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Michael Monroe - Not Fakin’ It
15/08/2020
( 702 letture )
Gli anni ottanta si rivelano essere gli anni più movimentati della vita di Michael Monroe: dal primo periodo negli Hanoi Rocks, magro di soddisfazioni, al meritato successo da leader della band; dalla Finlandia alla Gran Bretagna per poi stabilirsi definitivamente negli Stati Uniti ed infine dallo scioglimento del gruppo conseguentemente alla morte del batterista Razzle Dingley alla carriera solista. Per lui lo spartiacque è rappresentato neanche a dirlo dall'anno 1985 quando decide di trasferirsi a New York per lavorare al suo primo album solista. Il disco uscirà nel 1987 sotto l'egida della misconosciuta etichetta Yahoo!. Composto perlopiù da cover è dedicato alla memoria di Razzle, deceduto nel 1984 in un incidente stradale causato dal frontman dei Motley Crue, Vince Neil, il quale guidava in stato di ebbrezza. Essendo stato distribuito solo in Scandinavia ed in Giappone l'LP non ottiene un grosso riscontro di vendite, così nel 1989 Michael decide di trasferirsi ancora, questa volta nella patria dello sleaze cioè Los Angeles, firmando per la major Polygram, con cui pubblica Not Fakin' it. Il successo sarà abbastanza immediato grazie alla casa discografica (servito un parterre du roi al biondo frontman) e all'aiuto di un Axl Rose all'apice del successo, autore qui di una comparsata nel videoclip del singolo di lancio Dead, Jail or Rock'N'Roll. Rispetto al disco d'esordio si denota quindi una folta schiera di musicisti rilevante sia in termini qualitativi, sia quantitativi... impossibile dire chi dia maggiormente il proprio contributo ma fra i tanti nomi eccellenti spiccano i chitarristi Nasty Suicide, ex compagno ai tempi degli Hanoi Rocks, e Jimmy Rip (Jerry Lee Lewis, Mick Jagger), i bassisti John Regan (Ace Frehley, Peter Frampton) e Kenny Aaronson (Blue Oyster Cult, Billy Idol), i batteristi Anton Fig (Bob Dylan, Kiss) e Thommy Price (Scandal, Billy Idol, Joan Jett and the Blackhearts), il sassofonista Mark Rivera ed infine la star "Little Steven" della E Street Band, l'uomo che oltre a partecipare ai cori si occuperà pure degli arrangiamenti di alcune tracce.

Un'altra evidente differenza rispetto al debutto Nights Are So Long è il numero di cover all'interno dell'LP, ovverosia soltanto due: la rocambolesca versione rock'n'roll della title track, originariamente una cavalcata proto metal degli scozzesi Nazareth e She's No Angel degli Heavy Metal Kids, già presente sull'album d'esordio di Michael Monroe. Entrambe sono bombe incendiarie ben riarrangiate mentre per il resto ci troviamo di fronte a del glam di livello prodotto in maniera impeccabile e composto ancora meglio, complice la varietà di musicisti e di strumenti utilizzata. Brani dal buon sex appeal come While You Were Looking at Me e la conclusiva Thrill Me persistono nelle orecchie poiché si basano su ritmi e melodie rassicuranti ed irresistibili. Apprezzabili inoltre le radici blues messe in mostra nel corso dell'album, a partire dalla succitata traccia di apertura, nella quale il frontman apre il sipario a colpi di armonica per poi sparare a mille sul ritornello. L'irruenza degli Stones viene abbinata alla velocità di esecuzione della sezione ritmica su Shakedown mentre Love Is Thicker than Blood è un concentrato di energia magnificamente eighties con la coda dell'occhio rivolta al passato, facente la sua entrata in scena sull'assolo di armonica per poi dileguarsi nel mirabolante finale a colpi di distorsioni. Che però Not Fakin' It sia figlio del suo tempo lo si sente eccome! Calano i tasti d'avorio e ripercorrono le notturne strade losangeline canzoni come All Night with the Lights On e la nostalgica ballata romantica Man with No Eyes, anche se la migliore resa di suoni da ballata AOR è contenuta nella melodica Smoke Screen, dove cori e chitarre risultano in perfetta simbiosi.

