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Alestorm - Curse of the Crystal Coconut
04/06/2020
( 1347 letture )
La band di cui parliamo quest’oggi è una di quelle classiche “bestie” che non contemplano alcuna via di mezzo nei propri riguardi e di tutto ciò che gira attorno ad essi: personalmente dobbiamo ammettere di avere un loro ottimo ricordo risalente ad un sabato sera estivo (e piovoso) di circa sette anni fa, all’interno dell’intrigante cornice del fu Fosch Fest di Bagnatica, quindi a maggior ragione cercheremo di essere obiettivi e non lasciarci trasportare dal sentimento. I secondi pirati più famosi della musica pesante dopo i Running Wild si riaffacciano sul mercato seguendo le solite regole e distanze temporali da ormai una decade, una macchina che sembrerebbe ormai perfettamente oliata in ragione dell’ampio seguito accumulato soprattutto tra le fasce più giovani del cosiddetto fandom metal. Gli Alestorm hanno rappresentato al meglio, seppur con un genere stilisticamente affiliabile al power metal, la seconda ondata del vastissimo universo folk metal, un calderone che contiene le più disparate “sottoclassificazioni” immaginabili e che attualmente è entrato in una fase critica del suo percorso; nel nostro Paese lo testimonia la sparizione di alcuni eventi che fino a qualche tempo fa vedevano regolarmente un più che discreto afflusso, act importanti quali Furor Gallico, Vallorch e Diabula Rasa sembrano aver perso decisamente appeal mentre i Folkstone si sono addirittura sciolti. Ma tutto ciò non preoccupa gli strenui difensori dello “scottish pirate metal”, probabilmente sicuri sul fatto di non annoiare mai grazie ad una preponderante dose di “cazzarismo” che spesso relega la musica su un gradino inferiore, e il titolo di questo ultimo LP ne è la conferma. Dobbiamo dunque sorvolare sulla maledizione del cocco di cristallo e pensare esclusivamente alla musica suonata.

Non che sia difficile farlo con un’opener al fulmicotone come Treasure Chest Party Quest, una portatrice sana di puro moshing come Chomp Chomp e una liberatoria Pirate Metal Drinking Crew a propria disposizione: tre brani che esemplificano senza dover sprecare troppi aggettivi il quintetto anglosassone nella sua irrefrenabile e contagiosa carica emotiva, autoironica e irriverente. Certo, abbiamo citato la triade più d’impatto e meglio riuscita di questo Curse of the Crystal Coconut, e se anche le restanti avessero tutte questa freschezza congenita staremmo parlando del miglior album degli Alestorm. Trascinati dalla solita voce tagliente e dall’immancabile keytar di Cristopher Bowes, i Nostri hanno semplicemente confezionato il prodotto che il loro target di riferimento gradisce, evitando accuratamente alcuna velleità artistica differente da ciò che è stato realizzato da Captain Morgan’s Revenge fino ad adesso ma mantenendo in ogni caso una certa spontaneità di fondo; lo si può notare dal dirompente testo della già citata Chomp Chomp che parla di uno strano incontro vis-à-vis con un alligatore, dalla sfuriata simil black che apre Wooden Leg Pt.2 (altro stilema ripetuto è la canzone finale più lunga della media, qui anche continuazione del pezzo di Sunset at the Golden Age) e dall’intermezzo rap invero orribile del singolo Tortuga, una delle cose meno riuscite della loro intera carriera. Tutto è, in ogni caso, controllato e studiato nei minimi dettagli per dover piacere a chi di dovere e parliamo di un gruppo che non potrebbe ormai reinventarsi nemmeno volendolo (ammesso sia un bene, non sta a noi giudicarlo). Altro episodio da segnalare è certamente Zombies Ate My Pirate Ship, dotata di un refrain invidiabile e da una struttura che unisce molto bene inserti tastieristici folk con i soliti ma potenti riff heavy moderni, al contrario la banale musichetta cover da videogame Pirate’s Scorn delude, poiché va bene l’estrosità ma dovrebbe esserci un limite a tutto. La produzione è inattaccabile, il risultato invece lo è a targhe alterne, come abbiamo detto.

