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Summoning - Nightshade Forests
08/08/2020
( 638 letture )
La sensazione che si ha ascoltando una qualsiasi opera dei Summoning è speciale, immediatamente riconoscibile: l'effetto quasi onirico che la musica del duo austriaco produce e l'impatto quasi visivo che ne consegue sono tra i tratti più distintivi della loro produzione. Chi, in fondo, non ha mai provato a chiudere gli occhi ascoltandone una canzone senza ritrovarsi proiettato in un mondo fantastico e tolkeniano fatto di strane creature, boschi senza tempo e antichi manieri? Se, infatti, sicuramente i Summoning non sono stati i primi ad implementare alla loro musica ambientazioni fantasy in maniera organica, soprattutto nelle sue accezioni “high” e “dark”, l'idea di unirle ad uno stile quasi contemplativo, ascrivibile al metal ma ben lontano dal fare dell'aggressività sonora un elemento preponderante, si è rivelata a dir poco geniale.

Soprattutto se si considera un ulteriore fatto abbastanza condivisibile: Protector e Silenius, almeno da Minas Morgul in poi, non hanno sbagliato neanche un colpo, inanellando un gioiello dopo l'altro; e anche un'uscita sulla carta “secondaria” come Nightshade Forests non fa eccezione. Inizialmente inteso come una continuazione del precedente Dol Guldur (che infatti presentava come prima canzone dopo il tradizionale intro proprio un brano così intitolato) e poi pubblicato come EP a parte lo stesso anno, nonostante presenti un mix differente da quello dell'uscita principale contiene brani registrati durante la stessa sessione del citato full-length. Eppure, lo stile di questa piccola gemma, pur essendo chiaramente di marca Summoning, rappresenta un lavoro in parte differente da ciò che la band aveva prodotto fino ad allora e ciò che avrebbe prodotto in seguito, il che giustifica perfettamente la sua esistenza come entità a sé stante. L'elemento che forse risalta di più se comparato con il resto della loro discografia è l'equilibrio tra chitarre e tastiere, in quest'opera più che mai sbilanciato verso quest'ultimo: se infatti è noto come tastiere e sintetizzatori abbiano sempre giocato un ruolo fondamentale nel sound dei Summoning, Nightshade Forests è senza dubbio tra le cose più keyboard-driven che abbiano mai registrato, tanto a livello di songwriting, quanto a livello di sound. Sono quindi loro, gli strumenti a tasti bianchi e neri e le loro melodie, a giocare il ruolo di protagonisti, a discapito dei riff e del suono più tagliente delle chitarre, tanto che tra molti ascoltatori, Nightshade Forests si è guadagnato il titolo di “disco ambient” dei Summoning. Per il resto, ci sono tutti gli elementi che si possono desiderare da un album degli austriaci: le ritmiche insolite, quasi incerte, irregolari della drum machine, i toni arcani delle tastiere, e ancora l'onnipresente ma mai prevalente languire delle chitarre distorte e lo screaming sofferto di Protector, nella prima parte, e Silenius nella seconda, quasi a rimembrare le sempre ben salde radici black. Le atmosfere create sono, come sempre, semplicemente straordinarie: dalle note solenni di Mirkwood, prima epica, poi più triste e malinconica, passando per le melodie sognanti di Kortirion Among the Trees (uno dei pezzi migliori della loro discografia) con gli inserti semplicemente perfetti di un folkloristico strumento a fiato, fino all'andamento tipicamente medievaleggiante di Flesh and Blood e le trame più crude ma sempre riflessive di Habbanan Beneath the Stars, la musica trasporta per oltre mezz'ora l'ascoltatore in un viaggio dalle emozioni assicurati.

Nightshade Forests splende non con minor forza rispetto ai suoi fratelli maggiori all'interno dell'egregia discografia dei Summoning, prediligendo e mettendo bene in risalto le soluzioni e le sfumature sonore più introspettive e d'atmosfera già parte integrante dello stile del duo. L'influenza degli austriaci anche nel mondo underground del dungeon synth (dimostrata, se ce ne fosse ancora stato bisogno, anche da una recente intervista di Silenius su una 'zine dedicata) la si deve anche, in gran parte, a questo gioiello.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
83.5 su 4 voti [ VOTA]
Aceshigh
Martedì 11 Agosto 2020, 15.25.23
5
Anche se magari non è certo la pubblicazione stilisticamente più rappresentativa dei Summoning, per me alla fine questo ep comunque rimane tra le cose più belle della loro discografia; in particolar modo l’accoppiata Mirkwood / Kortirion. Fantasy black ammaliante, evocativo e veramente di grande fascino. Voto 87
Le Marquis de Fremont
Martedì 11 Agosto 2020, 11.45.00
4
Un po' curioso, trovarsi a commentare una recensione di un disco un po' datato nella discografia dei Summoning, dopo che ci si è spesi in lodi assolute per gli altri album. E qui non fa eccezione. Un altro gioiello di una discografia che non ha un punto debole, un dispensario unico di emozioni, disco dopo disco. Prendo a spunto il post di Monsieur OathBound. Sto uscendo da un fastidioso e sgradevole divorzio con una a cui interessavano solo i soldi. E quindi sono in montagna con amici (e amiche, bien sûr...) con le mountain bike e la musica dei Summoning nelle cuffie. Quello che regalano questi Silenius e Protector è veramente coinvolgente e ti emoziona minuto dopo minuto. Va bene, accetto tutte le valutazioni tecniche ed esperte. Ma quello che regalano in mezzo al respiro della natura, solo i Summoning lo sanno fare. Vale la pena, viverlo fino in fondo. Au revoir.
OathBound
Lunedì 10 Agosto 2020, 19.26.27
3
Piccola gemma in una discografia senza alcun punto debole. Colonna sonora ideale per escursioni montane o per sessioni di role playing (alternando magari con Echoes of Battle dei Caladan Brood...)
Typhon
Sabato 8 Agosto 2020, 16.39.50
2
Un bel rpg fantasy e i Summoning sono sempre un'accoppiata vincente
Kriegsphilosophie
Sabato 8 Agosto 2020, 13.36.37
1
Tra i dischi che mi accompagnano nelle sessioni di Baldur's Gate e simili, gli voglio bene
INFORMAZIONI
1997
Napalm Records
Black
Tracklist
1. Mirkwood
2. Kortirion Among the Trees
3. Flesh and Blood
4. Habbanan Beneath the Stars
Line Up
Protector (Voce, Chitarra, Tastiera)
Silenius (Voce, Basso, Tastiera)
 
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