Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Metallica
S&M²
Demo

Black Spirit Crown
Gravity
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

23/09/20
MYSTHICON
Silva-Oculis-Corvi

25/09/20
SKALMOLD
10 Year Anniversary - Live in Reykjavik

25/09/20
LIK
Misanthropic Breed

25/09/20
TRANSCENDENCE
Towards Obscurities Beyond

25/09/20
LASER DRACUL
Hagridden

25/09/20
KATAKLYSM
Unconquered

25/09/20
ATLAS
Parallel Love

25/09/20
TRISHULA
Time Waits for No Man

25/09/20
STEVE HACKETT
elling England By The Pound & Spectral Mornings: Live at Hammersmith

25/09/20
NASTY
Menace

CONCERTI

23/09/20
STEVEN WILSON (ANNULLATO)
MEDIOLANUM FORUM - ASSAGO (MI)

26/09/20
STAY STEEL FEST
SKULLS CLUB - SERRAVALLE (SAN MARINO)

27/09/20
VISIONS OF ATLANTIS + YE BANISHED PRIVATEERS + AD INFINITUM
LEGEND CLUB - MILANO

29/09/20
WITHIN TEMPTATION + EVANESCENCE
MEDIOLANUM FORUM - ASSAGO (MI)

03/10/20
PAGAN FEST
LAGHI MARGONARA - GONZAGA (MN)

03/10/20
SKELETOON
LEGEND CLUB - MILANO

08/10/20
HOUR OF PENANCE + GUEST TBA
TRAFFIC CLUB - ROMA

08/10/20
VAN DER GRAAF GENERATOR
TEATRO CELEBRAZIONI - BOLOGNA

09/10/20
VAN DER GRAAF GENERATOR
GRAN TEATRO GEOX - PADOVA

09/10/20
ESOTERIC + NAGA + (ECHO) (ANNULLATO)
TRAFFIC CLUB - ROMA

Apparat - The Devil’s Walk
18/06/2020
( 507 letture )
Molti di voi saranno qui perché avranno distrattamente letto in qualche articolo in rete, oppure su qualche commento di Facebook magari, che la sigla dell’ormai celebre telefilm Dark si intitola Goodbye. E alcuni altri avranno letto che Apparat, brillante compositore tedesco il cui nome di battesimo è Sacha Ring, è l’ideatore di quella sigla magistrale. Beh, chi l’ha partorita non l’ha certamente pensata per quello scopo, in quanto nel 2011 Netflix non aveva ancora in programma la serie complessa e oscura che ha visto la luce poi nel 2017. Questa premessa quindi vuole scindere i due ambiti e trattare la canzone, così come tutto l’album che è attorno ad essa finemente ricamato, come un prodotto a sé stante, che non ha nulla a che vedere con una sigla di una serie tv, ma anzi va vista come un’entità musicale con una sua identità precisa, peraltro molto ben riuscita.
Il nome del disco, così come la sua copertina criptica, è ispirato ad un componimento poetico dell’inglese Percy Bysshe Shelley, una ballata per la precisione. Il tema che costituisce l’opera riguarda la figura del diavolo che, in vesti umane, disquisiva di temi di attualità dell’epoca. Religione, politica e altre faccende di prim’ordine. Tutto ciò, ovviamente, a fronte di una morale: chi agisce secondo ragione, e quindi contro le regole brutali e oppressive della tirannia, alla lunga avrà un posto privilegiato nel mondo e lo governerà. Insomma, una morale benevola e positiva che fa di Satana, un oratore che si presta alle chiacchiere della gente comune, un diavolo alla Al Pacino per intenderci, nel film “L’Avvocato del Diavolo”.

