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Ayreon - Electric Castle Live and Other Tales
20/05/2020
( 1436 letture )
Into the Electric Castle è ancora oggi senza dubbio l’album più ambizioso degli Ayreon, se non tra i più ambiziosi visti nell’ultimo ventennio e più. In quel lontano 1998 Lucassen sublimò in una teatralità sofisticatissima il controverso viaggio verso l’Electric Castle, fatto di personaggi mai completamente stereotipati e utili solo a loro stessi, non solo semplici pedine ma pseudo-archetipi in cui convergevano -e convergono tutt’ora- significati, contenuti e introspezioni non artificiose e stantie. I toni fantascientifici, cyberpunk e d’ispirazione letteraria poliedrica, come la struttura del viaggio vicina alle narrazioni dei poemi medievaleggianti, risultarono già all’epoca non solo ispirate come poche, ma perfettamente ragionate, eseguite ad arte nella loro struttura progressive e intrise di colori e sfumature ponderate in ogni scelta del songwriting. I linguaggi musicali in alcune sezioni sembravano fondersi in un amplesso tanto folle quanto capace di manifestare una maturità imperitura, non un mero capriccio volto a gettare nel calderone influenze da ogni angolo del mondo al fine di posare su un piedistallo di presunzione su cui si innalzano moltissimi artisti. Lucassen questo lo sa bene, un artista poliedrico le cui idee non sono certo mancate, anzi. I suoi progetti e la sua quantità di produzioni sono sempre serviti a portare sugli scaffali delle reali conoscenze del medium “musica”, nonché delle sue capacità di creare ambientazioni che andassero dall’immaginario più lontano dalla mondanità, all’inserimento di ancore di realtà capaci di sbatterci in faccia ciò che l’esistenza comporta inevitabilmente da sempre e per sempre. Un dualismo in cui il setting ci aliena mentre il contenuto ci ancora al terreno: questo è Lucassen, questi sono gli Ayreon.

Siamo adesso nel 2020, a più di un ventennio di distanza da questa fondamentale release e dal viaggio degli otto figuri guidati dalla voce misteriosa. Ed è proprio in questo controverso anno che siamo abilitati a goderci l’intero platter in una rinnovata veste grazie alla scelta di Lucassen di impacchettare una proposta a dir poco interessante, sia per i fan di vecchia data, sia per coloro i quali vorranno approcciarvisi per la prima volta. Nel 2019 infatti Lucassen cercò di riunire i musicisti -o almeno parte di essi- che lavorarono tempo orsono al disco, per poter realizzare un di certo non facile tour diviso in quattro date e performato nella fantastica Tilburg in quattro serate. Queste ultime sono state raccolte ora in una fantastica opportunità: Electric Castle Live and Other Tales, sulla falsariga di quanto fatto nel 2018 con Ayreon Universe: Best of Ayreon Live, che riscosse, soprattutto in patria, un notevolissimo successo. La formazione messa sul palco è stellare, e vede non solo gli ovvi Arjen e Warby -il primo a voce e chitarra, il secondo alle pelli- ma anche un insieme di grandi nomi, molti dei quali provenienti direttamente dal disco originale. Ritorna ad esempio Thijs Van Leer e il suo incredibile flauto, con lui Damian Wilson, Edward Reekers, George Oosthoek, Anneke van Giersbergen ed Edwin Balogh ai microfoni, concludendo con un Robby Valentine al piano. Da citare poi nomi come Simone Simons di casa Epica, John Jaycee Cuijpers (Praying Mantis), Marcela Bovio e ancora molti altri. A coronare il tutto un John de Lancie come voce narrante, conosciuto da chiunque apprezzi, o abbia apprezzato, l’universo di Star Trek.

