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Goeden - Beyond Darkness
22/07/2020
( 534 letture )
Forse il nome di questa band non è tra i più popolari, in quanto per parlare dei Winter bisogna fare un salto indietro nel tempo di ben 23 anni, allorquando la band si formò - nel lontano 1989 - in quel di New York. Questo terzetto americano, del quale forse oggi in pochi ricorderanno l'esistenza, rappresenta una delle primissime formazioni a spingersi su sonorità doom estremamente lente e soffocanti, ben prima di nomi celebri come Thergothon, Skepticism e Cathedral, così da essere considerato oggi una vera e propria cult band. In quel periodo non si parlava ancora di doom/death - difatti non esisteva una vera e propria scena -: l’etichetta inizierà a diffondersi solo dopo qualche anno con le prime uscite di Paradise Lost e My Dying Bride che faranno da apripista ad una miriade di pubblicazioni interessantissime a cavallo tra il 1991 ed il 1993.

Così iniziava la nostra recensione di Into Darkness degli Winter, uscito nell'anno di grazia 1990, ottenendo parecchia attenzione negli ambienti doom dell’epoca. Il gruppo creato da Stephen Flam, tornato in attività tra il 2010 e il 2015, è stato considerato un cult dalle generazioni successive. Cosa c’entra in questo contesto? Semplice: a distanza di trent'anni da quella pubblicazione, esce Beyond Darkness dei Göden, ideale continuazione spirituale di quell’album di sei lustri fa. La formazione prevede infatti la presenza di Flam, di Tony Pinnisi (tastierista su Into Darkness) e Vai Kallas (basso e voce), ognuno col suo personaggio. Il nome stesso del gruppo riprende poi il titolo di un brano dell’album del Novanta. Senza contare la presenza in scaletta di una versione di Winter, già presente in un demo del 1989 e qui riproposta completa di testo, prima assente.

L’album suona infatti come suo diretto successore e step più maturo rispetto al recentemente ripubblicato (insieme all’EP Eternal Frost) Into Darkness - anche il titolo non è casuale, quindi - e getta di conseguenza un ponte tra passato, presente e presumibile futuro. Ma si tratta di un ponte solido, oppure ci troviamo di fronte a una di quelle “operazioni nostalgia” che lasciano il tempo che trovano e talvolta sviliscono anche il ricordo del disco di riferimento del gruppo? Beyond Darkness suona indubbiamente familiare e tuttavia si distingue dal passato per una piccola "riverniciata" della musica che però (ed è questo l’importante), non tradisce affatto l’oscuro e sinistro mondo interiore degli Winter. Gli aggettivi sono praticamente obbligati: inquietante, diverso, pesante (in senso lato), ma a sorpresa anche fruibile. Chiaramente considerando l’ambito di appartenenza del gruppo e non certo il mercato generalista. Più etereo per merito del lavoro delle tastiere, il disco racconta un concept diverso, una storia con tre personaggi, ognuno con peculiarità proprie. Stephen Flam nel ruolo di "Spacewinds", il tempo e lo spazio in cui abitano questi personaggi; Vas Kallas in quello di NXYTA (Dea della notte) e Tony Pinnisi come "Profeta di Göden", che parla nel nome di Göden a rappresentare la luce. La contrapposizione tra buio e luce è il fulcro del Cd. Proprio le tastiere rendono tutto molto coeso e in un certo modo più arioso, per quanto questo termine possa attagliarsi ad una proposta di questo tipo. Nonostante una durata non certo contenuta che supera i settantacinque minuti, Beyond Darkness scorre carsico per larghi tratti, per poi offrire mediante il lavoro di Pinnisi ampi squarci di quella luce di cui parlavamo prima, a contrastare il cantato gutturale di Vas Kallas e le chitarre perfettamente nel mood dello stile. Per quanto riguarda la scaletta, l’iniziale Glowing Red Sun, strumentale della durata di oltre nove minuti, è il manifesto del gruppo e del disco. Muovendosi lungo la spina dorsale delle otto Manifestation del concept, brani più brevi tastiere/spoken words, ci si imbatte in molti brani qualità superiore alla media. Vuoi per una sorta di immediatezza altera (Cosmic Blood), vuoi per la presenza di spunti che catturano l’interesse contribuendo all’atmosfera complessiva del lavoro (Komm Suster Tod, con l’intervento del violino di Margaret Murphy), arrivando ad I Am Immortal e alla conclusiva reinterpretazione di Winter, che in questa nuova versione "vestita" sembra più un nuovo brano che la ripresa di uno vecchio. Questi gli highlights di Beyond Darkness.

Prodotto discografico certamente di nicchia come tutto il doom di questa estrazione, Beyond Darkness è solenne, misticamente opprimente eppure "elevato" e come già accennato, non stanca a dispetto della lunghezza. Questo, lo ribadisco ancora, è merito del lavoro di tastiere che spesso tolgono quel senso di claustrofobico che viene molto apprezzato dagli appassionati, ma in questo caso non produce detrimento per il disco. La band d’origine resta sempre sullo sfondo, ma Stephen Flam riesce a fare dell’altro senza farlo davvero, centrando così il bersaglio grosso. Portare gli Winter nel nuovo millennio senza tradirli e con un nome diverso. Creando qualcosa di nuovo e di vecchio contemporaneamente, un’evoluzione del passato suono doom/death compreso, restando fedeli a se stessi.
Direi quasi che si tratta di un album davvero piacevole, se tale aggettivo fosse minimamente adatto alla band statunitense.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
77.83 su 12 voti [ VOTA]
Kriegsphilosophie
Mercoledì 5 Agosto 2020, 21.40.13
3
Lo sto ascoltando tantissimo, davvero bello!
Duceboia
Martedì 28 Luglio 2020, 0.41.56
2
Di scacciò che non riesco a smettere di ascoltare! Almeno un 88 o 90.
Muki97
Domenica 26 Luglio 2020, 18.21.19
1
Madonna che gruppone mi avete fatto scoprire! Devo andare a recuperare anche quei Winter di cui si parla nella rece mi sa
INFORMAZIONI
2020
Svart Records
Doom
Tracklist
1. Glowing Red Sun
2. Manifestation I - Tolling Death Bells
3. Twilight
4. Manifestation II - A New Order
5. Cosmic Blood
6. Manifestation II - The Spawn of Malevolence
7. Komm Susser Tod
8. Genesis Rise
9. Manifestation IV - The Progeny of Goden
10. Dark Nebula
11. Manifestation V - The Epoch of Goden
12. I Am Immortal
13. Manifestation VI - The Beginning and the End
14. Ego Eimie Gy
15. Manifestation VII - Gaia Rejuvenated
16. Night
17. Manifestation VIII - A New Age
18. Thundering Silence
19. Winter
Line Up
NXYTA/Goddess of Night (Voce)
Spacewinds (Chitarre, basso, tastiere addizionali)
The Prophet of Goden (Tastiere)
 
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