Sicuramente la Città degli Angeli ha il suo peso nella release visto il sound hard rock tipicamente West Coast di quegli anni. Michael Monroe assieme ai suoi numerosi collaboratori formula dieci hit potenziali, anche se in realtà raggiungerà soltanto la posizione 161 della Billboard 200, godendo di maggior successo in patria (posizione numero 14 della classifica finlandese) e in Giappone, da sempre terra di conquista per il finnico, dove Not Fakin' It otterrà addirittura il disco d'oro.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
87 su 5 voti [ VOTA]
MuHō
Martedì 8 Settembre 2020, 7.32.08
18
Disco che mi ero perso a suo tempo, quando bisognava trovare il disco davvero, o qualcuno che ce l'avesse. Gli Hanoi Rocks erano tra le mie band preferite e avevo tutti i loro album, della sua carriera solista ho seguito poco invece. Bel disco appunto, anche se si sente molto il fatto che sia stato prodotto a fine anni 80, tanto che alcuni suoni nei pezzi più lenti, specie nei riverberi, mi hanno richiamato alla mente la produzione di skyscraper di David Lee Roth, che credo fosse dell'anno precedente o coevo, oltre ad alcune cose dello sleazy del tempo.
Maurilio
Venerdì 21 Agosto 2020, 23.23.50
17
Discone assoluto....manco a farlo apposta lo ascoltavo qualche giorno fa.
duke
Venerdì 21 Agosto 2020, 22.16.08
16
...bel disco...
angus71
Martedì 18 Agosto 2020, 16.41.20
15
d'accordo con Shock. questo è, questo sa fare bene (non mi spingo troppo oltre) e questo farà per sempre. visto l'anno scorso a Barcellona, il suo l'ha fatto egregiamente
Shock
Martedì 18 Agosto 2020, 16.07.14
14
A parte che il fatto che l'ultimo di Borden sia un brutto disco, a cominciare dalla pessima produzione, non lo dico solo io ma è un fatto che si può ampiamente leggere in giro, non capisco, ripeto, cosa deve fare Monroe visto che suona esattamente quello che ha sempre fatto, come Motorhead o AC/DC, da sempre ed ancor oggi con ottima qualità e facendo tour ovunque e non solo crociere e suonando, uno dei pochi, ancora alla grande.
Doego75
Lunedì 17 Agosto 2020, 23.20.49
13
Shock...dire che l'ultimo disco di lizzy borden sia brutto...rimane soltanto un tuo parere...xo' do atto a lizzy di aver cercato di rinnovarsi per rimanere al passo con i tempi....dopo che abbia agito giustamente oppure no non spetta me dirlo ....volevo dire soltanto che non farebbe male nemmeno a Monroe per certi versi...lui e' un grande artista ma obiettivamente non so quanto gli possa giocare essere troppo legato agli anni 80 nel 2020...posso capire il revival che va tanto di moda ora...ma rimane solo una moda passeggera...x quello che ho scritto nei precedenti post che sta facendo la fine dei great white...dei firehouse...o dei warrant e compagnia bella...solo tour sulle navi da crociera per sbancare il lunario...la gloria degli figlie sino 40 anni che se ne andata....nel rinnovarsi forse avrebbe una marcia in più.
The Trooper '70
Lunedì 17 Agosto 2020, 21.16.02
12
Recensione secondo me un pò striminzita per un Lp che risulta essere uno dei migliori degli '80 ed uno dei miei preferiti in assoluto poichè lo ascolto abbastanza regolarmente e rigorosamente in vinile...ma appunto ognuno ha i suoi gusti e le sue preferenze, sicuramente è il suo album più riuscito e per me il più bello, successivamente ha fatto lavori molto al di sopra delle righe e per me mai noiosi, ma d'altro canto Lui è solo il cantante di una delle più grandi Rock Band dell'universo e che ha ispirato non pochi musicisti, e per me sugli Hanoi Rocks non si discute...bravo Shock, bele parole e concordo appieno su Smoke Screen
Shock
Domenica 16 Agosto 2020, 17.51.48
11
Sinceramente continuo a non capire cosa doveva fare: il suo stile e il suo look e' quello e va bene così com'è. Tanto più se doveva fare come Borden il cui ultimo disco è bruttissimo.
Doego75
Domenica 16 Agosto 2020, 17.20.38
10
Intendo per rinnovarsi ...non stravolgere il proprio genere...ma forse essere un po' meno legato allo stile anni 80...suonando leggermente meno scontato e più fresco...e anche un momentino nel look....intendo una sorta di rinnovo stile lizzy borden...a mio parere avrebbe catturato una nuova schiera di ascoltatori molto più giovani...comunque ribadisco che questo cd forse e' il migliore della discografia solista.