Gli Alestorm, dunque, con Curse of the Crystal Coconut fanno il loro dovere, qualcosa in più o qualcosa in meno? Difficile stabilirlo con oggettività, di capolavori o composizioni che segneranno un’epoca non ce ne sono, rimane una certa alternanza tra canzoni riuscite e non riuscite, tra momenti coinvolgenti/divertenti ed altri abbastanza piatti e ancor più affetti dal sapore di “già sentito” rispetto al solito, e non era facile dopotutto. L’antifona è sempre la stessa, chi li ama continuerà a farlo, chi li detesta idem. Ma a prescindere da ciò, se volete svagarvi senza troppe pretese per soli tre quarti d'ora questo album sarà per voi un ottimo strumento.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
56.38 su 18 voti [ VOTA]
Porcaccio
Lunedì 15 Giugno 2020, 5.09.08
20
Gli Alestorm hanno sempre fatto musica per divertirsi e ne sono SEMPRE andati fieri. Stavolta semplicemente è più palese. Unica tristezza, l'album non ha molte highlights. Ne ricorderò, nella mia greatest hits mentale, solo Treasure chest party quest. Le altre sono graziose ma non sfondano. Sui commenti prima non dico nulla, ho imparato ad evitare i pipponi, penso solo che Duccio dovrebbe capire che se uno crede in qualcosa, non ha nessun motivo per smettere di crederci solo perché compie sessant'anni. Il metal non ha scritto sulla confezione "dai 13 ai 17 anni". Capisco cosa intende ma è troppo lapidario.
Shock
Domenica 14 Giugno 2020, 21.02.01
19
Infatti musica per ragazzini è semplicemente un modo, per chi lo capisce, di parlare di una musica basata sul demenziale e con una qualità musicale bassa, e pure con questo approccio per me un po' troppo ridicolo. Stando nello stesso genere, più o meno, i Korpiklaani hanno un atteggiamento basato spesso sul divertimento ma la qualità musicale è ben superiore. Se poi ci sono le persone a cui piacciono, nessuno dice niente, ma chiunque ha ascoltato questo disco può dare un'opinione piaccia o meno.
Witchcult
Domenica 14 Giugno 2020, 20.35.03
18
Esatto e si che l'avevo ribadito e l'aveva spiegato anche Tino si ha musica per ragazzini quando sommi tamarragine involontaria/negativa + musica di scarsa qualità vedi Alestorm e altri.Dei Manowar o Venom puoi criticare al massimo la tamaraggine ma musicalmente cosa gli devi dire?Hanno influenzato migliaia di bands a 40anni dal primo disco se ne parla ancora,hanno scritto pagine della storia di questa musica.In sintesi nei primi musica per ragazzini assume un accezzione negativa, nei secondi no
Shock
Domenica 14 Giugno 2020, 18.36.51
17
Che discorso del cazzo...scusate il termine ma quando leggo commenti come quello di Duccio proprio non reggo. Cosa sono i Queensryche, Savatage, Dream Theatre, Fates Warning, Armored Saints eccetera eccetera? Semplicemente heavy metal!! Leggetevi i testi e poi ditemi dove sono per ragazzini, idem la musica. E poi se a cinquant'anni mi esalta ancora con i Manowar ed i loro testi pacchiani CHI SE NE FREGA!!!! A me, come decine di migliaia di metallari, interessa la MUSICA, e quella è stupenda a 15 come anni, se uno non lo capisce c'è musica di tutti i tipi li fuori, prego accomodarsi....
