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Skunk Anansie - Post Orgasmic Chill
12/07/2020
( 711 letture )
Post Orgasmic Chill è il capolavoro degli Skunk Anansie e lo è per una ragione semplicissima: è praticamente perfetto, o quasi.

Maturo, ragionato ma rabbioso, magari non come i più rudi predecessori ma in ogni caso poco gentile e suonato in maniera impeccabile e, soprattutto, composto da canzoni che lasciano il segno. È perlomeno arduo, se non addirittura impossibile, individuare un filler nella tracklist dell'album, ogni brano risulta vivo e lascia memoria di sé a fine ascolto, sono quasi tutti potenziali singoli, vere hit. Riuscite a trovare un riempitivo in questo disco? Lo è forse The Skank Heads, che col suo punk furioso è il trait d'union con i precedenti full length? No, non lo è. E allora candidiamo Cheap Honesty? Non è possibile, il suo ritornello cadenzato dalla chitarra di Ace Kent continua a fluttuare in testa già solo leggendone il titolo; inutile girarci intorno, dopo il successo planetario di Hedonism che ha rivelato al mondo la loro esistenza, gli Skunk Anansie hanno avuto il merito di cavalcare l'onda con un lavoro eccellente sotto ogni punto di vista. Certo, l'interessamento di una major come la Virgin può averli agevolati e sicuramente l'ottimo apporto alla consolle di un produttore del calibro di Andy Wallace, da sempre al lavoro con i grandi della scena heavy, è la ciliegina sulla torta (fantastico in particolare il suono del basso di Cass Lewis). Ma una voce come quella di Skin non è artifizio a cui possa pensare la casa discografica di turno, quello è talento puro che se abbinato a musica ben scritta e composta, dà risultati straordinari. Si rischia di cadere nel track by track per evidenziare i pregi di Post Orgasmic Chill: fin dalla cupa partenza elettronica di Charlie Big Potato che sfocia poi nel metallico riff si intuisce che gli inglesi non scherzano affatto, e la song si rivela un'opener coinvolgente e dall'ipnotica violenza, così come discreta mazzata risulta il manifesto di denuncia sociale On My Hotel T.V. Quando il quartetto si dedica alle ballad -You'll Follow Me Down, Tracy's Flaw, Secretly- lo fa con una classe sopraffina e avvalendosi della sezione d'archi di Wil Malone (già collaboratore di nomi quali Black Sabbath, Maiden e The Verve, giusto per citarne un paio) per poi dimostrare con altrettanta facilità di saper picchiare duro all'occorrenza -And This Is Nothing That I Thought I Had, We Don't Need Who You Think You Are- senza mai sfigurare. Il degno finale di tale platter non può che essere un brano del calibro di I'm Not Afraid, malinconico addio che si concretizzerà di lì a breve con il momentaneo e traumatico scioglimento della band a favore della carriera solista di Skin -e soci- ma, come si suol dire, questa è un'altra storia.

Possiamo ripeterci che la genuina rabbia del debutto è solo un ricordo, che Stoosh era meno curato ma più "di pancia" e che il pluripremiato Post Orgasmic Chill è più levigato, studiato, e -in definitiva- commerciale: e quindi? Il fatto che un album abbia venduto tantissimo deve essere per forza essere visto come un fatto negativo? O forse, più semplicemente, può significare che si tratta effettivamente di un disco riuscito in tutto e per tutto e finalmente riconosciuto come tale anche dalle masse?



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
90 su 1 voti [ VOTA]
Duke
Martedì 14 Luglio 2020, 22.32.57
3
Bel disco...
Galilee
Lunedì 13 Luglio 2020, 12.18.08
2
Gran disco, ma il primo lo preferisco. Il secondo invece è quello che mi piace meno. Qui il songwriting torna ad essere ad altissimi livelli, per non parlare dell'ottima produzione.
Enrico Bustaffa
Lunedì 13 Luglio 2020, 10.18.41
1
per me un classico. Lo comprò mia sorella l'anno dell'uscita ed è uno di quei dischi con cui sono cresciuto
INFORMAZIONI
1999
Virgin
Alternative Rock
Tracklist
1. Charlie Big Potato
2. On My Hotel T.V.
3. We Don't Need Who You Think You Are
4. Tracy's Flaw
5. The Skank Heads
6. Lately
7. Secretly
8. Good Things Don't Always Come to You
9. Cheap Honesty
10. You'll Follow Me Down
11. And This Is Nothing That I Thought I Had
12. I'm Not Afraid
Line Up
Skin (Voce, Theremin e Vibrafono)
Ace (Chitarra)
Cass (Basso, Programming)
Mark Richardson (Batteria e Percussioni)

Musicisti Ospiti
Wil Malone (Archi e Arrangiamenti)
Andy Wallace (Organo su traccia 12)
 
RECENSIONI
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