Bisogna partire da un presupposto: Electric Castle Live and Other Tales dà il meglio di sé nella sua versione home video, dove poter sfoggiare non solo la regia veramente ben curata, ma soprattutto per poter godere di tutte quelle minuzie tirate su dal genio di Lucassen al fine di imbandire una tavola più che succulenta. A partire dalla scenografia, che ricalca fedelmente il plot senza nulla invidiare a moltissime rappresentazioni teatrali in giro lì fuori, fino ai vestiti che, seppur ricadano ogni tanto in un gozzaniano “buone cose di pessimo gusto” e non sprovviste di qualche imperfezione, denotano l’impegno alla base del lavoro svolto da Arjen e compagnia. Ciò non toglie che la resa definitiva valga e non poco l’acquisto di una versione anche solo in alta definizione, per potersi godere appieno le più di due ore di contenuto -compreso il backstage- dei vari show senza ‘’accontentarsi’’ del solo comparto audio.
La qualità generale della registrazione è anch’essa più che ottima, si denota sin da un primo ascolto, con un buon supporto audio, lo sforzo produttivo volto alla resa della maggiore qualità possibile per un evento così difficile da arrangiare. La rock opera dell’olandese non deve reclamare nulla in questo pacchetto, manifestandosi in uno splendore privo di nei e sbavature degne di nota, un esempio per tutti coloro si impegnassero nel realizzare dei prodotti live per poi far ritrovare tra le mani degli utenti dei video in stile YouTube a prezzi elevatissimi. Approcciandosi all’ascolto le nostre orecchie verranno graziate dunque da un disco che sa ancora oggi proporre qualcosa di nuovo grazie alle scelte esecutive dei musicisti in questione, donandoci non pochi passaggi di puro piacere sonoro anche per chi conosca a memoria Into The Electric Castle e le sue mille sonorità psichedeliche ed elegantemente fuori di testa. Ogni nuova sfumatura, dai nuovi accenti inseriti dai vocalist, sino alle brevi e naturali improvvisazioni nel guitarwork, ce ne fornisce un esempio Marcel Singor, risultano puliti tanto nell’esecuzione quanto nella registrazione e missaggio. La sezione ritmica non perde mai un colpo, Warby è un fuoriclasse e manifesta una pulizia invidiabile che ci accompagnerà senza alcuno sforzo lungo il viaggio degli otto avventurieri.

Cosa sono quindi le “Other Tales”? Queste principalmente sono invero un ripescaggio dal repertorio ‘’alternativo’’ di Lucassen. Abbiamo allora Shores of India del progetto Gentle Storm, Ashes degli Ambeon, Out in the Real World degli Stream of Passion, Twisted Coil dei Guilt Machine, Kayleigh dei Marillion, Pink Beatles in a Purple Zeppelin e Songs of the Ocean come ciliegine sulla torta made in Lucassen versione solista.

Detto questo, non penso si possa dire altro che non sia stato già detto abbondantemente da chi all’epoca recensì il disco. Ciò che vi troverete tra le mani non è di certo qualcosa di nuovo, ma parliamo della miglior versione che oggi potreste acquistare per godervi il platter storico degli Ayreon. Chi lo amò vent’anni fa di certo non avrà bisogno di bypassare l’originale spulciato in ogni suo secondo e cavillo; chi invece per diverse ragioni non si fosse approcciato ancora oggi -e ciò è blasfemia per un amante del prog- consiglio di farci più di un pensierino, potendosi godere una rappresentazione anche (e soprattutto) visivamente ispiratissima, prodotta dalla mente creatrice dell’originale, quindi priva di interpretazioni di terze parti. Il feeling sarà diverso, certo, ma davvero pensate che i neofiti dopo le due ore di Electric Castle and Other Tales non faranno ammuffire il loro account Spotify con i lavori del nostro amato olandese?



