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Cirith Ungol - Forever Black
05/06/2020
( 2531 letture )
Tornare sulle scene dopo tanti anni non è mai semplice, le motivazioni che hanno portato una band o un artista possono essere molteplici, e rimettersi in gioco, soprattutto con un nuovo disco può essere rischioso, spesso cadendo nella tentazione di giocare sul lato emotivo e nostalgico dei fans che non sull'effettiva qualità di una proposta artistica.
I Cirith Ungol hanno avuto una carriera relativamente breve, conclusa in sordina nel 1991, dopo la pubblicazione di Paradise Lost, album che complice anche il periodo di uscita sfavorevole all’epic metal pose la parola fine alla band.
Ci sono voluti oltre venti anni perché i nostri tornassero sulle scene, questo grazie a Jarvis Leatherby, bassista e leader dei Night Demon, che è riuscito a convincere i membri storici della band a riunirsi per esibirsi al Frost and Fire Fest e successivamente registrare Forever Black.
Il disco è sin dal titolo una dichiarazione di intenti, la band è giustamente annoverata tra i maestri e massimi esponenti dell’epic metal, insieme a Manilla Road, Virgin Steele e Manowar, anche se il successo e la fortuna sono stati generosi solo con questi ultimi.
I Cirith Ungol si sono sempre distinti per le atmosfere più cupe, coprendo anche il lato più grezzo e sanguigno del filone epic, a tratti doom e con atmosfere al limite dell’horror stile Mercyful Fate. Tutte caratteristiche ben presenti anche in Forever Black, la band non si è fatta influenzare da produzioni pulite e più patinate, il sound è grezzo, soprattutto la voce di Tim Baker risulta ancora sgraziata, sguaiata, ruvida, preservando carisma e cattiveria come se il tempo si fosse fermato agli anni 80. Un ascoltatore ignaro potrebbe convincersi tranquillamente di essere di fronte ad un disco di trent’anni fa.

Tutti i brani di Forever Black vivono di luce propria, e sono degni di nota, Legion Arise mette le cose in chiaro su quanto troveremo in questo album, cattiveria e velocità su cui spicca la voce di Baker. Più rockeggiante ma sempre cupa e rocciosa The Frost Monstreme. The Fire Divine è ancora una colata di heavy metal puro, che trasuda oscurità tipica dei già citati Mercyful Fate. Struggente l’inizio di Strombringer, in un crescendo di epicità che sembra guidarci in battaglia, Greg Lindstrom e Jim Barraza creano trame chitarristiche e intrecci solisti su cui Baker continua a riversare inni di rabbia. Atmosfere epiche che non si esauriscono, senza risultare tuttavia ripetitive, e che trovano il culmine nel singolo Before Tomorrow, autentico manifesto del disco.

Il disco è già annoverato tra le migliori uscite di questo 2020, un comeback oltremodo piacevole e gradito, i tempi sono cambiati, e inevitabilmente le intenzioni ed i sogni della band sono totalmente differenti da quelli che furono, forse proprio per questo il disco suona genuino, vero, senza pretese di successo o voglia di piacere per forza. Quasi trent’anni di attesa sono tanti, troppi, la band avrebbe potuto dare tanto altro all’epic metal, e raccogliere più quanto abbia fatto, tuttavia Forever Black è un disco che riesce a colmare in parte un vuoto che si fa sempre più grande nel filone dell’epic, che tanto ancora offre, ma che non riesce più a far emergere volti che possano portare nuova attenzione al genere.
Concludendo, Forever Black è un must, bentornati Cirith Ungol, e a presto.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
75.18 su 112 voti [ VOTA]
marcoCX
Venerdì 3 Luglio 2020, 9.40.33
27
...straordinario : hanno realizzato " il Loro " capolavoro....con la consapevolezza e la maturità di chi crede in quel che fà , senza compromessi o concessioni alcune ! Tecnica di alto livello , il classico disco " lezione " consigliato a chi non li ha mai valutati a dovere , ed oggi si ritrova a dover fare i conti con tutto quel che si sono persi negli anni dai Cirith Ungol . Voto 90
kvmetternich
Lunedì 22 Giugno 2020, 11.01.19
26
Arioch e gli altri dei del Caos approvano.
lisablack
Martedì 16 Giugno 2020, 13.36.17
25
Questo disco e' davvero bellissimo, l' ascolto da settimane e non mi stanca mai..
SimonFenix
Lunedì 15 Giugno 2020, 23.27.21
24
Disco strepitoso, con un Tim baker che decanta ancora come un demone. Unica neo il packaging, un digipack scarso se confrontato con quelli cartonati rigidi che la Metalblade ha fatto per le ristampe di Paradise Lost e King Of The Dead (ma quando si decideranno a farle anche per Frost And Fire e One Foot In Hell?). Ventordici edizioni in vinile di tutti i colori possibili e una sola edizione miserella in CD...
