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Forgotten Tomb - Nihilistic Estrangement
24/07/2020
( 1141 letture )
Album numero nove per i piacentini Forgotten Tomb, che tornano nel 2020 a tre anni di distanza dall’ultimo We Owe You Nothing con sei brani nuovi di zecca per un disco capace di mettere d’accordo i fan delle ultime evoluzioni sludge, ma anche quelli nostalgici del vecchio e mai dimenticato depressive black metal degli albori. La maturità raggiunta dal trio è ormai assodata e i quaranta minuti secchi di Nihilistic Estrangement confermano il trend positivo del gruppo minuto dopo minuto, miscelando ingredienti diversi in maniera organica e compatta e rendendo l’ascolto sempre stimolante ascolto dopo ascolto.

Il riff di Active Shooter è già esplicativo da questo punto di vista, con il suo suono marcatamente black metal, ma un groove che prende tanto dallo sludge quanto dal doom più dolente; lo scream di Herr Morbid è acido quanto basta, ma sempre e comunque ben amalgamato nel mix generale, che si fa apprezzare in tutti i brani proprio per la già citata organicità del risultato finale. Il disco è stato prodotto e mixato dal bassista Algol in maniera del tutto analogica, con strumenti vintage e un’ottica retrò, e sebbene questo procedimento sia ormai millantato più come un vanto etico che come un modus operandi utile alla resa definitiva dei brani, c’è da dire che in questo caso l’approccio si nota e soprattutto si sente: la componente strumentale è compatta e mai sacrificata o eccessivamente compressa e il suono mai nettamente pulito, ma sempre leggermente sporco aiuta a calarsi nello spirito dell’album. Gli otto minuti del brano d’apertura scorrono velocemente e il senso di ipnotismo trasmesso dalle spirali della chitarra e dai ritmi lenti della sezione ritmica sono una caratteristica che si ripercuoterà in tutti gli episodi dell’album. Le due parti di Iris’ House sono altri due episodi cardine del disco, con la prima che gioca su suggestioni blueseggianti e fangose, che richiamano alla lontana sia gli Eyehategod che i Pantera di The Great Southern Trendkill (e forse la divisione in due parti del brano potrebbe esserne un ulteriore indizio), e la seconda, più interessante, che appesantisce ancora di più i suoni e le ritmiche ma stando maggiormente in territori black metal, con sezioni arpeggiate dalla forte carica malinconica. Distrust³ accentua le atmosfere catartiche e malinconiche introdotte dal brano precedente, muovendosi su binari più movimentati, ma mantenendo un arpeggio in clean come sottofondo presente in buona parte del minutaggio, che riporta vicino a certi episodi dei Novembre e setta le coordinate per il flusso emotivo rappresentato dalla titletrack, il momento più intenso dell’album. Gli otto minuti abbondanti di Nihilistic Estrangement sono un bagno di emozioni cupe e riflessive, che pescano a piene mani dal black metal più atmosferico tanto (ab)usato degli ultimi anni per costruire un brano fluido e ovattato, impreziosito da un testo nichilistico recitato con sentita sofferenza dal sempre bravo Herr Morbid. Quella sensazioni di ipnotismo di cui si parlava prima è qui presente in abbondanza e cattura l’ascoltatore nelle sue spire senza via di scampo, ma è una trappola in cui si cade decisamente volentieri. Un brano questo che potrà fare la felicità di chi ancora ascolta con le lacrime agli occhi un album come Springtime Depression. Chiude l’album RBMK e lo fa nel modo migliore, ovvero continuando sul sentiero del black metal atmosferico, anche se con qualche strappo alla regola più che gradito. Un ritmo non regolare tenuto dalla batteria di Asher e chitarre in tremolo picking che accompagnano la voce straziata su un tappeto etereo di arpeggi riverberati che crescono sempre di più fino a scomparire in una nebulosa di distorsioni che porta dritti alla conclusione del brano. E finalmente si può tornare a respirare, dopo l’apnea.

Nihilistic Estrangement in conclusione è un altro ottimo disco dei Forgotten Tomb, che sicuramente si piazza un gradino sotto il precedente We Owe You Nothing in quanto a immediatezza, ma guadagna in coerenza e in qualità sonora, da godere appieno mettendo il disco sul piatto e alzando a dovere il volume. Aggiungiamo poi che i tre stavolta azzeccano pure una bella copertina dal tono evocativo ed ecco che anche dal lato grafico l’acquirente è soddisfatto. Immergersi nelle suggestioni tanto glaciali quanto talvolta asfissianti di questi brani è un’esperienza capace di assorbire l’ascoltatore e sono pochi i difetti riscontrabili una volta terminato l’ennesimo ascolto. C’è da dire che chi poco ama le contaminazioni in campo black metal storcerà il naso, così come accade con la band piacentina da ormai un paio di album a questa parte, ma chi invece è disposto a cedere alla sua integrità per scoprire il suono dell’”alienazione nichilistica” non ne rimarrà affatto deluso.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
81.02 su 48 voti [ VOTA]
Black Me Out
Lunedì 27 Luglio 2020, 9.15.15
5
@Pacino tu dici che di black c'è poco in questo disco? Io lo avrei detto semmai per i due album precedenti, qui di black se ne recupera molto a mio parere, anche se posso capire il tuo pensiero.
Pacino
Domenica 26 Luglio 2020, 12.14.56
4
Una migliori band uscite dal bel paese. Di Black c'è poco, ma fantastico lavoro. Voto 93.
Remy
Domenica 26 Luglio 2020, 9.39.56
3
E chi se ne frega.
Black Me Out
Sabato 25 Luglio 2020, 15.30.16
2
Ok @Remy, ma intanto il voto lettori (tra cui tu sei incluso?) parla un'altra lingua.
Remy
Venerdì 24 Luglio 2020, 21.21.55
1
Abbatteteli.
INFORMAZIONI
2020
Agonia Records
Black
Tracklist
1. Active Shooter
2. Iris’ House Pt. I
3. Iris’ House Pt. II
4. Distrust³
5. Nihilistic Estrangement
6. RBMK
Line Up
Ferdinando “Herr Morbid” Marchisio (Voce, chitarra)
Alessandro “Algol” Comerio (Basso)
Kyoo Nam “Asher” Rossi (Batteria)
 
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