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
80.66 su 3 voti [ VOTA]
SimonFenix
Venerdì 29 Maggio 2020, 13.19.53
6
Io ho preso solo l'edizione in Blu Ray, la versione in CD nel caso degli Ayreon la trovo piuttosto superflua, i CD dal vivo li prendo più che altro quando ci sono delle differenze sostanziali con le versioni in studio e non è questo il caso; alcuni cantanti diversi a parte i brani sono uguali alle corrispettive in studio (non è un difetto, solo una constatazione).
Master
Giovedì 21 Maggio 2020, 13.42.38
5
Ah, ho visto ora che @JC ne aveva già commentato la mancanza.
Master
Giovedì 21 Maggio 2020, 13.41.28
4
Comprato e guardato, mi sono accontentato dell’edizione standard, forse è per quello che non ho trovato i sottotitoli? . Devo dire che sono rimasto deluso dalla loro mancanza, in “Theater equation” c’erano e per me erano necessari per seguire la storia senza perdermi (molte) parole e senza dovere tenere il libretto della versione in studio in mano. Esecuzione e scenografie, comunque, molto apprezzabili.
JC
Mercoledì 20 Maggio 2020, 13.13.55
3
Sì, la wooden box. Follie da quarantena. Molto bella per chi come me ha il vezzo del collezionismo. Sarebbe fantastico riuscire a vedere uno spettacolo degli Ayreon dal vivo... prima o poi ci spero, portandoci moglie e figlia, in famiglia siamo tutti fans.
Vic Rattlehead
Mercoledì 20 Maggio 2020, 9.54.56
2
@JC hai preso la Wooden box? Complimentoni, io non sono andato oltre il classico (per me eh) EarBook. Gran bel lavoro, speriamo che possa replicare il prossimo anno, ci sto facendo più di un pensierino ad andare ad un suo concerto in olanda
JC
Mercoledì 20 Maggio 2020, 7.03.32
1
Io ho comprato l'edizione di lusso, che comprende tutti i formati. Album fantastico da ascoltare, vera e propria "ri edizione" del disco originale, e molto divertente da vedere, con un cast stellare. Va molto vicino alla perfezione ma si perde nell'assenza di dettagli importanti come i sottotitoli, nelle interviste e negli interventi di Forever (il nostro mitico "Q" De Lancey ha riscritto la parte narrata). Il cofanetto stupendo, così come la qualità dei vinili. 90 che potrebbe essere più alto.
INFORMAZIONI
2020
Mascot Label Group
Prog Metal
Tracklist
Disco 1:

1. Welcome to the New Dimension (Live)
2. Isis and Osiris (Live)
3. Amazing Flight (Live)
4. Time Beyond Time (Live)
5. The Decision Tree (Live)
6. Tunnel of Light (Live)
7. Across the Rainbow Bridge (Live)
8. The Garden of Emotions (Live)
9. Valley of the Queens (Live)
10. The Castle Hall (Live)
11. Tower of Hope (Live)
12. Cosmic Fusion (Live)

Disco 2:

1. Robby Valentine (Live)
2. The Mirror Maze (Live)
3. Evil Devolution (Live)
4. The Two Gates (Live)
5. Forever of the Stars (Live)
6. Another Time, Another Space (Live)
7. Shores of India (Live)
8. Ashes (Live)
9. Out in the Real World (Live)
10. Twisted Coil (Live)
11. Kayleigh (Live)
12. Pink Beatles in a Purple Zeppelin (Live)
13. Songs of the Ocean (Live)
Line Up
Arjen Anthony Lucassen (Voce, Chitarra)
Ed Warby (Batteria)

Musicisti ospiti
Damian Wilson (Voce)
Mark Jansen (Voce)
Edward Reekers (Voce)
Simone Simons (Voce)
Jan Willem Ketelaers (Voce)
Fish (Voce)
John Cuijpers (Voce)
George Oosthoek (Voce)
Anneke van Giersbergen (Voce)
Marcela Bovio (Voce)
Edwin Balogh (Voce)
Dianne van Giersbergen (Voce)
Robert Soeterboek (Voce)
John de Lancie (Narrazione)
Ferry Duijsens (Chitarra)
Marcel Singor (Chitarra)
Bob Wijtsma (Chitarra)
Robby Valentine (Piano)
Joost van den Broek (Tastiera)
Johan van Stratum (Basso)
Ben Mathot (Violino)
Jurriaan Westerveld (Violoncello)
Thijs van Leer (Flauto)
 
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