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Einstuerzende Neubauten - Alles in Allem
04/07/2020
( 866 letture )
Einstürzende Neubauten: un nome che solo a sentirlo incute una sorta di timore reverenziale, e che per certi versi mette in agitazione anche il sottoscritto che si ritrova a dover scrivere del loro ultimo lavoro. Alles in Allem giunge a ben 13 anni dall'ultimo album in studio del combo berlinese Alles Wieder Offen (se non contiamo l'ottimo Lament su commissione datato 2014). I nostri non sono più quelli di una volta: i martelli pneumatici, le seghe circolari, i clangori metallici che ormai quasi quarant'anni fa avevano sconquassato la scena industrial sono ormai un lontano ricordo, ma non per questo la loro proposta musicale si è indebolita.

E questo si capisce sin dalla copertina, che vede ritratti i membri della band e che potrebbe far gridare allo scandalo i fan più oltranzisti. Alles in Allem si fonda infatti sulla melodia e sul silenzio, lasciando da parte i soliti ritmi martellanti e ipnotici per convogliare l'attenzione su una proposta più semplice, immediata, ma non per questo meno elegante e ragionata. Alles in Allem è un viaggio introspettivo per le strade di Berlino (anche se quella che in origine doveva essere la title track, Welcome to Berlin, è stata addirittura eliminata dalla tracklist definitiva), un viaggio fatto di ricordi vividi e intensi, una reinterpretazione dell'assemblaggio e dell'indipendenza musicale che da sempre ha caratterizzato l'ideologia degli Einstürzende Neubauten. E se andiamo a sviscerare le singole tracce, troveremo di tutto: dai ritmi ossessivi e incalzanti dell'opener Ten Grand Goldie, tra campionamenti e ripartenze improvvise, al folk della successiva Am Landwehrkanal. E ancora, Zivilisatorisches Missgeschick che riporta alla mente i deliri rumoristici dell'epoca Halber Mensch, immediatamente contrapposta agli archi avvolgenti della successiva Taschen, mentre la title track è forse la vetta emotiva dell'intero lavoro, resa intensa e toccante anche alla prestazione vocale di Blixa Barxgeld. E vanno citate almeno Seven Screws, a causa dell'atipica commistione di inglese e tedesco nelle liriche, e la conclusiva Tempelhof, ultimo catartico viaggio per le strade di Berlino (nello specifico, nell'omonimo aeroporto ormai dismesso), mentre veniamo cullati dagli archi ancora una volta.

Insomma, ogni traccia ha una sua particolarità e un suo perché e sebbene qualche pezzo possa sembrare anonimo (Möbliertes Lied su tutti), il collage concettuale e stilistico funziona, e funziona dannatamente bene. Alles in Allem è un disco di rock rivoluzionario nell'anima e dalle tinte pop all'esterno, poiché facilmente fruibile e potenzialmente diretto a tutti. Gli Einstürzende Neubauten hanno ormai intrapreso la strada della raffinatezza e dell'eleganza, senza però rinunciare alla sperimentazione: anche se le porte delle fabbriche in periferia si sono chiuse probabilmente per sempre, la band ha ancora molto da dire, in maniera forse più attuale, più immediata che in passato, ma comunque incredibilmente enigmatica e intrigante.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
71.5 su 2 voti [ VOTA]
El Faffo
Domenica 5 Luglio 2020, 23.04.04
3
Li vidi dal vivo un venti e passa anni fa... Pazzeschi.
gamba.
Domenica 5 Luglio 2020, 20.39.09
2
la commistione di inglese e tedesco non è poi tanto atipica, basti pensare a defenestrazioni, brano di blixa e teho teardo, che a tedesco e inglese somma anche l'italiano, simile discorso anche per il brano mi scusi. ho il biglietto per vederli a settembre, comprato pre covid, sperando che non venga cancellato.
tartu71
Domenica 5 Luglio 2020, 9.50.32
1
sempre grandi
INFORMAZIONI
2020
Potomak
Avantgarde
Tracklist
1. Ten Grand Goldie
2. Am Landwehrkanal
3. Möbliertes Lied
4. Zivilisatorisches Missgeschick
5. Taschen
6. Seven Screws
7. Alles in Allem
8. Grazer Damm
9. Wedding
10. Tempelhof
Line Up
Blixa Barxgeld (Voce, Chitarra, Tastiere, Percussioni)
Alexander Hacke (Chitarra, Basso, Cori)
Jochen Arbeit (Chitarra, Voce)
N.U. Unruh (Percussioni, Voce)
Rudolf Moser (Percussioni, Voce)
 
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