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Convocation - Ashes Coalesce
29/07/2020
( 412 letture )
In soli quattro anni dalla loro formazione, i finlandesi Convocation sono riusciti a creare un gran interesse attorno alla loro proposta fatta di doom esasperato ai limiti della corrente funeral e inserti death metal di rara ferocia, il tutto condito da sintetizzatori ed organi funerei capaci di far immergere l’ascoltatore nel profondo del baratro evocato dalla musica del duo. Se il precedente Scars Across aveva colpito critica e appassionati per il suo essere un blocco monolitico di cupo nichilismo sonoro, ecco che il nuovo Ashes Coalesce punta l’asticella ancora più in alto, estremizzando tutto ciò che i due membri del gruppo hanno presentato negli scorsi quattro brani datati 2018.

Innanzitutto anche in questo nuovo album i brani sono quattro e la durata media è decisamente sostenuta, dagli otto minuti di Portal Closed ai tredici abbondanti di The Absence of Grief, mentre i temi affrontati questa volta si fanno ancora più oscuri, intessendo quello che nelle parole del gruppo è:

uno studio sonoro sui concetti che riguardano la morte: dolore, rabbia e sfida, malinconia, accettazione, paura e ansia dell’ignoto.

Inutile dire come la musica dei Convocation riesca ad esaltare il concept di fondo evocando suggestioni invernali e paesaggi glaciali anche in pieno luglio. Le composizioni di LL si muovono su vere e proprie lastre di marmo, fatte di chitarre lontane e percussioni rallentate all’estremo che in un episodio come la già citata The Absence of Grief assumono i connotati di una processione funebre solenne, non lontano da certi episodi degli Skepticism. Il coinvolgimento che riesce a produrre un brano simile è paradossalmente elevatissimo, impossibile non seguire con l’orecchio il martellare lento ed incessante della batteria, così come il growling di MN, autore anche di tutti i testi, che produce dalle sue corde vocali una sorta di colata lavica scevra di ogni tipo di residuo umano. Il brano in questione risulta anche il migliore del disco e nel suo evolversi lungo l’elevato minutaggio assume anche caratteristiche prog, con una sezione corale di grande impatto che impreziosisce la seconda metà del brano e un finale dal ritmo più sostenuto che eleva ancora di più gli elementi “sacrali” della composizione.
La produzione di Greg Chandler degli Esoteric è azzeccata lungo tutto lo svolgimento dell’album e i suoni cristallini degli strumenti non stonano con la pasta sonora di fondo, sempre ben amalgamata e fangosa nei momenti più concitati, mentre rimane nitida e definita nei pochi momenti solisti affidati agli arpeggi della chitarra.
Se The Absence of Grief rimane il manifesto assoluto del disco, gli altri tre brani si muovono su binari simili fra loro, con Martyrise che mantiene un tiro più orientato verso lidi death metal di grande impatto atmosferico grazie agli onnipresenti sintetizzatori che scavalcano tutti gli altri strumenti mentre la voce cavernosa di MN declama inesorabile i suoi proclami mortiferi, e Misery Form che invece riprende toni più solenni e porta all’estremo le corde vocali del cantante – che ricordiamo già membro di Dark Buddha Rising e Waste of Space Orchestra – aggiungendo cori e organi di sapore liturgico che sul finale riescono a inquietare parecchio.
Discorso a parte per la strumentale finale Portal Closed, che rimane forse il brano più accessibile dell’album, per la sua durata più contenuta e il suo svolgimento più lineare: ancora una volta chitarre e sintetizzatori sono i protagonisti assoluti del brano, che pur mantenendo i soliti chiaroscuri lugubri sembra voler mostrare un barlume di luce sul fondo del baratro, ben rappresentato dalla sezione di chiusura a base di arpeggi in clean e tastiere dal suono aperto e luminoso. Un brano finale dai toni meditativi e in un qualche modo rassicuranti, dopo le terremotanti scosse emotive degli episodi precedenti.

Ashes Coalesce in definitiva è un passo in avanti per i Convocation, che riescono a non perdere nulla di ciò che aveva caratterizzato l’album di esordio, ma anzi a guadagnare in compattezza e coinvolgimento. Forse ci sono ancora certe lungaggini che appesantiscono un po’ brani come Martyrise e Misery Form, mentre The Absence of Grief gode appieno del suo minutaggio, ma sono difetti relativi, che fan parte del genere proposto dal duo finlandese e sicuramente potranno essere apprezzati dai fan. Se il gruppo manterrà la cadenza biennale allora possiamo sperare in un album che porti il livello della proposta ancora più alto, ma per ora Ashes Coalesce potrebbe benissimo finire nelle classifiche di fino anno in campo death/doom puntando ai primi posti. Un album capace di portare il gelo dell’inverno nel torpore dell’estate.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
72 su 3 voti [ VOTA]
Stagger Lee
Giovedì 30 Luglio 2020, 18.19.37
1
A me piace un botto, proprio come il precedente. Direi anche 90 pieno!
INFORMAZIONI
2020
Everlasting Spew Records
Death / Doom
Tracklist
1. Martyrise
2. The Absence of Grief
3. Misery Form
4. Portal Closed
Line Up
MN (Voce)
LL (Tutti gli strumenti)
 
RECENSIONI
77
 
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