Mauroe20
Domenica 14 Giugno 2020, 21.24.32
23
Mi è arrivato ieri e lo sto già consumando.Heavy metal puro e crudo.Voto 85!
Minas Tirith
Sabato 13 Giugno 2020, 9.08.42
22
Voto: 1000 per me disco del secolo.
thelaw
Sabato 13 Giugno 2020, 2.50.29
21
100,200 no che dico 300, qualcuno offre di più?galattico,strepitoso, migliore del globo,spaziale, posate il fiasco, zero obbiettività sembrate degli scolaretti tutti bagnati per aver ascoltato il primo disco metal
Jeff
Giovedì 11 Giugno 2020, 17.41.52
20
100
Deathrider
Giovedì 11 Giugno 2020, 15.23.50
19
Disco che continua idealmente il discorso interrotto nel 1991 con Paradise Lost. Nella mia top ten di fine anno un posto se lo merita sicuro
The Sinner
Mercoledì 10 Giugno 2020, 15.29.45
18
Come ho gia' commentato su altre recensioni i Cirith Ungol sono un marchio di garanzia e questo nuovo capitolo li riconferma ai vertici del metal globo. Quadrati e marziali sulla strada intrapresa da Frost & Fire in avanti e per questo motivo una delle band piu' "credibili" di sempre...Anche in questo lavoro non mancano i momenti piu' appassionanti in titoli come "Stormbringer", "Nightmare", "Forever black" e la stupenda e rabbiosa "Before tomorrow" tutte sorrette dall'incredibile timbro vocale di un Tim Baker che fa la differenza...eccome !!!! Welcome back Cirith Ungol !!!!!
dEVIL
Mercoledì 10 Giugno 2020, 13.04.27
17
Mamma che disco che hanno sfornato!! Massiccio, epico, melodico, emozionante..niente filler , tutti inni da cantare a squarciagola (spero prima possibile ad un loro live) Poi la title track è roba d'altri tempi. Ennesima dismostrazione che i Cirith Ungol sono proprio di un'altra categoria. Disco metal dell'anno (e anche del prossimo)
Graziano
Lunedì 8 Giugno 2020, 17.06.09
16
Band che ho sempre faticato ad apprezzare proprio per via della voce, riconoscendone sì la peculiarità, ma purtroppo mai apprezzandola (effetto unghie sulla lavagan). Al contrario in questo Forever black mi sembra che sia finalmente più espressiva e controllata e quindi sono riuscito ad godermi fino in fondo l'album. Per me denota nell'insieme una freschezza compositiva straordinaria pur rispettando i canoni di un genere alquanto immutabile. SIcuramente un ritorno degno di nota, frutto di passione e non del trend del momento.
Punto Omega
Lunedì 8 Giugno 2020, 9.52.27
15
Il disco era fra le uscite che più attendevo quest'anno. Fortunatamente, non sono rimasto deluso, rimane il fatto che One Foot In Hell e, specialmente, King of the Dead sono di un altro pianeta.
Witchcult
Lunedì 8 Giugno 2020, 2.28.10
14
Graditissimo ritorno, con un disco di ottima qualità,anche se non il capolavoro che ho letto in giro,giudizio forse falsato dai 30anni di attesa.Se questo è un capolavoro i primi 4album cosa sono?fuori scala?
lisablack
Domenica 7 Giugno 2020, 12.09.59
13
Grandissimo disco di sano e puro Metal, da parte di una band unica..80 e' poco..alzare il voto perche' questa e' " la vera fede"🤟
Aceshigh
Domenica 7 Giugno 2020, 9.57.31
12
Un ritorno che mi ha fatto molto piacere. Gruppo che, anche grazie al peculiare timbro di Tim Baker (che può anche non piacere, per carità), è sempre risultato unico e inconfondibile. Era quindi veramente un peccato vedere la discografia ferma al ‘91. Dopo decenni sono tornati e non hanno deluso le gigantesche aspettative. Chapeau. Se i primi 3 pezzi non mi hanno sorpreso più di tanto, a partire dalla stupenda Stormbribger ho drizzato le antenne. Da lì in poi veramente un grande album (forse Nightmare un filo sotto gli altri brani), con altre due punte di diamante: Before Tomorrow - potenziale futuro classico - e la title-track, con un finale pazzesco. Voto 83
Fly 74
Sabato 6 Giugno 2020, 22.40.56
11
Il lavoro di Barraza è ottimo, grande chitarrista. Non hanno lasciato nulla al caso, disco solido, ben strutturato. Incredibile come Baker abbia addirittura più potenza vocale di una volta. Unici!
