti ma poi esce con tutta la sua qualità, io da fans riconosco che la band è cambiata, si è evoluta ma riconosco anche sempre la sua impronta. Non smetterò mai d'amarli, preferisco una bandìd che sperimenta e cambia nella sua vita musicale che una band monotona che ripete sempre le stesse cose. Bravi.! voto 90
lore
Sabato 9 Maggio 2020, 10.59.40
28
ah e comunque i ritornelli belli ci sono pure qua anche se la musica è più ragionata e complessa.. e non per tutti
lore
Sabato 9 Maggio 2020, 10.22.05
27
de gustibus...
Marco
Sabato 9 Maggio 2020, 1.44.12
26
Per me è una consistente delusione; i Katatonia sono sempre stati maestri nel comporre melodie molto lineari ma mai banali, i ritornelli sono spesso iconici, ti entrano in testa ma non perché semplici o banali, anzi. Questo disco al contrario è pregno di un manierismo fastidioso, ci sono continuamente cambi nelle linee melodiche, sovrapposizioni quasi stonate. Delle volte mi sembra di sentire due tracce mal sovrapposte tra loro. Mi crea fastidio ascoltare un album del genere.
lore
Mercoledì 6 Maggio 2020, 11.41.02
25
concordo in pieno con metallycra
metallycra
Mercoledì 6 Maggio 2020, 10.47.40
24
A me sinceramente che ci sia metal o non ci sia non interessa. Per me esistono gruppi che producono ottima musica e gruppi che non ne sono capaci. Che non utilizzino i canoni metal o il growl è indifferente per me. Loro sono un gruppo con una classe superiore. Un po come gli Ulver, i Manes. Fanno quello che vogliono in libertà creativa ed artistica. E lo fanno maledettamente bene. Questo è un altro bellissimo disco che puo' piacere o non piacere a seconda dei gusti di ognuno. Ma è un disco che non pecca di personalità e qualità.
lore
Domenica 3 Maggio 2020, 11.33.59
23
non riesco a smettere di ascoltarlo..una perla nera..fantastico non ho davvero parole
Sentient_6
Sabato 2 Maggio 2020, 21.01.36
22
Ma che pezzone è Untrodden? mamma mia, classe fuori dal comune.
vascomistaisulcazzo
Mercoledì 29 Aprile 2020, 19.36.30
21
Con massima simpatia: hanno davvero frantumato gli zebedei, io non ci trovo più nulla di rilevante o interessante.
Nebularium
Mercoledì 29 Aprile 2020, 15.25.35
20
Ah, giusto: voto 67
Nebularium
Mercoledì 29 Aprile 2020, 15.24.30
19
Mah, che dire? I Katatonia hanno trovato anni fa la loro formula, sulla quale si sono assestati negli ultimi anni. Rispetto ai dischi precedenti però quest'ultimo City Burials mi è parso decisamente più monocorde, soprattutto se confrontato a TFoH, che con i suoi intarsi prog riusciva a risultare piacevolmente "movimentato". Sicuramente avrà pesato la precisa volontà di alleggerire il songwriting mantenendo solo l'essenziale, tuttavia non riesco a scacciare un certo senso di monotonia, soprattutto in corrispondenza di alcune canzoni che ritengo alquanto sottotono (Vanishers, Lachesis). Certo, non mancano brani di grande qualità, in cui all'essenzialità delle strutture si accompagna una grande espressività (la tripletta Behind the Blood-Lacquer-Rein, o la bella Flicker), ma complessivamente il disco non mi ha scosso, complice forse una durata eccessiva (difetto che, per vero, riscontro sempre di più nella musica contemporanea).