È in questo modo, in maniera gentile e soffice, quasi volendosi sedere con noi e parlare di una storia d’altri tempi, che Apparat si insinua nelle nostre menti con il suo mandolino che apre Sweet Unrest. L’accompagnamento vocale, fatto di cori celestiali, quasi divini ed ecclesiastici, ci trasporta in un’altra dimensione, dove le linee del disco vengono tracciate con estrema cura. L’intro sembrava essere il preludio di un lavoro strumentale, in realtà la voce fa la sua entrata in scena in Song of Los. Il ritmo è quello dell’elettropop di un decennio fa, in un suono che non appare essere invecchiato già di due lustri. Black Water poi, con un rumore di pioggia soffuso e diffuso che pervade la traccia, ci trascina verso il climax del disco, quella Goodbye a cui abbiamo dedicato l’apertura. I sospiri che ne danno l’inizio, scanditi da un ritmo inquieto adatto ad un rito tribale, ci mettono a nudo davanti alle nostre paure notturne, ai pensieri oscuri che tormentano il nostro sonno. Poi un sussurro:

Please put me to bed
And turn down the light


Ora a letto, con la luce spenta, abbiamo creato la giusta atmosfera per questa canzone, che in un qualsiasi altro luogo o in un qualsiasi altro orario che non sia quello notturno, perde totalmente di senso.

Let the bed sheet soak up my tears
And watch the only way out disappear.
Don’t tell me why, kiss me goodbye…


Qualsiasi altra parola sarebbe superflua.
L’atmosfera venutasi a creare purtroppo non è supportata dalla successiva Candil de la Calle, più radiofonica e orecchiabile ma non certo banale o scadente. Forse un brano più adatto al mattino successivo, che non all’ascolto notturno al quale avevamo poco fa accennato. Nella tracklist vediamo piacevolmente la presenza di ben due orchestre, che finora non hanno dato un grosso contributo. The Soft Voices Die è quasi interamente strumentale, pensata appositamente per lasciare spazio agli strumenti ad arco che qui si prendono tutta la scena. Sicuramente una piacevole sorpresa che aggiunge qualità al disco e che probabilmente nemmeno ci saremmo aspettati di trovare in un lavoro elettropop. Di contro invece Escape è priva di qualsivoglia spunto strumentale, a favore di una voce che comanda dall’inizio alla fine, parlata, poi cantata e quasi in falsetto verso il finale. Molto meglio Ash/Black Veil, si può serenamente affermare che se eliminassimo Goodbye dall’album -ma perché dovremmo farlo…- questa sarebbe indubbiamente la migliore. Il suo unico difetto è quello di essere stata posta in un lavoro in cui è impossibile non essere oscurati dalla quarta traccia. In ogni caso si merita i suoi quasi 6 minuti di piano, batteria, sintetizzatori e non solo, in un mood caro agli australiani The Temper Trap nei loro momenti più elettronici e art pop. Una piacevole scoperta anche la strumentale A Bang In The Void, dai ritmi più briosi e giocosi, impreziosita dal suono di un trombone verso la metà. Un ascolto autunnale, quando fuori il cielo è grigio e la pioggia si fa incessante. Infine Apparat ci dice che la nostra casa è il suo mondo, Your House Is My World.

Perché Sacha Ring ha bussato gentilmente alla nostra porta, noi lo abbiamo accolto, gli abbiamo offerto da mangiare, ci siamo presi un caffè con lui, ci siamo fatti raccontare una storia fatta di racconti più bui ed altri meno, ma alla fine, mentre si è messo il cappotto per uscire da casa con la pioggia londinese ad accompagnarlo, è spuntato un sorriso sul nostro volto, per il bel tempo trascorso insieme.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
60 su 1 voti [ VOTA]
DEEP BLUE
Lunedì 20 Luglio 2020, 11.36.53
1
grande artista, lo seguo da pochi anni ma ho recuperato quasi tutta la sua discografia. Non saprei quale disco scegliere, va ascoltato nell'insieme per capirne le potenzialità
INFORMAZIONI
2011
Mute Records
Electro-Rock
Tracklist
1. Sweet Unrest
2. Song of Los
3. Black Water
4. Goodbye
5. Candil de la Calle
6. The Soft Voices Die
7. Escape
8. Ash/Black Veil
9. A Bang in the Void
10. Your House is My World
Line Up
Sacha Ring (Chitarra, Tastiere, Mandolino)

Musicisti ospiti
Berlin String Theory (Strumenti ad arco)
The Göteborg String Theory (Strumenti ad arco)
Jörg Wähner (Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]