Shock
Sabato 6 Giugno 2020, 20.23.46
10
Vabbè, ma cosa c'entra mettere a confronto i Cirith con gli PW, sul piano meramente di miglior disco dell'anno? Anch'io ne ho di preferiti, ma se ci limitiamo all'heavy metal è di certo tra i migliori.
Tino
Sabato 6 Giugno 2020, 19.20.18
9
A parte che non ho mai capito il benaltrismo, in questo caso Psychotic waltz, comunque Epic è un'etichetta molto limitante per la.band e per il disco, un ignaro potrebbe erroneamente pensare ai Manowar e evitare l'ascolto, io avrei citato i black sabbath, almeno per le atmosfere e.il lavoro di chitarra di barraza che cita parecchio il maestro iommi, e non solo perché imbraccia una Explorer
Max1
Sabato 6 Giugno 2020, 18.38.38
8
Se ci fermiamo al genere Epic posso concordare che sia al momento la migliore uscita e voto congruo magari con un paio di punti "regalati". Mi piace ma non è certo un capolavoro. Altra branchia,altra storia ma quello degli Psychotic waltz è su un altro livello, questo si che di candida come disco dell' anno e non solo!
Korgull
Sabato 6 Giugno 2020, 18.03.25
7
Sono metaller (ma non solo...) da una vita, ho speso cataste di soldi in concerti, magliette, cd, vinili, impianti audio....avrei una casa da vero alto borghese a quest'ora. Ecco, nonostante tutto quello che ho scoltato e riascoltato in tanti anni quest'album ha saputo sorprendermi ed emozionarmi come se mi fossi avvicinato al genere la settimana scorsa. Non è poca cosa, onore a questi signori!
claudio
Sabato 6 Giugno 2020, 11.38.09
6
album stratosferico ed emozionante, il voto 80 è decisamente basso
dariomet
Sabato 6 Giugno 2020, 9.57.14
5
nel suo genere l'abum dell'anno, anche meglio dell'ultimo dexter ward... e poi quella voce malefica non ha subuto per niente le ingiurie degli anni. Tutti i pezzi sono capolavori di epic metal capace di farti sognare ad occhi aperti
Cristiano Elros
Venerdì 5 Giugno 2020, 23.50.58
4
Bello, mi è piaciuto parecchio e l'ho ascoltato a ripetizione per parecchio tempo. Ogni brano è particolarmente riuscito e vive proprio di luce propria (Fractus Promissum è quella che mi prende di meno). Le altre tutte molto belle, davvero non me l'aspettavo un ritorno così! Comunque, Stormbringer e Before Tomorrow sono le mie preferite in assoluto.
Shock
Venerdì 5 Giugno 2020, 22.15.27
3
L'attesa è stata lunga, la recensione così così. Comunque nel suo genere sicuramente il miglior disco dell'anno, ossia nel epic metal: otto brani, un lavoro senza file e come sempre la voce di Baker che caratterizza il sound dei nostri con la sua peculiare voce. Stormbringer è assolutamente il top del disco, che come valutazione va più verso il 90. Ah, nel genere oggi ci sono gruppi di assoluto valore, come gli Atlantean Kodex, Visigoth e pure l'ultimo dei Sorcerer è molto più epic che in passato, quindi la linfa vitale esiste ancora.
Tino
Venerdì 5 Giugno 2020, 21.36.21
2
Disco pazzesco, non mi emozionavo così per un disco di metal classico da anni, un gruppo veramente unico con talenti calibrati alla perfezione. Tim Baker straordinario, la sua voce lacerante non ha eguali ma soprattutto i pezzi sono riusciti e si stampano in testa come negli anni d'oro. Grandissimi per un grandissimo ritorno
Epic
Venerdì 5 Giugno 2020, 21.26.35
1
Concordo con quanti scritto nella recensione. Un buon disco classico, a cominciare dalla produzione. Il singolo dello scorso anno mi aveva un po' illuso, in realtà l'album presenta brani molto semplici, tutti belli e riusciti, però l'entusiasmo si è frenato sin dal primo ascolto. Voto 75
INFORMAZIONI
2020
Metal Blade
Heavy
Tracklist
1. The Call
2. Legions Arise
3. The Frost Monstreme
4. The Fire Divine
5. Stormbringer
6. Fractus Promissum
7. Nightmare
8. Before Tomorrow
9. Forever Black
Line Up
Tim Baker (voce)
Greg Lindstrom (chitarra)
Jim Barraza (chitarra)
Jarvis Leatherby (basso)
Robert Garven (batteria)
 
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