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Demolition Hammer - Time Bomb
08/08/2020
( 428 letture )
Anno 1994: il thrash -si dice in giro- è morto e molti gruppi che negli Eighties ne avevano diffuso il verbo virano decisamente su sonorità più moderne in una sorta di crossover che farà storcere il naso ai vecchi fan, che si sentono traditi dai loro beniamini; questa è, in sintesi, la genesi di Time Bomb e la momentanea fine dei Demolition Hammer.

Band che non è mai salita agli onori della ribalta, forse perché arrivata tardi sulla scena (ma sarà poi così?) con due ottimi lavori thrash i Demolition Hammer si ritrovano, dopo la pubblicazione del loro capolavoro Epidemic of Violence, orfani del chitarrista James Reilly e del batterista Vinny Daze (la dipartita di quest'ultimo non sarà solo artistica: morirà infatti nel 1996 in Africa a causa di una cena a base di pesce palla, notoriamente velenosissimo se cucinato in modo errato); entra quindi in scena Alex Marquez, già nei Malevolent Creation, e i Nostri proseguono come trio, ma decidono contemporaneamente di dare una sferzata al proprio sound come accennato poc'anzi. Tanto per illustrare il panorama dell'epoca, in quell'anno usciva un dischetto intitolato Burn My Eyes e gli arrembanti Pantera si riconfermavano a livelli d'eccellenza con l'ennesima mazzata della loro intensa carriera. Che fare, quindi? Dando retta all'andazzo comune -e probabilmente agli interessi della label- i Demolition Hammer pubblicano Time Bomb: un monolite di 37 minuti che però sembra durare più del doppio a causa della sua ripetitività. Mettendo il disco sul piatto infatti l'intro parlata -senza titolo, anzi addirittura nel retrocopertina graficamente si parte dalla traccia 2- fa da preambolo a una Under the Table che non sembra nemmeno malaccio, sensazione confermata da Power Struggle, probabilmente la migliore del lotto; ma da qui in poi i brani, anzi la loro stessa struttura, sono davvero troppo omogenei, riff di chitarra uguali tra loro, qualche stanco assolo qua e là (Missing: 5/7/89) e un drumming lento e cadenzato -escludendo la title track e poco altro- che in parte mortifica la figura di Marquez. Paradossalmente l'unico momento relativamente vario nel sound della tracklist lo si ha con Mongoloid, che è in effetti una cover dei Devo, ma non tutto è da buttare: il vocalism di Reynolds ben si attaglia allo stile delle canzoni e pure la sua prestazione allo strumento non delude, a differenza del suono del drumkit che già non brilla per scelte artistiche. Si ha insomma una sensazione di stanca generale, seppur molti brani in sede live e suonati con altro piglio abbiano dimostrato un certo potenziale che però in studio non è stato raggiunto, ma si sa che i concerti sono un capitolo a parte.

Pur non essendo un lavoro catastrofico, ma bensì banale e poco incisivo, Time Bomb delude più per quello che i Demolition Hammer avevano fatto in precedenza che non per demeriti intrinsechi: un classico esempio di sperimentazione (chi ha detto voltagabbana?) che non ha pagato e anzi segnò il temporaneo split della band newyorkese, tornata sulle scene nel 2016.



