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Infectious Grooves - Mas Borracho
01/08/2020
( 247 letture )
Nel panorama crossover di metà anni’80-inizio’90, accanto ai vari Red Hot Chili Peppers,Faith No More,Primus,Biohazard, RATM,Fishbone,Living Colour o i validi ma meno noti Sweet Lizard Illtet, un posto di rilievo spetta sicuramente agli Infectious Grooves, side project del leader dei Suicidal Tendencies Mike Muir responsabile di tre ottimi dischi capaci di mescolare in modo esemplare funk, metal, punk e hardcore. Alle soglie del nuovo millennio, dopo un’assenza di sei anni, il gruppo si ripresenta con una formazione invariata licenziando il quarto e finora ultimo album della carriera chiamato Mas Borracho. Cosa aspettarsi dunque da tale uscita? Il titolo (traducibile all’incirca come “ancor più ubriaco”) e la copertina rappresentante un beone in evidente stato confusionale non lasciano spazio a dubbi: sarà ancora una volta un giro mozzafiato sulle montagne russe del funk o, se preferite, un viaggio in autostrada a folle velocità, rigorosamente con il tasso alcolemico ben al di sopra dei limiti consentiti. A livello stilistico sono ravvisabili alcune differenze non di poco conto rispetto alle opere precedenti: se non frega a nessuno l’assenza degli interludi della mascotte Sarsippius, di ben altra importanza è l’abbandono della parte più metal-oriented e dell’aggressività di matrice hardcore in favore di una ancora più accentuata componente funk. Questa paradossalmente “ridimensiona”, anche se solo in parte, l’operato di Trujillo, nei primi tre album autentico mattatore con il suo basso slappato e super pompato sempre pronto a dettare i tempi e solito concedersi lussureggianti parentesi soliste mentre ora, non senza stupore, la sua spinta risulta più misurata e nel complesso più amalgamata con gli altri strumenti.

A riprova di quanto appena detto basta ascoltare Citizen of the Nation: di per sé un’ottima traccia funk rock che però impallidisce se confrontata con la terremotante opener del terzo album Violent & Funky. Per fortuna ci pensano Just a Lil’ Bit e Lock it in the Pocket ad alzare vertiginosamente il livello qualitativo, la prima con una sezione ritmica che inizia a macinare un funk davvero tosto (impreziosito dal solismo di Trujillo) corredato da un cantato scattante e davvero coinvolgente, la seconda stravolta da numerosi cambi di tempo e caratterizzata da un drumming iper dinamico e da chitarre che si incattiviscono fino a sfociare in fraseggi dal rinfrescante sapore thrash, il cui unico neo è quello di essere troppo brevi. Con Good for Nothing, introdotta da un ronzante basso, si entra in territorio Suicidal Tendencies e dalle feroci liriche emerge l’anima hardcore della casa madre, purtroppo stemperata da una prestazione troppo “docile” e sardonica del vocalist. La semi-title track Borracho regala invece l’episodio più divertente del platter grazie al suo groove solare e trasudante funk da tutti i pori, con la voce scanzonata di Muir che danza sull’ariosa strumentale raccontando di una sbronza epica a base di tequila, vino e super alcolici; da segnalare il ritornello marcio perfetto per essere cantato in una scrausa sagra messicana. Dopo i primi giri della morte l’adrenalina fisiologicamente cala, ma la corsa riparte subito alla grande con Wouldn’t You Like to Know, esaltata dalla martellante batteria di Wackerman e dal timbro schizzato e con un tocco di sana follia di Muir. Se non ci si strappa i capelli per la pur buona Going, Going, Gone e per 21st Century Surf Odyssey, peana ambientalista contro l’inquinamento degli oceani, i fianchi tornano a scatenarsi al ritmo di Please Excuse this Funk Up (anche nell’ironico titolo tra le più vicine ai lavori passati) e What Goes Up, entrambe arricchite da vivaci tastiere che ampliano l’orizzonte del mood funky impregnando in particolar modo la seconda traccia di un vago retrogusto country-western. Un altro raggio luminoso nel già ben assolato panorama sonoro lo regala Fill You Up, dove sono le chitarre a strappare applausi a scena aperta per la forte carica e per quel senso di energica libertà che solo il rock puro sa trasmettere, il tutto magnificato dallo splendido uso del pedale Wah-Wah. Si chiude con la cavalcata di sette minuti Leave Me Alone, summa dell’Infectious Grooves sound fatta di accelerazioni, pause e giocose tessiture rock che vanno a braccetto con le ormai ben familiari ritmiche funk sempre ficcanti e dinamiche.

Mas Borracho conferma dunque la qualità della proposta del super gruppo e anche se non raggiunge le vette del debutto (l’effetto sorpresa è ormai svanito), si assesta tranquillamente sui livelli dei precedenti: è vero che molti potrebbero rimanere delusi dalla riduzione della parte più propriamente metal/hc, ma sarà sicuramente una gioia per chi ama le sonorità crossover “meno heavy” e più impuntate sul funk (fan dei peperoncini accorrete in massa).
P.S. Per i nostalgici della band, è notizia di questi mesi la prossima uscita di un EP (Take U on a Ride) contenente tre unreleased del 1995 e un inedito: che sia il segnale di un nuovo album in arrivo? Nell’attesa di scoprirlo, godetevi quel che resta dell’estate in compagnia di un drink e del funk a tutto volume dei mitici Infectious Grooves!



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
46 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2000
Suicidal Records
Crossover
Tracklist
1. Citizen of the Nation
2. Just a Lil’ Bit
3. Lock it in the Pocket
4. Good for Nothing
5. Borracho
6. Good Times Are Out to Get You
7. Wouldn’t You Like to Know
8. Going, Going, Gone
9. 21st Century Surf Odyssey
10. Please Excuse This Funk Up
11. Fill You Up
12. What Goes Up
13. Leave Me Alone
Line Up
Mike Muir (voce)
Dean Pleasants (chitarra)
Adam Siegel (chitarra, tracce 1-4, 6-9, 11, 13, tastiere, traccia 10)
Robert Trujillo (basso, tracce 1-5, 7-9, 11, 13)
Brooks Wackerman (batteria, tracce 1-4, 6-13)

Musicisti ospiti
Josh Freese (batteria, traccia 5)
Josh Paul (basso, tracce 6, 10, 12)
Herman Jackson (tastiere, traccia 12)
 
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