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Toundra - Das Cabinet des Dr. Caligari
25/06/2020
( 368 letture )
Che i Toundra fossero degli appassionati cinefili era possibile intuirlo già da qualcuno dei titoli dei brani presenti su Vortex (2018), ispirati a vari film di successo, ma questa volta il gruppo spagnolo ha deciso di fare le cose in grande. Das Cabinet des Dr. Caligari è infatti dedicato interamente all'omonimo film di Robert Wiene. Il film è considerato l'opera più importante della corrente espressionista tedesca di inizio '900 e la scelta non è casuale, perché nel 2020 ricorre il centenario dalla sua uscita. Essendo un film muto, la musica interamente strumentale dei Toundra si presta piuttosto bene come espressione dell'ispirazione originale, che in questo caso è una vera e propria riscrittura della colonna sonora. L'esperimento non è nuovo; ci avevano infatti già provato i nostrani RaneStrane, rimusicando il capolavoro di Kubrick 2001: Odissea nello spazio, peraltro con ottimi risultati. Chissà quindi se i Toundra hanno reso giustizia al Gabinetto del dottor Caligari (questo il titolo italiano del film).

Come è possibile intuire dalla tracklist ogni brano, ad eccezione di quello di apertura, che riprende i titoli di testa, è dedicato a un atto del film. Ovviamente i Toundra non si sono dati alle colonne sonore, e la musica è ancora il classico post rock venato di heavy metal che ci si aspetta da loro. Il genere proposto in effetti si riallaccia bene alle intenzioni originarie dell'espressionismo, ovvero una fuga dal realismo, nata in risposta agli orrori della prima guerra mondiale. E quale migliore trasposizione delle terrificanti, innaturali e stranianti architetture che caratterizzano le scenografie del film, nonché della sua trama visionaria che gioca con l'inconscio dello spettatore, se non delle lugubri escursioni generate dalla musica nei meandri della psiche dell'ascoltatore?
Iniziamo col commentare che, per quanto bravi, i Toundra non hanno mai fatto sfoggio di grande inventiva nelle loro composizioni, e la cosa si riflette anche in questo album. Le soluzioni impiegate di album in album sono grosso modo sempre le stesse, e chi conosce il gruppo le riconoscerà subito, perché lo stile è davvero familiare. Se questo da un lato può essere un bene perché dona una sua identità al gruppo, dall'altro può creare qualche problema quando si va a lavorare su un progetto così ambizioso. Della colonna sonora originale di Schönberg rimane solo qualche accenno al tema principale e tutti i pezzi sono delle mini-suite di post rock, di durata variabile dai 10 ai 14 minuti, che richiamano in modo importante le sonorità della precedente uscita Vortex, ma con meno spinta. Il lavoro di arrangiamento dei brani è encomiabile, tanto da poter essere apprezzati e fruiti indipendentemente dal film, pur avendo un leitmotiv che li lega –evidente ad esempio dalla ripresa del tema principale nell'ultimo atto-. Si segnalano in particolare la traccia di apertura, Akt I e una di quelle centrali, ovvero Akt IV, che contengono begli spunti di chitarre in clean mixati con le tastiere in sottofondo. In generale, però, l'unico tra i brani (o atti che dir si voglia) che mostra qualche parvenza di novità è quello conclusivo, Akt VI, vicino al noise in alcuni punti e carico del giusto pathos per rappresentare in musica un film dall'impatto visivo così forte. Gli altri non fanno gridare al miracolo e sono un gradino sotto rispetto ai brani classici dei Toundra, probabilmente a causa della "forzatura" della colonna sonora.

Insomma, se l'idea merita certamente un plauso, l'esperimento sembra riuscito solo in parte, perché, salvo alcuni bei momenti, l'album lascia un po' l'amaro in bocca. La sensazione è quella di brani dall'effetto straniante, come nelle intenzioni originarie del film, ma sviluppati secondo il classico crescendo di matrice post-rock. Non un disco da buttar via, chiaramente, ma che va apprezzato in particolare (ri)vedendo il film, e che sicuramente farà la felicità degli appassionati del gruppo, un po' meno di chi non è avvezzo alla loro proposta.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Duke
Domenica 5 Luglio 2020, 20.58.50
2
Ottimo lavoro....
Niorgo
Venerdì 26 Giugno 2020, 17.06.43
1
A Fantozzi non piace questa band (battuta facile ma non ho resistito ).
INFORMAZIONI
2020
Inside Out Music
Post Rock
Tracklist
1. Titelsequenz
2. Akt I
3. Akt II
4. Akt III
5. Akt IV
6. Akt V
7. Akt VI
Line Up
David Paños “Macón” (Chitarra)
Esteban J. Girón (Chitarra)
Alberto Tocados (Basso, Synth)
Alex Pérez (Batteria e Drum Machine)
 
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