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River of Souls - Usurper
23/07/2020
( 333 letture )
Giungono con Usurper alla loro seconda pubblicazione i River of Souls, band olandese fondata nel 2014, che anche in questo full lenght, nel corso delle otto tracce, si muovono tra pesantissimo doom, parti più melodiche (influenzate dai My Dying Bride, i quali vengono tributati nell’edizione speciale sul secondo CD con una cover del loro brano God is Alone) e parti più veloci, con influenze heavy e death.

I cui componenti degli Usurper sono figure ben inserite nel settore in quanto facenti parte di svariate band della scena metal olandese e riescono in questo nuovo disco prodotto e pubblicato indipendentemente a tirare fuori buoni spunti, dimostrando l’efficacia della loro proposta, pesante ma scorrevole e piacevole, grazie anche alla presenza di elementi di svariati generi che ben si legano tra loro. Sicuramente l’identità della band è quella che si poteva intravedere nel primo disco The Well of Urd (2017) e nel successivo EP The Nihilist (2018), ma sono stati fatti grandi passi avanti su tutti i fronti: la produzione è ben curata e non sfigura nemmeno dinnanzi ai dischi dei big del genere, così come la formula, che a sentire la band è ancor più pesante che in precedenza.
Il disco si apre con la strumentale Harbinger (le altre strumentali del CD sono Fateweaver e The Tightening), che mostra dai riff, delle melodie e dei suoni di chitarra sullo stile dei My Dying Bride. La prima canzone cantata è Of Pit and Snare, dove alla grande componente melodica e alle pesanti ritmiche si affianca il growl di Bart de Greef, che offrirà una prestazione consistente per tutto il disco. At Rope's End mantiene invariata la proposta sul piano musicale, ma per la prima metà presenta una voce non in growl, potente e comunque adatta al contesto. Con la titletrack Usurper che nei suoi quasi dieci minuti di durata in una prima fase va a premere sull’acceleratore per quanto concerne le ritmiche, alternate a fraseggi e a parti più lente e dilatate, per poi essere spezzata a metà da un arpeggio e da un assolo che lanciano l’ascoltatore in un finale di nuovo aggressivo e incalzante. A Spirit's Weight è puro doom, che va a contrapporsi alla strumentale Fateweaver, con i suoi riff e le sue ritmiche veloci e taglienti. Altro brano di un certo peso è The Tightening, che sfiora i dodici minuti, mettendo in campo tutte le sfumature dei River of Souls, dal virtuosismo del primo assolo, ai riff heavy sentiti in precedenza, alle tonalità più tendenti al death che più o meno si percepiscono ovunque in Usurper.

I River of Souls mettono tanta carne al fuoco con questo disco, ricco di contaminazioni, che vanno a sfiorare un po’ tutti i lati più spinti del metal. La scelta alla fine si rivela azzeccata: Usurper è un disco piacevole da ascoltare, che trasmette le sue vibrazioni, senza diventare mai tedioso, trasmettendo sì la tristezza e la pesantezza che ci si aspettano da un disco doom, ma mostrando a tratti un’energia furiosa, risultando un disco eterogeneo e coinvolgente. Ovviamente non si può dire che l’originalità sia un punto di forza considerando i limiti dovuti al genere e le pesanti influenze che facilmente si percepiscono, ma nel complesso, anche considerando che si tratta di una pubblicazione indipendente (peraltro di ottima qualità), non si può che rimanere soddisfatti dall’ascolto.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2020
Autoprodotto
Death / Doom
Tracklist
1. Harbinger
2. Of Pit and Snare
3. At Rope's End
4. Usurper
5. A Spirit's Weight
6. Fateweaver
7. The Tightening
8. Aftermath
Line Up
Bart de Greef (Voce)
Mathijs van de Sande (Chitarra nella traccia 8)
Paul Beltman (Chitarra, batteria)
Benjamin Hoogers (Basso)
 
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67
 
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