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Cryptic Shift - Visitations from Enceladus
02/07/2020
( 451 letture )
È un piacere conoscere questo quartetto di Leeds con il suo LP d'esordio per la Blood Harvest Records. Maturi e rodati i Cryptic Shift sono una band dotata di grande preparazione, voglia di sperimentare e stupire. Provenienti da innumerevoli precedenti demo, EP e live questi inglesi sfornano un concentrato di tecnica, suoni, visioni musicali in costante bilico tra death, thrash e prog, con occhi puntati a mondi lontani e scenari spaziali. Certo, i richiami a nomi più altisonanti del passato (Voivod, Death, Cynic su tutti) ci sono, ma al primo ascolto le composizioni rimangono nelle orecchie, chiara prova di originalità e senso di personalità musicale, in un campo in cui è difficile avere entrambe queste doti.

Ci troviamo al cospetto di un album che destabilizza ad un primo impatto, con un'amalgama sonora ruvida e old-school ma al contempo futuristica e sci-fi. Partiamo dai suoni: ottimamente lavorati in studio, c'è un certo sapore di analogico nel mixaggio nonostante in questo genere sia più dominante la parte digitale. La batteria è profonda, incisiva ma naturale, il basso ricama ottime linee e spicca tra gli strumenti con un suono netto e brillante ma mai troppo invasivo; le chitarre sono sempre definite sia nei fraseggi, negli arpeggi e nei cromatismi, che nelle sfuriate e nelle cavalcate più estreme. La voce oscilla per tutto l'album in uno scream abbastanza profondo con metriche che richiamano quelle dei già citati Death, alternate all'utilizzo di campionamenti e ricerche sonore più spaziali con feed degni dei più visionariVoivod. Una delle poche falle di questo album, se vogliamo cercare il famoso pelo nell'uovo è proprio la voce, quasi sempre sulla stessa linea. Un approccio più versatile avrebbe potuto dare il tocco definitivo all'opera. Fatte queste doverose analisi sonore, passiamo alle tracce: l'album si apre a sorpresa con una suite di ventisei minuti, Moonbelt Immolator, nella quale si alternano momenti più introspettivi e visionari a vere e proprie sfuriate di matrice death dove sono le chitarre ad avere un ruolo primario. Si tratta di un brano articolato ma mai pesante, in cui le "pause" sonore sono ben distribuite per donare un ottimo respiro all'ascolto. Un vero e proprio inizio di viaggio messo in musica. I tre brani successivi sono di durata più canonica e si ritagliano uno spazio più classico, a cavallo come già accennato tra il thrash e il death, in cui emerge la caratura tecnica di ogni strumento, con assoli e soluzioni stilistiche mai troppo pretenziose o fini a sé stesse ma sempre funzionali, in cui si susseguono cromatismi, dissonanze, intrecci di chitarra e fluide linee di basso. Le tracce centrali scorrono martellanti e trascinano l'ascolto fino a un piccolo gioiellino compositivo quale la conclusiva Planetary Hypnosis, il tutto sempre amalgamato da suoni ed echi spaziali, voci robotiche e finissimi passaggi estremamente pregevoli.

Quarantasei minuti di ascolto, di viaggio, mai banale, mai pesante, giunti alla fine del quale si torna con i piedi per terra, con la voglia di ripartire immediatamente. Una piacevolissima peculiarità dell'ascolto di questo Visitations from Encedalus è scoprire nuove sfumature ad ogni nuovo ascolto, vista la mole notevole di stratificazioni messe in musica dai Cryptic Shift. Album pienamente riuscito quindi per i quattro musicisti, e se le premesse sono queste non ci si può che aspettare un roseo e piacevolissimo futuro per questi ragazzi che guardano oltre.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
89 su 3 voti [ VOTA]
Immolazione
Giovedì 9 Luglio 2020, 17.20.00
1
Per me disco dell'anno finora, bellissimo.
INFORMAZIONI
2020
Blood Harvest
Technical Death Metal
Tracklist
1. Moonbelt Immolator
2. (Petrified In The) Hypogean Gaol
3. The Arctic Chasm
4. Planetary Hypnosis
Line Up
Xander Bradley (Voce, Chitarra)
Joss Farrington (Chitarra)
John Riley (Basso)
Ryan Sheperson (Batteria)
 
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