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The Prophecy 23 - Fresh Metal
16/06/2020
( 272 letture )
Di definizioni, in tanti anni di militanza metallara (chi più, chi meno), dobbiamo averne lette davvero tante: in un panorama dove diversificarsi e dire qualcosa di nuovo è sempre più difficile, del resto, è anche normale che i musicisti si industrino per provare a fare qualcosa di inusuale, o almeno per stupire il pubblico. Tuttavia, è la prima volta che ci capita di vedere una band definire il proprio stile “fresh metal”: ad adoperare tali parole sono i tedeschi The Prophecy 23 (riferimento al film con Jim Carrey, Number 23? Sarebbe meglio, visto che a Roma pronunciare quel numero ad alta voce chiamerebbe un'altra risposta, sempre ad altra voce, ma un filo volgare...), nati in quel di Heilbronn nell'ormai lontano 2001. I nostri, pur essendo giunti al quarto album in studio, non hanno mai raggiunto la fama, ma paiono divertirsi tuttora moltissimo.

Sì, perché il loro quarto disco, intitolato appunto Fresh Metal, è una dimostrazione di come si possano mescolare generi in modo quasi folle, ma assai intrigante: si va dal thrash metal (forse il genere più presente, probabilmente parodiato con l'assonanza “fresh metal”) all'hardcore punk, passando per echi di metal estremo ed una certa propensione al ritornello ad effetto, spesso alternato fra voce clean e growl. Volendo fare un paragone con una band che sta riscuotendo ampi consensi negli ultimi anni, potremmo accostare lo stile dei The Prophecy 23 ad alcuni pezzi dei Rise of the Northstar.
Il disco è inaugurato dalla folle We Love Fresh Metal, una sfuriata thrash che, come detto, si muove anche su coordinate death (specie nel ritornello), hardcore (in alcune strofe), ma sfodera anche passaggi di cantato rappato, che motiva il nostro paragone con i Rise of the Northstar. No Deep Talks – Just Drinks, come il titolo lascia intuire, è un pezzo gaudente ed ironico, che beneficia di un bel tiro e di un ritmo assai coinvolgente, al pari di Caps, Trucks and Rock 'n Roll, quasi power per velocità e freschezza e di Pump It Up. Si assiste poi ad una parte centrale dell'album nel complesso meno ispirata della prima, ma per fortuna il livello torna a salire con la bizzarra Intergalactic Anti Capitalism, che ad un inizio “alieno” contrappone una parte centrale decisamente estrema. Il funk fa capolino in We Kindly Ask to Shred, mentre i brani successivi ci riportano prevalentemente alla commistione di stili ascoltata sui primi pezzi del disco: Mammon è un pezzo thrash/hardcore che, si concede alcuni passaggi in growl belluino, prima di sfociare in una strumentale alquanto gradevole ed atipica, intitolata Mexico Maya Mosh, che a sua volta ci guida in PYL, caratterizzata da chitarre robuste e da un cantato a tratti hip-hop. Ci avviciniamo alla conclusione e, se Prankster incomincia come un pezzo classic heavy, per poi mettere in mostra un riff assassino di chiara matrice thrash, The Greenwolf ci congeda con una power ballad insospettabilmente seriosa.

Come avrete capito, Fresh Metal è un vero e proprio coacervo di generi disparati, a tratti forse neppure troppo adatti ad essere mixati: è indubbio, infatti, che a tratti il risultato finale risulti poco chiaro e coerente. Al tempo stesso, tuttavia, vi sono diversi altri brani che mescolano generi in maniera convincente ed intrigarsi, offrendo pezzi e spunti su cui riflettere e con cui divertirsi. Ben venga, insomma, un po' di fresh metal!



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
60 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2020
Massacre Records
Crossover
Tracklist
1. We Love Fresh Metal
2. No Deep Talks – Just Drinks
3. Caps, Trucks and Rock ‘N’ Roll
4. Pump It Up
5. I Wish I Could Skate
6. Beach, Waves, Beer, Babes
7. Calm Down
8. Intergalactic Anti Capitalism
9. We Kindly Ask To Shred
10. Mammon
11. Mexico Maya Mosh
12. P Y L
13. Prankster
14. The Greenwolf
Line Up
Luca (Voce)
Hannes (Chitarra, Cori)
Phil Butche(Chitarra)
Jackson (Basso)
Theo (Batteria)
 
RECENSIONI
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