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Witnesses - Doom II
09/08/2020
( 572 letture )
Il settore auto produzioni riserva tradizionalmente varie chicche interessanti. Talvolta più della media dei dischi ufficiali del settore di appartenenza. Doom II degli statunitensi Witnesses appartiene proprio a questa categoria. Variegato progetto semi-personale del polistrumentista Greg Schwan (nel senso che ne è il mastermind, ma si serve di alcuni musicisti e artisti di altra estrazione per giungere al risultato finale, restando il responsabile di tutto), che ingloba elementi ambient, doom, dark, death, folk ed epic, ha all’attivo oltre ad una manciata di singoli altri quattro album oltre a quello qui in esame. L’obiettivo attuale di Schwan è quello di creare un’atmosfera precisa, cinematografica ed evocativa – da qui anche le collaborazioni con fotografi e un album strumentale – passando da situazioni più di ambiente ad altre più marcatamente estreme, con uso di voce sempre in clean.

Doom II coglie ottimamente il risultato proponendo un concept a sfondo marinaresco. Questo narra in maniera cupa, ma non deprimente, puntando più su un distaccato dolore "narrante", della disperazione di un villaggio colpito da una piaga proveniente dal mare, portata da una nave che vi approda, che racconta la propria storia per lasciare un disperato ricordo della sua esistenza. La vicenda viene raccontata mediante l’espediente della partecipazione con propri punti di vista anche del narratore, oltre che dei protagonisti. L’album si sviluppa attraverso sei canzoni che su una impostazione comune si muovono poi con peculiarità proprie, ma perfettamente riconducibili al "brand Witnesses". On This Black Ocean è basata su un riff semplice e cupissimo interrotto dall’arrivo della voce straziata di Kody Ternes, quasi lasciata sola prima del ritorno del riff principale, per poi continuare così, con poche variazioni. Apparentemente troppo semplice, eppure brano che avvince e funziona davvero bene. Tutto spazzato via dall’avvio death/black di I Hope Their Prayers Aren't Answered, che poi rallenta improvvisamente facendosi nuovamente, pienamente doom prima e ambient poi, con note di pianoforte a risuonare solitarie nel vuoto. Il ritorno della voce e della chitarra acustica in una irreale atmosfera sospesa ricarica di disperazione il brano. La sua evoluzione ricorda molto vagamente la parte più narrata di Rime of the Ancient Mariner, più che altro per i rumori di sartiame lasciati come parte finale della canzone, senza musica. I rintocchi iniziali di Doom II, seguiti da note sinistre di pianoforte e percussioni nel nulla sono ancora disperazione pura. Ma raccontata, rassegnata, non partecipata direttamente. Tutto è già avvenuto. Worse with Time è nuovamente lentezza e desolazione, quasi a metà fra certe cose di Tool e Katatonia nelle sensazioni suscitate, mentre Who Were You Before All This rialza un po’ i bpm e la tensione con sprazzi death all’interno di un pezzo doom. Però, è sempre quella sensazione dilaniante e straniante che ti prende ascoltando i Witnesses a predominare prima di arrivare ad An Ending. Heavy, doom, ambient e disco che termina quasi in sordina, rispettando il mood di sottofondo dell’intera opera. Da annotare anche la partecipazione come ospite di Scott Loose (While Heaven Wept, Brave), il quale esegue il solo di Doom II.

Poco conosciuti se non dagli appassionati del settore, i Witnesses sono una band/progetto da seguire e Doom II un ottimo modo per iniziare a farlo. Visuale, lancinante eppure lontano, l’album è complessivamente rarefatto al netto degli inserti black/death segnalati, eppure non è "vuoto". Le chitarre sono molto presenti, la voce è netta, la batteria e le tastiere efficaci. Sopra tutto però, Doom II è un lavoro equilibrato tra musica e testi, che trasmette benissimo le sensazioni della storia. Così si rivolge ad un pubblico estremamente variegato senza mai svendersi, facendo in modo da cantarti dentro.
Un risultato niente affatto naturale da ottenere.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
70 su 1 voti [ VOTA]
Raven
Domenica 9 Agosto 2020, 20.30.06
2
Grazie.
Samoan
Domenica 9 Agosto 2020, 20.04.34
1
Bella recensione complimenti. Ho sempre adorato le cupe storie di mare.
INFORMAZIONI
2020
Autoprodotto
Doom
Tracklist
1. On This Black Ocean
2. I Hope Their Prayers Aren't Answered
3. Doom II
4. Worse with Time
5. Who Were You Before All This
6. An Ending
Line Up
Greg Schwan (Basso, Chitarra, Tastiere)

Musicisti ospiti:
Kody Ternes (Voce)
Matt Kozar (Chitarra)
Scott Loose (Solo di chitarra traccia 3)
 
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