Pippa Pig
Mercoledì 29 Aprile 2020, 13.26.30
18
Incipit della recensione decisamente di cattivo gusto.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 29 Aprile 2020, 12.51.34
17
Indubbiamente va riconosciuto che il disco è molto bello, contrariamente alla bruttissima copertina. E, a mio parere, la seconda parte mi piace più della prima, con pezzi come City Glacier e Untrodden, veramente notevoli. Noto che hanno anche aumentato la "velocità" dei pezzi. Bella anche The Winter of Our Passing. Non è metal, ovviamente ma se c'è una particolare atmosfera, magari con una buona grappa invecchiata, lo trovo interessante. Avevo qualche remora ma l'hanno fatta passare. Au revoir.
L.K.
Martedì 28 Aprile 2020, 21.05.24
16
Ottimo disco davvero, non immediato necessita più ascolti per essere apprezzato a pieno. Mi ricorda un po' Dead End Kings per le atmosfere e songwriting però a differenza degli ultimi due album in studio soffre la mancanza di quei pezzi che ti si impiantano in testa al primo ascolto. Vedi le varie Dead Letters, Lethean, Serein, Old Heart Falls ecc ecc..
lore
Martedì 28 Aprile 2020, 19.14.24
15
confermo il mio 85/90..il migliore post tgcd..lo adoro..atmosfere depressive quasi che si toccano..il mio album 2020
Matteo
Martedì 28 Aprile 2020, 14.26.40
14
Ragazzi x me questo è un grande disco .. ho sentito l'album di notte a luci spente e x me è pura magia.. un album magari difficile da assimilare ma dopo 3/4 ascolti ti accorgi di quanta pura magia sia tutto il disco. 85 x me
Paolo
Lunedì 27 Aprile 2020, 10.21.45
13
Si sente che si erano sciolti e poi si sono ripresi, come nell'ultimo dei My Dying Bride e dei Tool, anche se in questi ultimi due, in misura maggiore, a mio parere. Però, cacchio, Vanishers ti si pianta dentro, doom o gothic o qualsiaisi etichetta che si voglia dire è un brano da giù il cappello
enry
Lunedì 27 Aprile 2020, 8.08.14
12
Dal primo demo a The Great Cold Distance sono stati fra le mie band preferite, quindi non è questione di 'evoluzioni' stilistiche o growl-no growl. La questione è che compro sempre i loro dischi ma alla fine ascolto quasi sempre quelli pre-2007 e negli ultimi 12-13 ripeto sempre lo stesso commento 'bravi, eleganti ecc ecc...' Credo che questa volta, la prima in assoluto, non comprerò il disco o magari lo farò se più avanti lo troverò nella sezione sconti. Poco male, per me quello che hanno fatto dal 1993-2006 basta e avanza per ritenerli dei fuoriclasse, ma temo sia giunto il momento di salutarci. Caro Nystrom, anzi Blakkheim, ci si risente con i Bloodbath, e se vuoi riesumare i Diabolical Masquerade io sarò in prima linea, se invece voglio ascoltare gothic-rock, mi dispiace ma c'è di meglio e voi stessi avete fatto di meglio anche in tempi non sospetti, vedi il capolavoro Scarlet Heavens.
david
Lunedì 27 Aprile 2020, 0.44.20
11
mi hanno un pò deluso..debbo dire
annie
Lunedì 27 Aprile 2020, 0.15.01
10
@Lyuk in realtà Fighters, la cover degli Enter The Hunt, compare come bonus track della versione giapponese e del digipack a tiratura limitata... Non altrove. Non essendo inclusa nella tracklist vera e propria non è stata esaminata
Lyuk
Domenica 26 Aprile 2020, 16.22.57
9
Comunque vi siete scordati di Fighter, lol.
Madlegion71
Domenica 26 Aprile 2020, 14.59.12
8
Purtroppo, dopo pochi brani, il mio unico desiderio è stato quello di riascoltare Brave Murder Day e non è un buon segno. Non voglio giudicarli negativamente, perché forse alla fine, son io ad esser ancora ancorato a quelle atmosfere e sonorità uniche, ma è da Viva Emptiness che non mi emozionano più come una volta.