Duccio
Domenica 14 Giugno 2020, 16.56.33
16
Ma dai come se i manowar o i venom non fossero band demenziali
Witchcult
Domenica 14 Giugno 2020, 11.45.05
15
Esatto Tino ha spiegato quello che intendevo con musica per ragazzini,"tamarri in senso negativo e con musica di scarsa qualità"(con una tendenza a peggiorare disco dopo disco, i primi 2 sono passabili),insomma musica che nella maggior parte dei casi fa presa su ragazzi alle prime armi con pochi bagagli d'ascolto e che tende ad esaltarsi con quasi tutto vista la novità presi dall'euforia.Esistono musica, film,libri specificamente nati per essere un prodotto per ragazzi ma perfettamente godibili anche da over 40/50.Io ho quella età e gioco forza le mie frequentazioni sono sulla quarantina,di persone che ascoltano i Dismember,Manowar,,Slayer,Bathory,Venom ecc ne conosco a decine,che ascoltano Alestorm o Turisas o quella parodia dei Wind Rose zero
Silvia
Domenica 14 Giugno 2020, 11.26.26
14
x me sono un grande gruppo, hanno scritto delle ottime pagine e pezzi che ascolto molto spesso. Anche i testi fino a Sunset erano divertenti si' ma comunque ben costruiti. La produzione era ottima, un grande batterista (che c'e' ancora chiaramente ma mi sembra soffocato nel suo stile) e un suono di chitarre corposo; l'immagine divertente ma non cretina. Il loro problema a mio parere e' che sono scivolati nel demenziale, sia nei testi che nel modo si porsi, e da No Grave hanno appiattito i suoni, col keytar di Chris che ha via via preso il sopravvento a discapito delle chitarre. Non condivido i discorsi di spocchiosa supponenza su questo gruppo,e x me dire "musica x ragazzini" e affini e' un parere che serve solo a ergersi su un piedistallo e non ha niente a che fare con l'ascolto dei brani. Oltretutto non ha senso, chi stabilisce cos'e' musica da "grandi"? Dovremmo ascoltare tutti jazz quindi? Comunque bella recensione, in effetti l'album non e' cosi' orrendo come la presentazione faceva pensare, concordo con Simone, alcuni pezzi non sono male, ma x ora non mi e' piaciuto, i suoni sono troppo piatti e alcuni testi veramente inascoltabili e nell'insieme i pezzi non hanno mordente a mio parere. Insomma non lo consiglierei a chi non conosce il gruppo x farsi un'idea. Spero che cambino rotta, in altre parole
Tino
Domenica 14 Giugno 2020, 10.20.42
13
Il metal nasce come musica per ragazzini, resiste alla prova del tempo e diventa musica trasversale. I testi e l'aspetto iconografico nonché il senso di appartenenza che il genere trasmette rimangono attrattivi anche in età avanzata quindi il generalizzare in base all'età è una sciocchezza. Non capisco perché a sessant'anni non ci si possa esaltare per un testo satanico o Fantasy perché si tratta di finzione come vedere un film, ma si possa invece comportarsi da esagitati per una squadra di undici giovanotti nerboruti che corrono dietro un pallone e mi fermo qui...il problema di un gruppo come questo è che sono tamarri in senso negativo e sostanzialmente fanno musica di scarsa qualità.
Duccio
Domenica 14 Giugno 2020, 9.22.16
12
Il metal è un genere per ragazzini, dai il fatto che moltissimi lo cominciano ad ascoltare a 13 anni e smettono a 17 non vi dice niente? Sentir parlare di dragoni, quanto cazzo è figo Satana, oppure di quanto sia figo il metal, solitamente diventa sconveniente dopo una certa età. Loro semplicemente non di prendono sul serio (non rendendosi patetici come i vostri idoli che a settant'anni vanno in giro a cantare della fratellanza metal avvolti in tutine di pelle) e non fanno roba registrata in garage con produzione molto lo fi e cinghiali sgozzati ma musica semplice e cazzara ( vi giuro che a cinquanta anni siete piu credibili se ascoltate loro piuttosto che i cannibal corpse o i cattle decapitation
Witchcult
Lunedì 8 Giugno 2020, 2.20.09
11
Concordo con la maggior parte dei pareri sotto, metal per ragazzini,mio parere senza la napalm dietro con interviste,pubblicità, avrebbero la metà del successo,poi per carità i gusti sono gusti e possono anche piacere,per me la musica di qualità di sicuro si trova altrove
melkor
Domenica 7 Giugno 2020, 19.56.34
10
dopo aver scoltato a fatica tortuga non ci avrei scommesso una lira invece l'album si mantiene su un buonissimo livello. bravi .
