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Gosta Berlings Saga - Konkret Musik
29/07/2020
( 603 letture )
I Gösta Berlings Saga sono tornati, seppur per i popoli mediterranei i due anni dal precedente Et Ex molto probabilmente non avranno rappresentato molto, per non dire addirittura nulla. La formazione svedese è invece una di quelle equipe capaci di meritare più di un’attenzione, nonostante la loro identità a cavallo tra passato e futuro, tra ciò che rappresenta il manifesto rock e ciò che dovrebbe stracciarlo per porne uno completamente nuovo. Konkret Musik allora incarna questi principi e le stesse dichiarazioni e intenti della band rappresentano la loro volontà di essere esattamente questo: un ponte tra il prog rock tradizionale e l’electro rock più avanguardistico.

Lo scetticismo potrebbe sorgere sin da subito al suono di queste parole, a ben vedere le band degli ultimi anni più che mai si appiccicano in ogni modo queste dichiarazioni quando una nuova release è prossima all’uscita. Spesso questi famosi dischi “maturi” in cui i lavori passati si uniscono a epifaniche maturazioni non sono altro che prodotti asettici ricoperti di marketing, i cui ascolti terminano molto velocemente, a essere onesti. Detta Har Hänt e Sersophane sono però la prova che il gruppo di idee in passato ne ha avute eccome, questi sono infatti tra i loro migliori lavori ancor’oggi, senza per questo far sfigurare l’acerbo debutto e il summenzionato Et Ex. Di conseguenza è più che lecito innalzare le aspettative di un quintetto le cui qualità sono risultate più che dimostrate -seppur non stiamo parlando dei nuovi Genesis, sia chiaro- e che avrebbero potuto tranquillamente graziarci in questi mesi estivi con buona musica.

La scelta di spalmare l’intero contenuto del platter in dodici tracce è di per sé un sinonimo di poliedricità, una proposta che insomma sin dalle prime battute mostra l’intenzione di proporre dinamicità e idee variegate, piuttosto che un concept massiccio e improntato a qualche meta-narrazione. Sin dalla opener Släpad si respirerà allora una ritmica a metà tra la psichedelia e il folklore svedese, tra toni anni ’80 e ’90 a elettronica cosmica capace di gettarti nello spazio più allucinogeno. Una eccessiva ripetitività si ravvisa d’altro canto nella successiva Vinsta Guldklocka, nonostante il suo inizio concitato e ben cadenzato; sentore di piattume che continua invero in The Pugilist e in A Fucking Good Man, seppur qualche buona idea qui e là sia ravvisabile. Nel complesso invece i pezzi tirati su in questo Konkret Musik sono piacevolmente sinistri, orrorifici a tratti, ansiogeni e opprimenti. Il basso di Tapper tartassa la funzionale Basement Traps proprio per anticipare questo aere malsano annunciato poc’anzi. Ancor più gotica è l’incalzante e ragionata Close to Home seppur la cervelloticità è più fumo che arrosto. Il brano migliore è però la title track, aperta da una furia al rullante e precisione al charleston degni di nota. Una particolareggiata cacofonia con un sogwriting complesso si perde in poliritmie e sincopi, aprendosi poi a una antipodale sezione arpeggiata delicatamente. Poi un intermezzo come sesta traccia ed eccoci nella seconda metà del disco. Partendo con le ottime linee di basso e il clima horror di To Never Return, la quale si evolve in melodie più dolci e raffinate, passando per Instrument VI con i suoi toni western. Tralasciando le già citate nona e decima traccia, le ultime due mandate di Konkret Musik sono affidate al ritmo funky di Förbifart Stockholm, il cui mellotron trova ampiamente giustizia insieme al finale affidato alle percussioni più che ispirate. Troviamo infine la conclusiva A Question of Currency, arrangiata da un giro arpeggiato di acustica e da un clima funereo che combatte a spada tratta con il guitarwork e il pianoforte sul chiudere, questi con toni meno oscuri ma decisamente agrodolci.

L’ultimo disco dei Gösta Berlings Saga è allora immaginabile come una medaglia e, come tale, con due facce: la prima è quella di un disco ispirato, assoggettabile a più ascolti attenti e nel complesso soddisfacenti, seppur con sprazzi di monotonia e senza quelle note jazzy che contraddistinguevano i precedenti lavori. L’altra è di un disco leggero, capace di intrattenere anche se ascoltato con superficialità, come sfondo alle giornate da “agenda piena” insomma. In qualità di ascolto estivo allora questa nuova release degli svedesi non è per niente male, un’opera strumentale di certo non visionaria o capace di emozionare fino alle lacrime, ma decisamente superiore a molti prodotti similari sfociati in dischi più da grande mercato radiofonico che da orecchie sofisticate. Consigliato? Sì, seppur con qualche riserva. Konkret Musik possiede il nome adatto al suo atipico DNA.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
83.66 su 3 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2020
Inside Out Music
Prog Rock
Tracklist
1. Släpad
2. Vinsta guldklocka
3. Basement Traps
4. Close to Home
5. Konkret music
6. Closing Borders
7. To Never Return
8. Instrument VI
9. The Pugilist
10. A Fucking Good Man
11. Förbifart Stockholm
12. A Question of Currency
Line Up
Rasmus Booberg (Chitarra, Sintetizzatore)
David Lundberg (Pianoforte, Mellotron)
Gabriel Tapper (Basso, Sintetizzatore)
Alexander Skepp (Batteria, Percussioni)
Jesper Skarin (Percussioni)
 
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