The Cowboy
Domenica 16 Agosto 2020, 11.00.54
9
do ragione a Shock, a parte che non ho ascoltato gli ultimi albums quindi non entro nel merito. Dico una cosa e mi riallaccio a quello che ho scritto sotto la recensione di Ted Nugent : attenzione perche' oggi ci sono beoti che vogliono il pensiero unico, quindi se parli di politica un fascista dovrebbe essere uguale ad un capitalista e questo ad un comunista. Se parli di botanica il ciclamino e' uguale ad un stella alpina, se parli di fauna il cane è uguale al gatto, se parli di musica il rock/metal e' uguale al all elettronica , questa poi....Diego perche' MM dovrebbe aver fatto il suo tempo? C'e' gente a cui, ad esempio, piace l'opera o la lirica e si rifanno, chesso' all'800, quindi?
Enrisixx
Domenica 16 Agosto 2020, 10.42.44
8
Capolavoro assoluto , l' ho consumato
Shock
Domenica 16 Agosto 2020, 8.05.51
7
Rinnovarsi? E cosa doveva fare? Nu metal? Elettronica? Monroe è rock'n'roll, e gli ultimi dischi che ha fatto sono anche superiori a questo.
Diego75
Domenica 16 Agosto 2020, 5.02.04
6
Il suo disco migliore...in un epoca nella quale questo genere la faceva da padrone...considero anche buono il progetto Jerusalem slim del 1993 se non erro!...ma ultimamente lo vedo come un personaggio che va bene solo per i raduni e revival anni 80...non ha saputo ne rinnovarsi oppure non ha voluto farlo...qualcuno puo' definirla coerenza ...ma anche lui ha fatto il suo tempo.
The Cowboy
Sabato 15 Agosto 2020, 18.02.17
5
Complimenti al recensore per la scelta, per me voto basso, ma e' logico che ognuno ha parametri diversi. Mr. Fleming, Demolition 23 e J.Slim bravi ma per me inferiori, pero' propedeutici allo sviluppo venturo di Hellacopters et similia
Rob Fleming
Sabato 15 Agosto 2020, 15.58.54
4
Come non sottoscrivere parola per parola quanto scritto da @Shock. Album bellissimo che avevo su cassetta con i Demolition 23. E mannaggia a me non ho mai preso in cd. Così mi ricordo tanto rock and roll della miglior qualità con una terremotante Not fakin' it e ottimo glam tra Bowie e New York Dolls. Lo devo riascoltare. 80 sui bei ricordi che ho
Galilee
Sabato 15 Agosto 2020, 15.29.08
3
Personaggio mitico, album fantastico. MM genio del rock Glam. Probabilmente il suo miglior disco. L'ho consumato.
Warrior63
Sabato 15 Agosto 2020, 15.07.40
2
Leggenda. Niente altro da aggiungere....
Shock
Sabato 15 Agosto 2020, 14.38.19
1
Si celebrano spesso artisti come Lemmy o Ozzy, ma Michael Monroe resta uno dei DEI del rock'n'roll di sempre, prima con gli Hanoi Rocks, poi con tutta una serie di lavori fatti a suo nome, dove tutto parte da questo ottimo disco, figlio dei suoi tempi, con tanti ospiti, su tutti il buon Axl che tanto gli deve, ma che purtroppo non avrà il successo sperato nonostante una serie di ottime canzoni, e due splendide cover. Basta sentire la non propria famosa Smoke screen per rendersi conto della bravura di questo artista. Un disco tra il buono e l'ottimo.
INFORMAZIONI
1989
PolyGram
Hard Rock
Tracklist
1. Dead, Jail or Rock'N'Roll
2. While You Were Looking at Me
3. She's No Angel
4. All Night with the Lights on
5. Not Fakin' It
6. Shakedown
7. Man with No Eyes
8. Love Is Thicker than Blood
9. Smoke Screen
10. Thrill Me
Line Up
Michael Monroe (Voce, Armonica, Shaker)
Phil Grande (Chitarra)
Nasty Suicide (Chitarra nelle tracce 1-3)
Jimmy Rip (Chitarra nelle tracce 1-3, 9)
Ed Roynesdal (Tastiere, Pianoforte)
Ian Hunter (Pianoforte nella traccia 3)
Mark Rivera (Sassofono)
John Regan (Basso nelle tracce 1, 2, 3)
Kenny Aaronson (Basso nelle tracce 4-10)
Anton Fig (Batteria nelle tracce 1-3, 9)
Thommy Price (Batteria nelle tracce 4-8, 10)
Sue Hadjopoulos (Percussioni nelle tracce 1, 4, 6-10; Tamburello nella traccia 2)

Musicisti Ospiti:
Steven Van Zandt "Little Steven" (Cori)
Suha Gur (Cori)
Dave Hansen (Cori)
Stephen Innocenzi (Cori)
Brian Sperber (Cori)
Holly Beth Vincent (Cori)
Kim Lesley (Cori)
Nicole Hart (Cori)
Gennaro (Cori)
The Monroettes (Cori)
 
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