Claudio
Domenica 26 Aprile 2020, 1.08.13
7
A primo ascolto sembra un ottimo disco con delle atmosfere straordinarie come sempre, crescerà con gli ascolti, i Katatonia non hanno mai deluso. A piu’ il la’ per un giudizio definitivo
lore
Sabato 25 Aprile 2020, 21.35.49
6
assolutamente d'accordo con mps.. 85/90
Io
Sabato 25 Aprile 2020, 21.16.45
5
Innanzitutto Buonasera a tutti. Leggo da anni, ma non mi sono mai avventurato a scrivere. Penso però che inizierò da qui con il seguente commento: è un disco da assimilare e da sentire svariate volte. Heart set to Divide rapisce subito con l'intro di Jonas, Lacquer ammetto che mi ha spiazzato al primo ascolto, ma da li è stato solo un crescendo, The Winter of Our Passing tanta tanta tanta roba e idem per Flicker, Lechesis e Neon Epitaph. Sono al terzo ascolto di oggi e, mentre il primo mi ha lasciasto solo molto confuso, ad ogni ripetizione successiva migliora e basta. P.S. non sono un fan sfegatato dei Katatonia, anzi sono veramente affezionato solo a The Great Cold Distance
MPS
Sabato 25 Aprile 2020, 20.35.11
4
Questo,in particolare, e’ un lavoro che va ascoltato 7/8/9/10 volte prima di assimilarlo e giudicarlo...di certo note buttate a caso qui non ce ne sono! Il lavoro al primo ascolto e’ sufficiente ma dopo 6/7 volte ti accorgi di essere davanti ad una perla fatta in musica. VOTO INUTILE ALBUM SOPRA LA MEDIA DICO 85 ma potrebbe valere anche 90 tra 2 mesi
maldoror
Sabato 25 Aprile 2020, 17.25.33
3
Idee poche e ben confuse, lavoro pessimo,solo tanta boria. Non buttate i vostri soldi, voto 40
Kiodo 74
Sabato 25 Aprile 2020, 15.34.24
2
A malincuore mi sono allontanato dalle ultime produzioni dei Katatonia perché si è interrotta quella magia, quell'alchimia che mi legava a loro..... Rimarranno sempre dei grandissimi e continueranno sempre a pubblicare opere di classe ed intensità non comuni.... Ma i miei Katatonia si sono fermati circa 15 anni fa. Ossequi!
Altered
Sabato 25 Aprile 2020, 13.18.34
1
Il disco, a livello atmosferico, è assolutamente degno di nota, i passaggi sono convincenti, sebbene più morbidi. Sicuramente di metal ce n'è poco, tanto che in una recente intervista se non sbaglio gli stessi membri della band rimpiangevano le radici metal della band, quasi come se fossero consapevoli di non poter tornare a comporre come prima. L'evoluzione stilistica di un gruppo, anche se si allontana dalla matrice originale, non è sempre un male, personalmente mi ritengo abbastanza progressista sotto questo punto di vista. Fatto sta che per me questo album non è arrivato. Notevoli, anche nel mixing delle tracce, si avverte lo studio su ogni singola nota ma mi è sembrato più volte girasse a vuoto, gli stralci prog sparsi qua e là non mi hanno entusiasmato, a volte ho anche faticato nel "contestualizzarli" correttamente. Francamente di questo album mi ha colpito "The Winter of Our Passing", un pezzo deciso che ti raggiunge, di porta appunto in quell'atmosfera in pieno stile Katatonia che purtroppo molti altri pezzi non riescono a mantenere. Per me buon disco, sufficiente, ma poco più. 65/100
INFORMAZIONI
2020
Peaceville Records
Gothic
Tracklist
1. Heart Set To Divide
2. Behind the Blood
3. Lacquer
4. Rein
5. The Winter of our Passing
6. Vanishers
7. City Glaciers
8. Flicker
9. Lachesis
10. Neon Epitaph
11. Untrodden
Line Up
Jonas Renkse (Voce)
Anders Nyström (Chitarra)
Roger Öjersson (Chitarra)
Niklas Sandin (Basso)
Daniel Moilanen (Batteria)
 
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