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Bofo Kwo - Space/Time Carnivorium
19/07/2020
( 673 letture )
Bofo Kwo è un progetto musicale che nasce in Finlandia nel 2014 e giunge ora al debutto con il primo album, Space/Time Carnivorium. È possibile definire questo debut e l'intero progetto Bofo Kwo come un grande "concept", con storia e personaggi pensati e impersonificati dagli stessi musicisti. Ripercorriamo quindi le tappe per capire meglio: Ted Egger, mente e voce della band, concepisce una particolarissima e paradossale storia che viene raccontata prima tramite delle novelle che poi, oltre ad essere tutt'oggi in corso d'opera, vengono successivamente messe in musica. Gli stessi musicisti prendono poi il monicker dai nomi dei personaggi e durante i brani ne interpretano il ruolo. Veniamo ora alla storia: Space/Time Carnivorium segue il viaggio di tre cannibali di nome Bofo Kwo, Bomari e Wamufo durante il loro viaggio in fuga dalla Terra verso due pianeti nei quali lasciano una scia di carneficine e massacri nei confronti di esseri alieni, il tutto per ottenere poteri di immortalità e diventare un giorno futuri "Dei dell'Oro". Tutto fuori da ogni logica e schema, e ad un primo impatto può sembrare oltre il paradossale e quasi folle, come la musica di questi finlandesi etichettati sommariamente come "symphonic black metal". In realtà abbiamo a che fare con una proposta artistica e con dei musicisti davvero originali, che non badano a etichette o a definizioni ma semplicemente fanno ciò che amano fare e che li diverte, e pertanto è difficile trovare band a cui paragonarli.

Un genere quindi veramente crossover, in cui ogni brano è un capitolo a sé stante, con molto black metal come filo conduttore ma anche industrial, doom, grunge, punk e noise, un vero e proprio calderone di influenze e stili. Una proposta che non è da pensare come un guazzabuglio messo in note, perché qui ogni genere è utilizzato per rimarcare i diversi aspetti narrativi della storia che sta dietro al concept. Inoltre è da porre l'accento sul talento messo in atto per spaziare con questa disinvoltura tra i vari stili, senza risultare patetici o inconsistenti.
Come suona questo Space/Time Carnivorium quindi? Il lavoro in studio è notevole, il suono è moderno, molto definito e digitale, con una batteria triggerata molto profonda e presente. Il basso è granitico con tonalità medio-basse che donano spessore a ogni brano, le chitarre suonano limpide e chiare con suoni prevalentemente industrial, e se volessimo paragonarli a qualche nome per rendere l'idea più chiara potremmo avvicinare i suoni agli ultimi lavori black/industrial dei Samael. Menzione a parte per le voci, soprattutto la principale che è quella di Ted Egger. La sua prestazione è pressoché superlativa, assolutamente non da puristi del black metal, ma il suo scream si adatta a ogni brano con sfumature sempre differenti, a tratti con l'ausilio di effetti ma sempre con un'intensità e una interpretazione unica.
Il disco si apre con Plate Of Hate, un brano di quasi sette minuti, in cui una base sinfonica alternata a riff principalmente black torna a riproporsi per tutta la durata del pezzo, assieme a stralci di parole in diverse lingue quasi come se fosse un intermezzo radiofonico. Nella successiva Second Sun a farla da padrone è la voce di Egger, che offre uno scream sofferente e doloroso alternato a brevi fraseggi di vocals femminili quasi eteree. Le atmosfere suscitate in questo brano sono veramente agghiaccianti, grazie anche all'utilizzo delle tastiere. Nel terzo brano Epic i ritmi sono molto rallentati, la cadenza inizialmente è al confine col doom per poi aprirsi e dilatarsi man mano con intrecci di grida e gorgoglii, per sfociare in un tripudio finale ai limiti della cacofonia noise più estrema. Si torna a cambiare scenario in New Destination. Qui i ritmi sono apertamente black'n'roll, un brano dal sapore punk davvero bizzarro e frenetico, per poi passare a uno dei pezzi più riusciti e trainanti del disco ovvero Green Leviathan. In questa traccia i ritmi si fanno marziali e industrial, le chitarre sono pesanti e i riff sono dei veri macigni di ritmica, tra cui si inseriscono anche degli ottimi suoni di synth, il tutto a ricordare per certi aspetti i migliori Rammstein. Altro scenario invece in Bullets Of Despair dove si ritorna nuovamente a percorrere i sentieri del black metal più tradizionale. I ritmi tuttavia non sono estremamente veloci e a riproporsi per tutto il brano abbiamo un riff monocorde ripetitivo e ossessivo che crea una vera e propria melodia maligna. Spetta a The Massacre il compito di chiudere l'album, in un ottimo esempio di come l'atmosfera e l'intensità possano dominare una canzone; un'aura sinistra e malvagia pervade il brano facendo sembrare all'interno di un film dell'orrore per tutta la sua durata.

Sono molti gli aspetti da soppesare in questo album: è affascinante e attraente, ogni brano è un capitolo a sé, i generi proposti sono moltissimi, la qualità è indiscussa anche se così tanto particolare da poter sembrare eccessivo o presuntuoso. Space/Time Carnivorium è un album unico nel suo non essere un genere, senza ombra di dubbio coraggioso e molto all'avanguardia come concetto e come proposta musicale. Un disco che volutamente si pone oltre le etichette e i canoni standard ma che utilizza la musica in ogni sua sfumatura per raccontare una storia. In questo e nel cavalcare il limite tra genio e follia i Bofo Kwo si sono rivelati dei veri e propri maestri.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
d.r.i.
Martedì 28 Luglio 2020, 12.29.48
2
Alternano cose buone a pezzi assolutamente inutili (chi ha detto la soporifera the massacre?) comunque per me ben lungi dall'80 sarei più sul 65. Onestamente non credo lo riascolterò in futuro.
Jan Hus
Martedì 28 Luglio 2020, 10.39.21
1
Li ho ascoltati e non c’ho capito una mazza. Come andare sulle montagne russe. Però non ho avuto l’impressione di aver sprecato del tempo vitale.
INFORMAZIONI
2020
Sliptrick Records
Symphonic Black
Tracklist
1. Plate of Hate
2. Second Sun
3. Epic
4. New Destination
5. Green Leviathan
6. Bullets Of Despair
7. The Massacre
Line Up
Ted Egger "Bofo Kwo" (Voce)
Janne Winther "Bomari" (Voce)
Elmo Winther "Lord Elmonioz" (Voce)
Kimmo Lindholm "Wamufo" (Chitarra)
 
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