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Spidkilz - Threads Are Breaking
12/05/2020
( 732 letture )
Dopo sette lunghi anni dall'esordio discografico, gli Spidkilz fanno finalmente ritorno con il nuovo Thread are Breaking, disco fortemente debitore della mitologia greca: fondati nel 2010 a Torino, ad opera della cantante Elisa “Over” De Palma, ex singer dei noti White Skull, questi ragazzoni suonano un grintoso heavy metal con chiare influenze thrash. Rispetto a sette anni fa, la line-up ha visto l'ingresso del batterista Riccardo Bazzinelli, mantenendo per il resto l'ossatura che registrò Balance of Terror.

Probabilmente anche grazie a questo fatto, il secondo disco del gruppo ci sembra più compatto del suo predecessore e denota maggior affiatamento fra i musicisti: le danze sono aperte da Gea, traccia dedicata a Gaia, dea primordiale della Terra e progenitrice dei Titani e degli dei dell'Olimpo, nata secondo la Teogonia di Esiodo dal Caos primigenio; la canzone vede un'intro melodico prima di esplodere in un bel pezzo thrash; chitarristi e sezione ritmica mostrano da subito un buonissimo stato di forma, sia nelle parti ritmiche che in quelle soliste, così come Elisa De Palma, autrice di una valida prova. Come detto ad inizio recensione, questo disco pesca a piene mani dal mito ellenico: ecco dunque una traccia che parla del leggendario Re Mida, leggendario sovrano di Frigia che, accecato dalla cupidigia, chiese agli dei di poter trasformare in oro tutto ciò che toccava, salvo rendersi conto che in tal modo non avrebbe più potuto nutrirsi in alcun modo; la canzone vede un'ottima gestione di cambi di ritmo da parte degli strumentisti, che tessono un solido sottofondo musicale. E' poi il turno di Arachne, dedicata alla ragazza trasformata da Atena in un ragno (da cui il termine “aracnidi” per indicare questi simpaticissimi animali), perché aveva osato sfidarla in una gara di canto: si tratta di un celebre episodio di hybris, termine con cui gli antichi Greci indicavano gli atti di fatale superbia degli esseri umani, destinati quasi sempre ad essere puniti in maniera oltremodo feroce da divinità e destino. La traccia, una di quelle che ci hanno convinto maggiormente, presenta una parte musicale rapida e vibrante, quasi a mimare la frettolosa camminata di un ragno. Narkissos, al contrario, è una buona (seppur non sfavillante) power ballad dove si narra la storia di Narciso, talmente accecato dalla vanità da innamorarsi della propria immagine riflessa in uno specchio d'acqua e morirvi annegato. La mitologia greca, d'altra parte, così come quella romana, non racconta certo storie per deboli di cuore! Con Ares, in compenso, abbandoniamo le tragiche storie di mortali puniti per parlare del celebre dio della guerra (no, Kratos, fermo, è solo una canzone!): naturalmente, come si confà ad una traccia che parla di cotanto nume, la musica è decisamente più rapida e violenta rispetto ad alcuni pezzi precedenti, con tanto di batteria potente e marziale. Ottimo brano! Kronos, dedicata al dio della fertilità e del tempo, figlio di Gaia ed Urano, parte in maniera melodica e ragionata, per poi evolvere in un convincente e coinvolgente mid-tempo heavy, con il bassista Michele Barillaro in evidenza; da notare che, così come Crono spodestò il padre Urano, peraltro evirandolo, lo stesso Crono venne a sua volta detronizzato dal figlio Zeus, il tutto dopo aver ingoiato i suoi stessi figli. Personaggio simpatico, eh? Ma del resto chi la fa l'aspetti. Dionysos, naturalmente, tratta del dio Dioniso, che spesso viene frettolosamente trattato come il patrono del vino e degli ubriaconi, ma che in realtà rappresenta anche la parte più viscerale ed animalesca dell'essere umano: non a caso Nietzsche, analizzando la contrapposizione fra elemento razionale ed istintuale, definì quest'ultimo “dionisiaco” ed il primo “apollineo”. La canzone è un classico brano heavy che ricorda qualcosa dei Mercyful Fate, specialmente nel gioco delle chitarre, con una delle migliori interpretazioni della cantante, quasi fosse realmente una Menade ispirata dal dio Dioniso. Si chiudono le danze con la title-track, pezzo veloce e privo di compromessi, con un ritornello che farà certamente faville dal vivo.

Threads are Breaking, insomma, è un buon disco, a tratti buonissimo, con qualche flessione che non gli consente ancora di assurgere a discone, a capolavoro. Visto che siamo in tema, possiamo dire che gli Spidkilz non possono ancora ascendere all'Olimpo, dovendo per ora fermarsi a metà strada dalla vetta; la loro seconda prova in studio, tuttavia, resta un lavoro piacevole, che intrattiene e, cosa ancora più importante, si premura di farci conoscere una parte dell'immenso patrimonio culturale europeo, che troppo spesso viene dimenticato o banalizzato. La nostra speranza, a questo punto, è di non dover attendere altri sette anni per ascoltare il terzo album di questi grintosi ragazzi di Torino.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
42.54 su 22 voti [ VOTA]
LAMBRUSCORE
Giovedì 11 Giugno 2020, 12.18.46
6
Ho sbagliato, volevo commentare l'intervista....
LAMBRUSCORE
Giovedì 11 Giugno 2020, 12.17.49
5
Io pensavo con le 3 Porsche, cioè la macchina ,poi letto 3 porche
Lore89
Martedì 26 Maggio 2020, 12.54.38
4
Forse manca un po' di coesione tra parte strumentale e cantata, peró dal vivo questi pezzi saranno sicuramente schiacciasassi
IlSeraf
Lunedì 25 Maggio 2020, 21.32.42
3
Premetto di averlo ascoltato una volta sola, per cui il mio giudizio potrebbe variare. Al momento, però, non riesco a promuoverlo, se non dandogli un 60. Non fraintendetemi, questi ragazzi sono forti, le parti strumentali sono ottime, la singer ha un'ottima voce, ma sono due pezi del puzzle, voce e strumenti, che mi sono sembrati sposarsi male. La voce di lei, per quanto (ripeto) tecnicamente molto buona, mi è sembrata sposarsi male con l'offerta musicale della band. Spero che il prossimo disco, se e quando verrà, possa riuscire a sodisfarmi di più.
REX
Domenica 24 Maggio 2020, 13.49.50
2
Bel disco. Produzione poco heavy ma suoni ben definiti, Molti pezzi interessanti
MetalFlaz
Mercoledì 13 Maggio 2020, 13.20.23
1
ascoltato su Spotify, non è mica male, Gea ha un bel tiro
INFORMAZIONI
2020
Broken Bones Records
Heavy/Thrash
Tracklist
1. Gea – Γῆ
2. Midas – Μίδας
3. Arachne – Αράχνη
4. Narkissos – Νάρκισσος
5. Ares – Áρης
6. Kronos – Κρόνος
7. Dionysos – Διόνυσος
8. Threads are Breaking
Line Up
Elisa”Over” De Palma (Voce)
Francesco Musumeci (Chitarra)
Alessandro Pantalisse (Chitarra)
Michele Barillaro (Basso)
Riccardo Bazzinelli (Batteria)
 
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