Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Ayreon
Electric Castle Live and Other Tales
Demo

Morningviews
You Are Not the Places You Live In
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

27/05/20
HELIKON
Myth & Legend

29/05/20
DEF LEPPARD
London to Vegas

29/05/20
XIBALBA
Anos En Infierno

29/05/20
SORCERER
Lamenting Of The Innocent

29/05/20
PARALYSIS
Mob Justice

29/05/20
OUR POND
Paraphernalia

29/05/20
BEHEMOTH
A Forest (EP)

29/05/20
MORBID ANGELS
Altars of Madness – Ultimate Edition

29/05/20
VIOLENT HAMMER
Riders of the Wasteland

29/05/20
GRAVE DIGGER
Fields Of Blood

CONCERTI

29/05/20
RAIN + GUESTS (ANNULLATO)
BLACK DEVILS SPRING PARTY - S. GIOVANNI IN PERSICETO (BO)

29/05/20
NECRODEATH (ANNULLATO)
LEGEND CLUB - MILANO

30/05/20
MARK LANEGAN BAND (ANNULLATO)
TEATRO MANZONI - BOLOGNA

09/06/20
PERIPHERY (ANNULLATO)
ORION - CIAMPINO (ROMA)

10/06/20
IN.FEST
CIRCOLO MAGNOLIA - MILANO

12/06/20
SYSTEM OF A DOWN + KORN + GUESTS TBA (SOSPESO)
I-DAYS - AREA EXPO - MILANO

12/06/20
GUNS N` ROSES + GUESTS TBA (ANNULLATO)
FIRENZE ROCKS - VISARNO ARENA (FIRENZE)

13/06/20
AEROSMITH + GUESTS (SOSPESO)
I-DAYS - AREA EXPO - MILANO

16/06/20
STEEL PANTHER + THE WILD (SOSPESO)
ALCATRAZ - MILANO

16/06/20
DEATHLESS LEGACY
CRAZY BULL - GENOVA

Richard Wright - Wet Dream
23/05/2020
( 371 letture )
La seconda metà degli anni settanta è stato un periodo denso e intenso non solo per i Pink Floyd intesi come gruppo, ma anche e soprattutto per i singoli membri, ormai lontani dai tempi -quasi- innocenti della psichedelia. Dopo aver scritto nuove e indelebili pagine della storia della musica, il 1978 appare come un anno di riflessione personale per i membri della band: David Gilmour è impegnato nell’uscita del suo primo disco solista, Roger Waters dopo il famoso tour di Animals (1977) cova dentro di sé il concept di The Wall (1979), mentre Nick Mason è impegnato a fare da produttore ad alcuni dischi come Music for Pleasure (1977) dei The Damned e Green (1978) di Steve Hillage. Per Rick Wright non sono tempi facili invece: l’equilibrio precario che tiene in piedi la visione collaborativa della band sembra vacillare sempre più, i problemi di droga, un matrimonio in crisi e un rapporto di scarsa amicizia e in rapida decadenza con Roger Waters sono la matrice che spinge il tastierista a scrivere Wet Dream. Questo esordio solista è figlio della sensazione di Wright di essere ormai troppo lontano da casa per tornarvi, richiamando tuttavia tanti dei marchi di fabbrica che hanno reso celebre il suo suono: paesaggi distesi, armonie coinvolgenti e scelte melodiche che puntano dritte alla sensibilità dell’animo tra passaggi Pink Floydiani, progressioni classiche che incontrano il jazz e strutture progressive.

Un’idea di pianoforte apre Mediterranean C, brano strumentale che mette subito in risalto -sia per scelte stilistiche che musicali- la forte indole progressive anni settanta di questo lavoro. Un’interessante progressione di accordi che richiama i tempi di The Dark Side of the Moon (1973) offre un bellissimo tappeto per l’assolo di sassofono di Mel Collins, così come per le frasi di chitarra di Snowy White che richiamano molto quelle di Steve Hackett in Selling England by the Pound (1973). Tra il piano che si sposta in maniera fluida fra i padiglioni e il breve solo di chitarra veniamo traghettati verso Against the Odds. Questa seconda canzone viene cantata da Rick Wright e le parole sono state scritte dalla mano di Juliette Wright (ai tempi moglie del tastierista).

