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Niden Div. 187 - Impergium
01/08/2020
( 311 letture )
Nome sicuramente minore e ignoto quello degli svedesi Niden Div. 187, che però diventa in qualche modo familiare non appena si scopre che si è trattato di un side-project nato da alcuni membri provenienti da Dawn, A Canorous Quintet e Thy Primordial. Progetto durato pochissimo, il tempo di un EP, Towards Judgement (1996), e il full qui recensito, Impergium, uscito nel 1997 per l'ormai defunta Necropolis Records, etichetta che i più incalliti ascoltatori di black conosceranno.

Pur essendo naturale un parallelo tra questo progetto parallelo e i Dawn, va detto che i due progetti hanno poco da spartire. Sì, è sempre quell'incrocio tra death e black a tinte melodiche, ma mentre i primi cercavano, con ottimi risultati, atmosfere più ariose e se vogliamo quasi “sognanti”, i Niden Div. 187 puntano tutto sulla cattiveria e su soluzioni meno ricercate. Prendetelo come un album da guerra, non solo per le tematiche, ma anche per le scelte di produzione e l'approccio distruttive che travolge dalle prime battute; messe da parte le tastiere e le atmosfere che hanno reso grandi i Dawn, gli svedesi partono da subito pestando a dovere, mettendo in mostra i muscoli con ritmiche ben serrate e quasi in linea con Panzer Division Marduk, pur non raggiungendo quei livelli. Non aspettatevi dunque grande varietà, ma tale limite, non è necessariamente un male. Nei suoi soli ventisei minuti di durata, che scendono un po' se togliamo intro e outro, il disco funziona a dovere. Come detto, ciò che non manca rispetto al progetto principale è sicuramente il taglio melodico dato ad ogni singolo riff, fattore che in qualche modo rende meno fine a sé stesso l'assalto sonoro; assalto guidato dallo scream di Henrik “Henke” Forss, che con l'aiuto di una produzione meno curata enfatizza l'atmosfera negativa del lavoro che raggiunge l'apice su A View in the Mirror Black, che per certi aspetti è il brano più “ricercato” dei dieci. Essendo composto da brani che si aggirano sui due/tre minuti, Impergium è uno di quei lavori da ascoltare tutto d'un fiato e che in fin dei conti non permette a singoli brani di brillare più o meno di altri. Salvo alcuni momenti in cui le ritmiche rallentano giusto per rendere più esplosive le ripartenze, il lavoro è quadrato e privo di chissà quali soluzioni ricercate, motivo per cui l'ascolto diventa ancora più per appassionati incalliti del genere.

Che il progetto abbia avuto vita breve è quindi molto chiaro; la sensazione è che i Niden Div. 187 siano stati la valvola di sfogo più violenta dei quattro. A sottolineare questo aspetto, ci sono la durata del lavoro e anche la fine del progetto avvenuta praticamente dopo l'uscita del disco. Un disco che ha comunque attirato qualche attenzione, tanto che nel 2004 è stato ristampato con l'aggiunta dell'EP Towards Judgement dalla Barbarian Records.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
75 su 1 voti [ VOTA]
sorhin
Sabato 1 Agosto 2020, 22.28.04
2
Complimenti per la recensione di una band che avevo completamente rimosso! Li andrò a riascoltare ma, da quel che ricordo, il voto mi sembra perfetto. Sullo stesso genere segnalo anche i War, anche loro un side project ed anche loro con un EP ed un full length usciti sotto Necropolis.
God of Emptiness
Sabato 1 Agosto 2020, 19.52.38
1
Mamma che chicca che aveva recensito, 75 voto giusto. Album malsano e giustamente definitivo "da guerra" in tutti i sensi. Da brividi
INFORMAZIONI
1997
Necropolis Records
Death / Black
Tracklist
1. Impergium
2. Genocide
3. Judgement Dawns
4. In the Twilight of War
5. A View in the Mirror Black
6. The Execution
7. Funeral Pyres
8. Hate
9. Mass Burial Disorder
10. The End
Line Up
Herse (Voce)
Jorus (Chitarra)
Leo (Basso)
Morth (Batteria)
 
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