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Macbeth (Ita) - Superangelic Hate Bringers
( 3641 letture )
Il binomio “la bella e la bestia” sembra funzionare sempre di più. Non me ne voglia Andreas, voce maschile dei Macbeth, che per altro recita benissimo la parte del “cattivo” ma, dico questo perché mi pare che i Macbeth siano ormai da annoverare tra i “nomi grossi” del Gothic Metal mondiale.

I Macbeth si collocano sulla strada, scavata, preparata ed asfaltata dai primi Lacuna Coil ma, attenzione, non si limitano ad una pedissequa imitazione di Cristina Scabbia e soci. Anzi, Superangelic Hate Bringers brilla di luce propria.
E’ altrettanto vero che non riconoscere la suddetta influenza non sarebbe giusto nei confronti di chi, volenti o nolenti, rappresenta il metallo tricolore all’estero.

I Macbeth con il loro quarto album tracciano una linea di confine (in realtà non troppo netta) tra ciò che è stato e ciò che sarà il loro percorso musicale. Superangelic Hate Bringers spinge i Macbeth verso territori e soluzioni sempre più fruibili dal “grande pubblico”. Infatti, a farne le spese è la “treatalità” che il gruppo aveva sempre espresso, soprattutto nei primi due album. La band aveva iniziato la sua “metamorfosi” nel 2005 con Malae Artes e la conclude col nuovo album, che rispecchia in maniera brillante quello che i milanesi hanno deciso di essere, un gruppo compatto e melodico, che ha deciso di puntare sull’immediatezza.

Scelta condivisa dal sottoscritto, perché i quaranta minuti di Superangelic Hate Bringers scorrono via in maniera efficace e senza intoppi; vi servirà davvero poco per metabolizzare la nuova creatura dei meneghini. Sotto questo punto di vista c’è stata una scelta “commerciale” alla base della proposta dei Macbeth, come detto, composta da canzoni d’impatto, snellite da tutti gli elementi decorativi. Scelta evidenziata ancor più dal fatto che i dieci pezzi sono costruiti sul collaudato canovaccio strofa-ritornello, che di solito lascia poco spazio alla sperimentazione. Dal punto di vista del sound c’è stato un diffuso irrigidimento, soprattutto per quanto riguarda le chitarre, graffianti e “moderne”, molto spesso ricordano gli Evanescence. A valorizzare l’ottima prova di Max alle sei corde ci pensa l’ottima produzione.

L’album inizia davvero molto bene con Don’t Pretend una delle migliori canzoni, sorretta dall’ottimo duetto dietro il microfono di Andreas e Morena, filo conduttore di tutto il lavoro. To My Falling Star si mantiene su standard molto alti, davvero coinvolgente il refrain. Without You è il primo singolo, superfluo dire che la ricetta è quella dei due pezzi precedenti. E’ stato girato anche un bel video della canzone. L’album scorre in modo lineare, senza calare minimamente d’intensità. Si passa dall’aggressività di Watch Us Die e H.A.T.E. alla doppietta di sicura presa Grey Skies e Break The Circle. Chiude l’album la meno diretta (The World) In My Mind ma, non per questo meno godibile.

I Macbeth alzano prepotentemente la voce nel panorama Gothic moderno, grazie ad un album molto buono sotto ogni aspetto, dal sound alla produzione, fino ad arrivare all’intrigante cover. Un gruppo maturo e conscio dei propri mezzi, che forte di questa sicurezza può puntare in maniera decisa al successo.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
53.61 su 44 voti [ VOTA]
Laden
Martedì 14 Gennaio 2014, 14.17.10
7
Lei è la cantante più stonata di tutti i tempi o.O
eventorizon
Venerdì 12 Aprile 2013, 15.37.56
6
Non ci vedo assolumente nulla dei Lacuna Coil in questo lavoro, anzi lo trovo molto "personale" per così dire, e li preferisco ai Coils che trovo un pò troppo sopravvalutati, o forse è meglio dire "sponsorizzati".
Roberto
Martedì 27 Novembre 2007, 2.08.10
5
Bel disco buona produzione ma troppo Lacuna coil in alcuni passaggi. I brani alla lunga tendono ad assomigliarsi per ritmiche di chitarra e per il cantato delle strofe, alcuni potrebbe chiamarla omogeneità, ma ascoltando bene i nei vengono a galla. Buona la prova del cantante, forse un tantino superiore alla bella Morena per interpretazione e grinta. Che devo dire!! 70
Rob
Martedì 23 Ottobre 2007, 0.12.35
4
E il cerchio si chiude con la rece degli Avatar! Ciao Renatuzzo!
Renaz
Lunedì 22 Ottobre 2007, 19.40.46
3
Grande tempismo Robertuzzo
Rob
Lunedì 22 Ottobre 2007, 18.20.13
2
thx
Mat
Lunedì 22 Ottobre 2007, 17.52.44
1
Interessante recensione...
INFORMAZIONI
2007
Dragonheart Records
Gothic
Tracklist
01. Don’t Pretend
02. To My Falling Star
03. Without You
04. Watch Us Die
05. Don’t Include Me In Your Dreams
06. Veils
07. H.A.T.E.
08. Grey Skies
09. Break The Circle
10. (The World) In My Mind
11. Without You VIDEO (extended version)
Line Up
Morena – Vocals
Andrea – Vocals
Max – Lead/ Rhythm Guitar
Sem – Bass
Fabrizio – Drums
 
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