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Pendragon - Not of This World
20/06/2020
( 525 letture )
Bissare il successo di un capolavoro come The Masquerade Overture è certamente un'impresa titanica, quindi i Pendragon, guidati come sempre dall'inossidabile Nick Barrett decidono di prendersi tutto il tempo necessario prima di dare un seguito al disco del 1996. Nel lasso di tempo di cinque anni che separa Not Of This World dall'illustre predecessore, la formazione non è cambiata, e anche la musica non ha dato segni di cedimento. Not of This World continua infatti sulla scia iniziata da The Window of Life, prima della svolta "modernista" del sound dei Pendragon.

Il punto chiave, anche in questo lavoro, come nei due precedenti, sono le sontuose e scintillanti tastiere di Clive Nolan, di cui un ottimo esempio è contenuto nella traccia di apertura, pienamente in quello stile neo progressive ispirato dai Genesis più sinfonici. Tutto il brano è una goduria per le orecchie, dagli assoli alla voce di un Barrett in gran forma, che dopo una prima parte piuttosto carica si erge a narratore di una toccante dedica a una persona cara, egregiamente supportato dal pianoforte. Strutturalmente, l'album contiene tre suite, suddivise tuttavia nei singoli brani che le compongono e quindi riconoscibili, oltre che dalle sonorità, principalmente dalla tracklist. Il secondo brano Faithless è la prima parte di quella intitolata Dance of the Seven Veils. Il riferimento iniziale alla nota Paintbox è ben più che un'illusione, e il brano evolve solo verso la fine, ingigantendo le atmosfere e fornendo il ponte per la traccia successiva, l'ottima All Over Now, il cui intro in up-tempo cambia un po' le carte in tavola. Proprio quando sembrava che i riff di chitarra di Barrett avessero finalmente modo di spiccare, i Pendragon ritornano alle melodie malinconiche e soffuse che li contraddistinguono, ma alla fine il brano si mostra per ciò che è realmente: una bella suite trascinante e dall'ottimo ritornello da tradizione neo-prog. Inizia quindi la prima parte della suite che dà il titolo all'album, con il brano omonimo, e qui l'impronta hackettiana nelle parti soliste di Barrett è davvero forte, ma il chitarrista inglese è come al solito vincente nel rielaborare le influenze a suo gusto, riuscendo sempre nell'intento con una maestria rara. La stessa cosa purtroppo non può essere detta della linea vocale, decisamente non esaltante, ma è cosa da poco perché il lavoro strumentale sottostante è come sempre degno di nota. Not of This World continua con Give It to Me, brano di due minuti che preso a sé stante non ha senso di esistere e la cui uica funzione è fare da ponte alla terza parte Green Eyed Angel, in cui si ha modo di apprezzare il basso di Peter Gee e le atmosfere melliflue create dalla coppia Barrett/Nolan, in una ballatona che per molti però potrebbe risultare stucchevole, nonostante le evoluzioni strumentali del gruppo. A Man of Nomadic Traits è sicuramente uno dei pezzi forti dell'album, che a causa della sua lunghezza di oltre 11 minuti potrebbe spiazzare, ma il formidabile chorus farebbe ricredere qualunque scettico, così come il botta e risposta degli assoli di tastiera e chitarra sul finale. Tutto il pezzo in realtà è prova della grande coesione del gruppo, che quando vuole sa tirare fuori dal cilindro dei brani magistrali. Arriviamo alla conclusione la doppietta The Lost Children/And Finally, che compone la suite World's End. The Lost Children è un lento sinfonico e piuttosto monolitico nella prima parte, che continua grosso modo sulle coordinate di tutto il lavoro, ma che gode di un finale a sorpresa da intonare a squarciagola con soddisfazione, mentre And Finally è un'altra ballata con tanto di controcanti e folgoranti assoli alla Pink Floyd, bella conclusione di un disco pregno di contenuti.

Not of This World chiude l'ideale tripletta con The Window of Life e The Masquerade Overture -rimarcata anche dallo stile delle loro copertine- lo fa in grande stile, con una discreta quantità di ottimi pezzi, di cui alcuni ripresi nel successivo live acustico Acoustically Challenged, e senza cali notevoli per tutta la sua durata. Rispetto agli altri due tuttavia, il lavoro del 2001 ingigantisce il lavoro delle tastiere di Nolan, mai così presenti, mentre la voce di Barrett è leggermente in secondo piano e i cori acquisiscono una parte importante nel contesto, essendo presenti su molti brani. La fruibilità purtroppo non è ai massimi storici, trattandosi per la maggior parte di brani piuttosto lunghi, ma questo al contempo ripaga con una longevità che manca a molti dischi di neo progressive. Caldamente consigliato l'ascolto quindi, sia a chi conosce già il gruppo sia ai neofiti.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
86.5 su 4 voti [ VOTA]
fasanez
Lunedì 22 Giugno 2020, 22.03.47
6
Disco eccellente, sotto tutti i punti di vista. Non ho apprezzato poi la svolta post Believe. Qui siamo su livelli veramente ottimi. 85 tutto.
Aceshigh
Sabato 20 Giugno 2020, 13.43.34
5
Disco incredibile. Una band immensa, che riesce sempre ad emozionarmi, non finirò mai di ringraziare Barrett e Nolan per aver pubblicato album come questo. Mi viene difficile citare questo o quel brano, ma ogni volta All Over Now o A Man of Nomadic Traits ho la pelle d’oca. Musica veramente emozionante. Musica con la M maiuscola. Voto 91
gianmarco
Sabato 20 Giugno 2020, 13.19.58
4
sto ascoltando the masquerade overture ,gran disco .
gianmarco
Sabato 20 Giugno 2020, 13.07.17
3
grazie di avermeli fatti scoprire
Hard’N’Heavy
Sabato 20 Giugno 2020, 12.40.09
2
immensi Pendragon e se volete un consiglio non vi fermate solo a questo, scoprite anche gli altri grandissimi dischi!!! ''The Masquerade Overture'' - ''The Window of Life'' - ''The World''..........!!!!!!!!
JC
Sabato 20 Giugno 2020, 5.10.40
1
Bellissimo e struggente.
INFORMAZIONI
2001
Toff Records/Snapper Music
Prog Rock
Tracklist
1. If I Were the Wind (And You Were the Rain)
- Dance of the Seven Veils :
2. Part 1: Faithless
3. Part 2: All Over Now
- Not of This World :
4. Part 1: Not of This World
5. Part 2: Give It to Me
6. Part 3: Green Eyed Angel
7. A Man of Nomadic Traits
- World's End :
8. Part 1: The Lost Children
9. Part 2: And Finally...
Line Up
Nick Barrett (Voce, Chitarra)
Peter Gee (Basso)
Clive Nolan (Tastiera)
Fudge Smith (Batteria)

Musicisti ospiti
Tina Riley (Voce e cori)
 
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