Shock
Sabato 6 Giugno 2020, 0.54.47
9
@Noesis: anche gli AC/DC hanno fatto la stessa cosa per quarant'anni, ma la differenza tra un Highway o Back in black ed un Black ice è lampante, idem con loro: all'inizio erano divertenti, almeno, adesso sono sempre più inascoltabili, sono sempre più una versione peggiore di prima, e non mi sembra che sia il solo a pensarla così.
Nòesis
Sabato 6 Giugno 2020, 0.46.44
8
In effetti Tortuga è inascoltabile. Comunque Shock non capisco su quali basi prima facevano qualcosa di ascoltabile ed oggi son diventati inutili, dato che suonano la stessa identica roba
David D.
Venerdì 5 Giugno 2020, 21.41.21
7
La penso come MH, anche se agli inizi li trovavo anche divertenti da sentire (diciamo arrivo fino a Black Sails At Midnight), poi li trovo davvero irritanti visto che hanno cominciato a incorporare elementi più cazzeggioni e fare canzonette per metallarii 15enni. Questo disco l'ho sentito due volte e non mi ha fatto una bella impressione, specie per Tortuga che trovo orribile. Per ora è un 50.
pincopallo
Venerdì 5 Giugno 2020, 19.26.01
6
Ora si spiegano taaante cose...
Shock
Venerdì 5 Giugno 2020, 19.15.41
5
Bene o male la penso come MH: gruppo che almeno prima faceva qualcosa di ascoltabile senza essere chissà cosa, oggi, come questo disco dimostra, hanno senso probabilmente per i giovanissimi metallari, ma fondamentalmente sono "inutili" (termine forte da prendere con le pinze).
Nòesis
Venerdì 5 Giugno 2020, 19.05.08
4
Eddai MH, potrei farti decine di nomi peggiori di loro. Io li ho visti pure dal vivo e credimi che ne vale la pena
Sandro70
Venerdì 5 Giugno 2020, 18.16.16
3
Semplicemente perché, c'è gente che ha gusti musicali diversi dai tuoi.
MH
Venerdì 5 Giugno 2020, 17.50.10
2
Non smetterò mai di chiedermi come sia possibile che esitano gruppi come questo... e che la gente compri pure i loro dischi. Ridicoli oltre ogni misura
McCallon
Giovedì 4 Giugno 2020, 17.39.24
1
L'ascolto dei singoli mi ha lasciato emozioni che sembrano proprio quelle descritte nella recensione; brani più riusciti di altri, nulla di nuovo sotto il sole, ma complessivamente pezzi divertenti. Adesso appena sarà possibile recupererò l'album integralmente prima di giudicare.
INFORMAZIONI
2020
Napalm Records
Folk Metal
Tracklist
1. Treasure Chest Party Quest
2. Fannybaws
3. Chomp Chomp
4. Tortuga
5. Zombies Ate My Pirate Ship
6. Call of the Waves
7. Pirate's Scorn (Donkey Kong Country cover)
8. Shit Boat (No Fans)
9. Pirate Metal Drinking Crew
10. Wooden Leg Part 2 (The Woodening)
11. Henry Martin
Line Up
Christopher Bowes (Keytar, Voce)
Máté Bodor (Chitarra)
Gareth Murdock (Basso)
Peter Alcorn (Batteria)
Elliot Vernon (Tastiera, Voce)
 
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