“I don't know why we go on so
I don't want to fight no more tonight
Every time's the same, both of us to blame
I don't want to talk no more tonight”
(Against the Odds)


Le difficoltà affrontate in quel periodo dal musicista, così come il matrimonio in forte crisi, sono i nodi cardine che ispirano alla coppia la composizione del pezzo, che in maniera triste e pesante convoglia le proprie attenzioni verso un tema tanto caro ai Pink Floyd: la mancanza di comunicazione e la caducità dei rapporti per via dell’alienazione e l’isolamento di sé stessi. Against the Odds presenta una forma canzone prevedibile, ma composta con gran gusto musicale e con un intimo solo di chitarra acustica di Snowy White. La sei corde e i tasti bianco/neri continuano a dipingere paesaggi tesi e introspettivi con Cat Cruise, fino al momento in cui il sassofono non squarcia il velo di Maya e la progressione degli accordi ci porta su lidi più dilatati. Non vi sono momenti imprevedibili nelle composizioni di Rick Wright, eppure tutto risulta fluido, emozionante e incredibilmente spontaneo e naturale. I fraseggi di Mel Collins al sassofono si contestualizzano perfettamente con l’opera, seguendo l’armonia principale, senza eccedere con i tecnicismi ma mantenendo il tiro del solo alto. Stessa cosa succede con quello di chitarra, che mostra non solo tanta maestria ma anche altrettanto controllo. Un approccio compositivo più classico e la progressione dolce e carezzevole di pianoforte apre Summer Elegy, altro pezzo cantato con delicatezza da Rick Wright, che per quanto non fosse un vero e proprio cantante, era l’unico a poter interpretare così i propri brani. Le frasi di Snowy White per sonorità e stile anticipano un po’ quelle che saranno al centro del solo di quel capolavoro di Mother su The Wall, strappando un sorriso all’ascoltatore e una sensazione di nostalgia notevole. Waves chiude il lato A di Wet Dream con uno strumentale che ricorda molto le atmosfere di Animals tra stacchi e giri di chitarra cupi e decadenti, sulla quale il sassofono apre una lenta e perpetua danza che accompagna l’arrivo e la dipartita delle onde. Note di pianoforte dilatate e armonici di chitarra accompagnano la trasformazione eterea di questo brano, dove i synth estesi di Rick Wright prendono progressivamente il ruolo principale divorando tutto il resto, batteria inclusa. Fin dai primi accenni di Holiday percepiamo chiaramente il marchio stilistico che ha reso famose le mani del pianista e tastierista londinese, pronto a costruire una forma canzone più canonica ma molto delicata e piacevole. Il brano pur non brillando come altri apre uno spiraglio di luce e freschezza rispetto ai suoi predecessori, donando a questo Wet Dream anche un momento di libera spensieratezza e vacanza. Gli stacchi e l’impostazione orchestrale di Mad Yannis Dance costituiscono un tappeto di sospensione destinato a non scoppiare mai, tra i synth e il basso che cammina lentamente ma in maniera molto distinta. Il mood cambia rapidamente con Drop in from the Top, in cui l’entrata ad effetto del basso e dell’organo riprendono rapidamente il tiro del disco destando nuovamente l’attenzione dell’ascoltatore dopo l’insipido brano antecedente. La sezione ritmica accattivante e dalle venature blues offre un tappeto perfetto al solo di chitarra distorta di Snowy White, che ancora una volta dà prova di essere la scelta perfetta per questo disco.

"Caught between the tangled web
You helped set us free
Sadly, then, you lost yourself
So you had to leave
And I must go, be on my way
Let me go, I can not stay
Let me go, I must not stay"
(Pink's Song)


Le note cupe e profonde che aprono Pink’s Song sono la scelta melodica perfetta per il tributo che Rick Wright paga nei confronti di Syd Barret, amico ed ex-Pink Floyd dalla storia tristemente nota. Il diamante pazzo omaggiato dalla band viene dipinto dal tastierista come l’elemento che ha lasciato spiccare il volo al gruppo inglese, perdendo tuttavia sé stesso in una fitta ragnatela. Estetica musicale e tristezza si miscelano portandoci ad un’inaspettata conclusione. Il disco va a chiudersi con Funky Deux, pezzo -come presumibilmente si intuisce dal titolo- di retaggio funky. La sezione ritmica tiene in piedi lo strumentale egregiamente e -seppur il brano sia completamente avulso dal resto del disco- l’esperimento risulta riuscito grazie al buon lavoro dei musicisti che ci lasciano delle buone ultime sezioni soliste. Le tastiere dall’ampio spettro sonoro fanno da collante fra le ispirazioni funky e l’indole delicatamente progressive rock di questo platter.

