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The Order - Supreme Hypocrisy
26/05/2020
( 560 letture )
Sesto disco in carriera per gli svizzeri The Order. Come riferisce l’etichetta, questa appare un’uscita più dura e ragionata, rispetto ai precedenti due ellepì che si rifacevano al divertimento puro e ai guitar hero con cui sono cresciuti i quattro ragazzi rossocrociati. 10 siluri impregnati da tanto heavy metal con richiami innegabili al hard settantiano, il tutto prodotto dalla band al completo, in compagnia di V.O. Pulver che ha anche mixato e masterizzato il prodotto, inciso in madre patria presso i Little Creek Studio di Ormalingen. Copertina carina per la resa ottica anche se il concetto dello smascheramento risulta attempato e vetusto, poi scocca il via alla musica che non potrà dirsi all’insegna dell’originalità totale, ma l’attitudine della band appare giusta ed incisiva.

The Show è una cavalcata di quasi 5 minuti che sciorina metallo e filo spinato appuntito, bellissima la voce del singer Gianni Pontillo, sempre sugli scudi, il ritornello risulta efficace anche se rastrella sentori del passato, le chitarre e la batteria malmenano i timpani e il solismo efferato di Bruno Spring va nella direzione dei grandi talenti degli ultimi 20 anni, un inizio certamente soddisfacente, anche per via di cori minimali, molto ben amalgamati. La title track bussa forte su un’ascia dalla distorsione quasi noise, lo sviluppo è puro heavy metal con il cantato a squarciagola, ritmi compressi e assolo anfetaminico e frenetico, e anche Back To Reality prosegue nello stesso solco pressofuso, anche se qui ci sono alcune aperture ariose che fanno da contrasto ad un ritornello potente e claustrofobico; incendiario il lungo intermezzo solista dell’ascia con un tema melodico quasi cantabile sul finale e intriganti armonizzazioni vocali. Dreams Are Not The Same mitraglia di gusto e solo-guitar che annovera Spring come un discepolo del grande Reb Beach (Winger-Dokken), per gusto e velocità della plettrata: decisamente un grande intervento. Save Yourself, in up tempo, vira verso il rock duro 70-80, con un ritornello melodico e catchy senza scadere di tono e autorità, con l’ugola del frontman cattiva e corrosiva, traccia 6, plana su di noi No Messiah, altro attacco, lancia in resta, tra borchie, wall of sound, cadenze taglienti e cori strillati ad alto voltaggio, poi August In Miami mette la radiosveglia su un loop chitarristico impattanti, e dirige la prua verso l’hard americano, senza perdere un grammo di tiro metallico coronato da un assolo spettacolare della guitar, Where I Come From esordisce con un riff spesso come la ghisa, toni fangosi e scuri come la caligine per tutto il timing, una sorta di visita presso un certo grunge-new metal: il secondo riff che apre la parte centrale sibila, cinereo, proprio verso questi lidi. Siamo ormai verso il traguardo finale, Sometimes arriva inattesa e si mostra nel profondo dell’animo, una ballad pianistico-melanconica innervata da un’ottima performance vocale capace di adattarsi, senza fatica, alle nuove partiture e accentando sulle melodie, una traccia da applausi sinceri e arrangiamenti minimali, ma pregiati, che può ricordare qualcosa dei grandi Extreme su ritagli lenti, poi Only The Good Die Young chiude i giochi affondando gli artigli nell’inferno, senza badare alle conseguenze. Ritmo rallentato, chitarre sulfuree, rullante bombastico e chorus tanto bello quanto raggiante di luce asfissiata da atmosfere darkeggianti, un epilogo perfetto per questo platter.

Un disco bello tosto questo Supreme Hypocrisy che ha tutte le peculiarità per attirare a sé altri fans: nessun filler, registrazione chiara e potente, songs di sostanza, coppia ritmica di peso, una voce stentorea, trascinante, capace di coordinare e dominare le trame, riff rocciosi e assoli di ottimo pregio, che spesso risultano canzoni nelle canzoni, senza mai travalicare il contesto. I The Order meritano di essere ascoltati più e più volte in questa loro ultima fatica discografica.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
67 su 2 voti [ VOTA]
pa
Venerdì 29 Maggio 2020, 18.48.54
3
rock wolf era molto buono a mio parere...nulla di nuovo ovviamente. Mi appresto ad ascoltare questo..
JC
Mercoledì 27 Maggio 2020, 13.37.26
2
Tanti anni fa comprai il loro Rockwolf e mi piacque moltissimo, poi li ho persi di vista. Ascolto volentieri
Underground
Martedì 26 Maggio 2020, 15.41.51
1
Mai sentiti nominare. Gli ho dato un ascolto ed il 78 non so da dove esce. Vabbè, è uscito il nuovo di Vandenberg che a paragone vale 90....
INFORMAZIONI
2020
Massacre Records
Hard Rock
Tracklist
1. The Show
2. Supreme Hypocrisy
3. Back To Reality
4. Dreams Are Not The Same
5. Save Yourself
6. No Messiah
7. August In Miami
8. Where I Come From
9. Sometimes
10. Only The Good Die Young
Line Up
Gianni Pontillo (Voce)
Bruno Spring (Chitarre)
Andrej Abplanalp (Basso)
Mauro "Tschibu" Casciero (Batteria)
 
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