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Road Syndicate - Smoke
17/07/2020
( 779 letture )
Siete sempre bendisposti di fronte alla prospettiva di ascoltare un po' di sano, caro, vecchio hard rock con venature southern/blues, vero? Bene, perché abbiamo in serbo per voi una band nuova di zecca, benché formata da musicisti esperti e navigati: loro sono i Road Syndicate, vengono dalla Capitale e, come detto, mescolano nella loro musica hard rock di stampo classico con influenze southern rock e blues di chiaro stampo a stelle e strisce: loro stessi, non a caso, indicano quali principali ispirazioni artisti come KISS, Deep Purple ed AC/DC, ma anche Bruce Springsteen e Bob Seger. Un bel mix, no?

Con un simile parterre di influenze e l'esperienza accumulata dai musicisti in tanti anni di fedele devozione al rock, era facile immaginare un debutto di buon livello, cosa che si verifica puntualmente con questo Smoke. Il disco (non fate caso solo alla copertina...) è inaugurato da Why, subito introdotta da un bel riff di chitarra ad opera di Fabio Lanciotti, che ci conduce attraverso un pezzo coinvolgente ed incalzante, con qualche gradevole coro a corroborare lo stile del gruppo; la voce del singer Lorenzo Cortoni, graffiante al punto giusto, ricorda un po' quella di Bradley Cooper nel film A Star is Born, dove il nostro recita al fianco di Lady GaGa, artista peraltro notoriamente di ampie vedute. La produzione, per trattarsi di un disco hard rock/blues, è forse fin troppo “limpida”, mentre in questi casi ci sentiamo di preferire un sound più sporco, ma in ogni caso i suoni sono potenti e cristallini. Drifting, a sua volta inaugurata da cori, che ai nostri piacciono molto, ha un che dei Montrose e coinvolge grazie ad un sottofondo musicale sapientemente orchestrato, con un bel lavoro da parte di tutti; molto valido anche il ritornello, che immaginiamo farà faville dal vivo. Get Away è un altro brano che più hard rock non si può e, pur facendo uso di tutti i possibili trucchi del genere, diverte ed invoglia all'ascolto ripetuto. Nessuno, del resto, chiede a questi ragazzoni di inventare alcunché, ma solo di farci divertire ed ascoltare un po' di sano rock, oltre che farci dimenticare un po' questo maledetto periodo storico che stiamo tutti vivendo. Con Turning to Smoke i nostri dimostrano la varietà di stili che risultano in grado di padroneggiare, regalandoci una canzone più tipicamente southern rock, con una gradevole atmosfera alla Bob Seger; forse per “tranquillizzare” gli amanti dell'hard rock, la successiva Not Coming Back colpisce dritta in faccia con un riff di granito ed un ritorno alle atmosfere ascoltare nei primi pezzi dell'album; a noi piaceva anche la precedente canzone, ma il ritorno è assai gradito! Voodoo Queen, dedicata alla nefasta influenze che talune donne hanno sui loro partner, fa pensare già dal titolo ad un pezzo più “paludoso” ed in effetti è proprio ciò che ci aspetta: rock più “oscuro” e carico di groove, per uno degli highlights del disco. Si prosegue con la grintosa Out of my Head, valida ma nel complesso forse meno brillante rispetto ad altre canzoni, per poi tornare ad uno stile più cupo con Silent Scream, dove il singer offre una delle prestazioni migliori di tutto il disco, ben assistito, come del resto già in precedenza, dalla sezione ritmica formata da Emiliano Laglia e Cristiano Ruggiero. Per chiudere le danze, infine, c'è anche il tempo di una buona cover di Do You Love Me? dei KISS, band che i nostri (in particolare il chitarrista) paiono proprio adorare: un pezzo del genere, del resto, hard rock carico di cori, sembra semplicemente perfetto per una loro cover!

Giunti alla fine di questo bel viaggio, tirando le somme, possiamo certamente promuovere con convinzione i Road Syndicate: come detto, non inventano nulla, ma del resto neppure si ripropongono di farlo: quel che fanno -e lo fanno bene- è suonare hard rock intenso, coinvolgente ed appassionante. E, come si dice in questi casi, scusate se è poco.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
66.5 su 2 voti [ VOTA]
broken arrow
Venerdì 24 Luglio 2020, 13.49.01
2
Nulla di che ma neanche pessimi, la mia preferita rimane la corale Drifting, altri due-tre pezzi belli ci sono, il resto un po anonimo, assolutamente sufficienti comunque
McCallon
Venerdì 17 Luglio 2020, 15.00.04
1
Ho letto l'intervista e mi ha incuriosito molto, dovrò recuperarlo a breve.
INFORMAZIONI
2020
Autoprodotto
Hard Rock
Tracklist
1. Why
2. Drifting
3. Get Away
4. Turning to Smoke
5. Not Coming Back
6. Woodoo Queen
7. Out of My Head
8. Silent Scream
9. Do You Love Me? (KISS cover)
Line Up
Lorenzo Cortoni (Voce, Chitarra)
Fabio Lanciotti (Chitarra)
Emiliano Laglia (Basso, Cori)
Cristiano Ruggiero (Batteria)
 
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