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Grave Digger - Excalibur
25/07/2020
( 707 letture )
Era il 1999 quando i Grave Digger completarono una loro prima trilogia medievale iniziata nel 1996 con Tunes of War, con un concept incentrato sulla nascita della Scozia e sulle gesta di William Wallace, proseguita poi nel 1998 con Knights of the Cross, basato sui templari e la ricerca del Sacro Graal. Con Excalibur la band tedesca va a narrare la mitologia fantastica che ruota attorno alla figura di Re Artù e i suoi cavalieri della tavola rotonda.

Giunti al nono album della loro carriera i Grave Digger hanno da tempo raggiunto una certa fama e un loro stile riconoscibile, difatti non emergono cambiamenti significativi a livello musicale e sonoro rispetto agli altri dischi della trilogia medievale, restando sempre in campo speed/power, con le solite ritmiche belle veloci su cui si incastra la particolare voce di Chris Boltendahl. Dopo The Secrets of Merlin, piccola e piacevole traccia strumentale introduttiva, che si distingue per l’utilizzo di cornamuse e flauti, inizia Excalibur, che con Pendragon, brano in pieno stile Grave Digger, con il solito tocco di cornamuse, in cui si procede con la narrazione, partendo dalla figura di Uther Pendragon, padre di Artù. Seguono la titletrack Excalibur e The Round Table (Forever), che descrivono le figure della mitologica spada di Artù e dei suoi cavalieri, nella prima sempre con un power lanciatissimo, nella seconda rallentando leggermente, a favore di una tonalità più ritmata, sempre piena di cori ad arricchire i ritornelli. Ottimo anche l’apporto di Uwe Lulis, che tira fuori sempre grandi assoli, pieni di tecnica e gusto, che vanno ulteriormente ad impreziosire canzoni di un certo calibro (tant’è che vengono costantemente riproposte in sede live a vent’anni dalla loro pubblicazione). Con Morgane Le Fay viene trattata la figura di Fata Morgana e con The Spell, quella della Dama del Lago, figura controversa, di cui Merlino si innamora e ne diviene prigioniero, perdendo i suoi poteri. In queste due canzoni vengono ben modulati gli elementi power con parti più rilassare, con arpeggi di chitarra, elementi folk e strofe cantate in maniera pulita, generando una bella dinamica e spaccando un po’ la compattezza che domina per tutto l’album. Tristan's Fate riporta il disco su tonalità aggressive, ritmiche serrate e a una vocalità più “sporca”, raccontando la celebre storia di Tristano e Isotta (essendo Tristano in alcune versioni del racconto un cavaliere di Artù, vicenda che non collega le due leggende nelle loro prime versioni), così come Lancelot, altro brano basto su una storia d’amore famosissima, quella tra Lancillotto e Ginevra. Mordred's Song, The Final War e Emerald Eyes (un brano lento, cantato con la solita voce di Chris Boltendahl), raccontano la fine di re Artù, iniziata con il tradimento di Mordred, la sua morte in battaglia e le sue ultime parole a Ginevra. Si chiude il racconto (e il disco) con un'altra canzone all’insegna del power, Avalon, leggendaria isola verso la quale venne portato re Artù a morire.

Excalibur, per il suo concept e in termini musicali è un disco estremamente compatto e costante, senza punti morti e con pochi momenti particolarmente degni di nota, tra i quali si potrebbero citare proprio la titletrack e Morgane Le Fay. È un album suonato con esperienza ed estro, che mette in luce le grandi qualità dei Grave Digger, la loro grande capacità di lavorare in questo contesto, suonando intorno a una narrazione e la loro passione per la storia e la mitologia Inglese. Nel complesso si tratta indubbiamente di uno degli album più riusciti della band, che tra mille cori, assoli e salti tra speed/power e parti dal gusto folk, più lente ed evocative, convince e anche a distanza di anni si lascia ascoltare piacevolmente.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
83.45 su 11 voti [ VOTA]
Radamanthis
Lunedì 27 Luglio 2020, 14.18.05
7
Disco sensazionale, un ottimo album che chiude il cerchio medioevale con Tunes e Knight. Top album, voto 88
InvictuSteele
Domenica 26 Luglio 2020, 22.21.11
6
Splendida chiusura della trilogia medievale, ovvero il loro picco artistico.
Aceshigh
Domenica 26 Luglio 2020, 12.07.21
5
Grandissimo album! Solo un filo sotto al precedente Knights of the Cross, che a mio avviso forse è l’apice (sicuramente uno dei vertici) della discografia. Morgane Le Fay, Lancelot, The Round Table, The Final War e la triste ballad Emerald Eyes fanno sempre il loro effetto! Comunque io da Heart of Darkness fino a The Grave Digger posso pescare ad occhi chiusi: tutti album splendidi. Voto 87
Leo
Domenica 26 Luglio 2020, 11.03.45
4
Ottimo album, il mio preferito di loro. Produzione buona, grandi riff qua e là, assoli di livello e buona dinamica tra veloce/lento/clean. 85
David D.
Sabato 25 Luglio 2020, 17.58.06
3
Gran bel disco, forse direi l'ultimo veramente ispirato dei Digger. I due successivi non sono niente male, poi da Last Supper (buon disco) in poi ci sarà l'effettivo declino, lento ma inesorabile. Excalibur però, vuoi anche per Uwe Lulis ancora in formazione, ha dei riff veramente da brividi. Disco bellissimo che chiude una trilogia perfetta. 85.
Shock
Sabato 25 Luglio 2020, 17.00.40
2
Si conclude il trittico sul medioevo dei Becchini, la parte migliore della loro discografia, e sempre con un grande disco. Uwe e Chris danno ancora una volta il meglio di sé con una serie di bellissimi brani, Excalibur, Morgane le Fay, Mordred's Song su tutte senza un calo. Peccato che a parte il successivo ed omonimo disco non si ripeteranno più su questi livelli. 85!!
Rob Fleming
Sabato 25 Luglio 2020, 15.57.25
1
Riesce a rendere bene le atmosfere dei testi. Per me niente di eccezionale, ma onesto e ben reso. 75
INFORMAZIONI
1999
GUN Records
Power
Tracklist
1. The Secrets of Merlin
2. Pendragon
3. Excalibur
4. The Round Table (Forever)
5. Morgane le Fay
6. The Spell
7. Tristan's Fate
8. Lancelot
9. Mordred's Song
10. The Final War
11. Emerald Eyes
12. Avalon
Line Up
Chris Boltendahl (Voce)
Uwe Lulis (Chitarra)
Jens Becker (Basso)
Hans Peter Katzenburg (Tastiere)
Stefan Arnold (Batteria)
 
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