Wet Dream è un disco che potrebbe essere serenamente stato scritto da Rick Wright dopo la sua uscita dai Pink Floyd, eppure è stato scritto ancora quando il tastierista era nel gruppo. Probabilmente la sensazione che guida il disco è quella di un musicista che si sente già solo e lontano da un’unità compositiva, cosa del tutto lecita se andiamo a indagare nella storia della band e nella premessa di questa disamina. Fra i vari dischi solisti dei musicisti dei Pink Floyd Wet Dream non è il più visionario o quello più geniale, poiché non calpesta di certo nuovi territori, ma in quanto a emozioni risulta senz’altro uno dei migliori grazie a una verve tremendamente nostalgica ante tempus. In tutto il platter non vi sono soluzioni estreme, parti che ostentano un necessario sperimentalismo o qualcosa di tecnicamente stravolgente, tuttavia tutte le canzoni sono scritte con una devozione alla scelta melodica spassionata e sincera. Rick Wright aveva il grandissimo dono di unire soluzioni musicali eleganti e meravigliose ad un’innata capacità di far comunicare la propria musica direttamente con l’ascoltatore; merce rara per il passato, il presente e il futuro.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
75 su 1 voti [ VOTA]
Michele "Axoras"
Domenica 24 Maggio 2020, 12.47.25
6
Anche io sono stato al Disco d'Oro ... alla fine comprai un disco degli N.W.A. e uno degli Snarky Puppy ... completamente fuori genere eheh
Black Me Out
Domenica 24 Maggio 2020, 0.15.00
5
Ma non è Via dell'Orsa, è via Galliera.
Black Me Out
Domenica 24 Maggio 2020, 0.14.05
4
Esiste eccome e il trattamento è sempre lo stesso. Dentro ci sono cose ottime e ricercate, però ti passa la voglia di andarci perché se non compri nulla vieni quasi infamato dai proprietari... Ma rimane un luogo storico della Bologna che fu (anche se personalmente i negozi di dischi migliori sono altri in città per me) e una visita la merita sempre. Magari ne parliamo sul forum così chiudiamo l'OT.
Rob Fleming
Sabato 23 Maggio 2020, 23.45.19
3
Esatto @Black me out, il Disco d'Oro di Via dell'Orsa. Chissà se esiste ancora. Ci trovavi però dei bei dischi, anche di gruppi non canonici.
Black Me Out
Sabato 23 Maggio 2020, 21.21.59
2
@Rob Fleming La scena da te descritta mi fa pensare immediatamente che tu sia entrato dentro al mitico Disco d'Oro, negozio storico e rinomato per la scarsa ospitalità dei suoi gestori. Ad ogni modo questo disco non l'ho mai ascoltato, ma la bella recensione me ne ha fatto venire voglia.
Rob Fleming
Sabato 23 Maggio 2020, 17.27.01
1
Ricordo ancora quando acquistai il vinile. Entrai in questo negozio a Bologna in una via laterale di Viale Indipendenza. I faldoni con i vinili erano al centro della stanza, intorno delle scansie con altri dischi appesi come se fossero quadri. E Wet dream era lì che mi guardava. Lo presi immediatamente. I Pink Floyd erano (sono) tra i miei gruppi preferiti e ho sempre pensato che Rick sia sempre stata una presenza sottovalutata. Eppure agli inizi era una delle voci soliste con Barrett prima e Gilmour poi. Le sue canzoni erano belle. Quando andai a pagare mi fecero una scenata perché secondo loro gli album nelle scansie non erano in vendita. Mi permisi di far notare che c'era il prezzo sopra: £ 15.000. Com'è e come non è me lo portai a casa. Album più che discreto. 75
INFORMAZIONI
1978
Columbia Records
Prog Rock
Tracklist
1. Mediterranean C
2. Against the Odds
3. Cat Cruise
4. Summer Elegy
5. Waves
6. Holiday
7. Mad Yannis Dance
8. Drop in from the Top
9. Pink’s Somg
10. Funky Deux
Line Up
Rick Wright (Voce, Pianoforte, Tastiere e Sintetizzatori

Musicisti Ospiti
Snowy White (Chitarra)
Mel Collins (Sassofono e Flauto)
Larry Steele (Basso)
Reg Isadore (Batteria e Percussioni)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]