VOTO RECENSORE
53
VOTO LETTORI
59 su 2 voti [ VOTA]
LAMBRUSCORE
Martedì 11 Agosto 2020, 20.42.23
5
Primi 2 grandi album. Questo qua è da abolire, frega un cazzo dell'epoca, tutte puttanate, il Thrash , il Death, la musica estrema non è mai morta, qua non c'è evoluzione, c'è solo noia,
Matocc
Lunedì 10 Agosto 2020, 9.15.41
4
Se c'è qualcuno che apprezza il sound del metal anni 90 sono proprio io, e nemmeno penso che un gruppo debba rifare lo stesso disco all'infinito (a maggior ragione in ambito thrash) ma trovo questo album -e non sono l'unico- abbastanza spompo proprio nelle canzoni non per lo stile scelto e lo scrivo pure nella rece. Altri che si sono cimentati con sonorità più moderne tipo Kreator e OverKill hanno fatto cose buone, probabilmente qui i DH non erano del tutto a loro agio, poi ho anche detto che il disco non è orribile ma poco convinto - e convincente
Diego75
Lunedì 10 Agosto 2020, 7.10.31
3
Secondo me e' un ottimo disco!...rispecchia alla grande il sound anni 90...gli anni 90 erano fatti di questi dischi in ambito metal. Comunque sia tutte le volte che si leggono le recensioni sui dischi thrash anni º inizio anni 90....viene detta sempre e la solita cosa...non suonano come i primi dischi....quindi vengono automaticamente bollati come uscite minori. Non sono assolutamente d'accordo per il semplice fatto che questi tipi di pregiudizi delineano una sorta di rifiuto verso nuove soluzioni musicali.....come se i metallica dovessero suonare dischi alla kill' em all o alla master all' infinito...non sai che stufata alla lunga!tanto per citare una band famosa...personalmente ogni periodo storico ha il proprio modo di suonare e registrare musica...in base anche agli avvenimenti....gli anni 90 erano fatti cosi'...non erano più gli anni 80...che sapevano già di vecchio...per molti fattori anche al di fuori del mondo musicale.
Aceshigh
Domenica 9 Agosto 2020, 16.35.04
2
Tra i tanti album pubblicati in quei 3/4 anni da band thrash/death che cercavano evolversi (tradotto: accodarsi al filone groove), alla fine questo per me è uno dei meno peggio, pur non essendo sicuramente niente di che. Penso a quanto pubblicato - che ne so - dai (Neo)Destruction, dai Massacre, o dai francesi Massacra, dagli Atrocity (che in Blut integrarono elementi gothic e groove con risultati mediocri, per il sottoscritto ovviamente). In Time Bomb c’è qualche buon pezzo, ovvero: quando la ricerca del nuovo sound si mischia a qualche retaggio del passato - che sia un riff un po’ più tradizionale o una sporadica accelerata - il risultato è interessante (Waste, Missing, la title-track, Blowtorch); il resto passa via senza lasciar traccia, a parte le vocals sempre al vetriolo di Steve Reynolds. Comunque dopo i due eccellenti album che lo precedono, questo fu un bell’harakiri. Sono tornati comunque in attività da qualche anno, spero di sentire del nuovo materiale prima o poi!!! Voto 69
er colica (più vecchio e acciaccato)
Domenica 9 Agosto 2020, 12.25.15
1
i demolition secondo me erano in un limbo, mi piego meglio… partendo dal fatto che non ho mai sentito questo disco (magari lo farò per curiosità ma dalla recensione si capisce bene la tipologia di suond che avevano qui) credo che i demolition hammer erano nel limbo musicale che li metteva tra i due fuochi del thrash e del Death, loro erano un buon crossover tra la corrente più consolidata del thrash e quella che ai tempi (90 e 92 gli anni in cui uscirono i due dischi precedenti a questo) era la "nascente" scena Death. Loro con i due lavori precedenti avevano fatto quello che fecero alcuni anni prima i sepultura per esempio, suonare thrash ma con una produzione più tendente al Death metal americano per stare al passo con i tempi ( i morrisound studios a tampa ) . Credo che i demolition hammer fecero due ottimi dischi thrash con suoni belli spessi sulla scia dei sepultura ma che poi ad un certo punto abbiano semplicemente toppato strada perché non così talentuosi come i brasiliani chiaramente. I sepultura dopo arise iniziarono a cambiare un po' le carte in tavola cercando di reinventarsi sempre rimanendo fedeli a loro stessi e fecero centro mentre invece i demolition hammer altro non fecero che seguire la scia di quel periodo il che non è un male ma suppongo che loro l'abbiano fatto in modo spompato e mediocre.
INFORMAZIONI
1994
Century Media Records
Groove
Tracklist
1.
2. Under the Table
3. Power Struggle
4. Mindrot
5. Bread and Water
6. Missing: 5/7/89
7. Waste
8. Unidentified
9. Blowtorch
10. Mongoloid
11. Time Bomb
Line Up
Steve Reynolds (Basso, Voce)
Derek Sykes (Chitarra)
Alex Marquez (Batteria)
 
RECENSIONI
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