Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Il dipinto originale
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

29/01/21
STEVEN WILSON
The Future Bites

29/01/21
WILSON
Thank You, Good Night. Live

29/01/21
SOULS OF DIOTIMA
Janas

29/01/21
EXIMPERITUS
Šahrartu

29/01/21
NIGHTFALL
Eons Aura (EP Reissue)

29/01/21
NIGHTFALL
Athenian Echoes (Reissue)

29/01/21
WEREWOLVES
What a Time to be Alive

29/01/21
CELLAR TWINS
Duality

29/01/21
NIGHTFALL
Macabre Sunsets (Reissue)

29/01/21
NIGHTFALL
Parade Into Centuries (Reissue)

CONCERTI

06/02/21
MAGNUM + GUEST TBA (CANCELLATA)
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

11/02/21
VENOM INC. + GUESTS
TRAFFIC CLUB - ROMA

12/02/21
VENOM INC. + GUESTS
THE FACTORY - S. MARTINO BUON ALBERGO (VR)

13/02/21
VENOM INC. + GUESTS
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

17/02/21
IMONOLITH + TBA
BARRIO'S CAFE - MILANO

18/02/21
IMONOLITH + LOGICAL TERROR
MK LIVE - CARPI (MO)

19/02/21
THE DEAD DAISIES
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

20/02/21
ANCIENT + GUESTS
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

21/02/21
TURMION KATILOT
LEGEND CLUB - MILANO

26/02/21
ATHEIST + CADAVER + SVART CROWN + FROM HELL
REVOLVER CLUB - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

Purification (USA) - Perfect Doctrine
16/08/2020
( 568 letture )
God Is Dead.
America Is Fallen.
Give Up Hope and Move Into the Mountains.


La musica senza un potente movimento underground sarebbe sicuramente più povera e forse sterile. L’underground è il luogo in cui tutto si crea e si sperimenta, si accantona o si rispolvera. E’ il luogo nel quale nascono le tendenze che vengono poi prelevate dal mainstream e quindi prontamente abbandonate nell’underground, in favore di qualcosa di diverso. Non necessariamente nuovo, ma diverso.
Gli statunitensi Purification (per la scoperta dei quali è fatto obbligo ringraziare il collega Marco Cunato "Kriegsphilosophie"), provenienti da Portland, in Oregon, sono una delle esatte manifestazioni della grandezza dell’underground. Misteriosi fin da subito sull’identità dei componenti, i nostri sembrano avere una fretta del Diavolo: un primo demo nel 2018, seguito da un EP e subito il debutto con Destruction of the Wicked nel 2019, per poi arrivare a luglio di quest’anno con questo Perfect Doctrine. Si fa notare da subito una novità sostanziale nella line up. Non più un duo come nell’album precedente e finalmente, con l’arrivo di questo terzo misterioso figuro, il passaggio alle due chitarre, mentre il basso resta comunque nelle mani del leader Grand Field Marshall William Purify.

Si fa notare la copertina, presa dal dipinto Papa Formoso e Stefano VII di Jean-Paul Laurens del 1870, che rievoca il "Sinodo del Cadavere" o "Concilio Cadaverico", macabro processo a Papa Formoso, il quale, pontefice dal 891 al 896 venne dopo la morte esumato e messo a processo nell’897 dal suo successore; i paramenti furono fatti indossare alla salma e al termine di questa macabra messinscena, essendo stato trovato colpevole, il cadavere del povero Formoso venne quindi gettato nel Tevere, da cui fu poi ripescato, facendo dopo anni ritorno a San Pietro. Un episodio di un’epoca oscura e feroce, che splendidamente si adatta alla musica dei Purification e alla loro "visione" in ambito doom. Siamo come è facile intuire dalle parti di un doom tradizionale, che affonda le sue radici nella NWOBHM di Pagan Altar e Witchfinder General, per poi giungere a Saint Vitus e Reverend Bizarre, senza dimenticare la dimensione psichedelica e più sporca e marcia del doom tombale e cadaverico, nella quale ad esempio fa capolino il suono della solista di Joe Hasselvander nei Pentagram. Un vero trionfo dell’oscurità classica, insomma, nel quale la band sguazza con sagacia e una neanche troppo velata vena sarcastica e di nero umorismo macabro. Rilasciato in quello che loro stessi chiamano “l’anno della piaga”, Perfect Doctrine è un disco intriso di evocazioni funeree e di visioni apocalittiche, di piaghe e decadenza, di crollo di imperi e fine della speranza. Oltre che naturalmente di ripudio della religione e delle sue sicurezze, come delle sue contraddizioni e, infine, delle sue catene. Il tutto non poteva che estrinsecarsi in una formula familiare, con riff sepolcrali e atmosfere tombali ma, rispetto al disco precedente, l’arrivo di una chitarra solista sposta decisamente gli equilibri verso un grosso lavoro di intrecci chitarristici e solistici, che vanno a prendere il proscenio, anche da un punto di vista del mixaggio, riducendo lo spazio del basso e sacrificando appena la batteria e, soprattutto, la voce, che tende ad esprimersi attraverso un lamento spettrale e biascicato e rischia a volte di essere sovrastata dalla musica. E’ pur vero che le finezze di mixaggio c’entrano ben poco con dischi del genere, così ferocemente radicati nell’underground e così apertamente dediti ad un lo-fi che diventa identità ed espressione. D’altra parte, la sporcizia del sound e la spettralità della voce, che tende ad andare e venire, a volte sovrapponendosi, a volte sparendo sotto la musica, ma rimanendo comunque percepibile, non fanno che aumentare il fascino del disco. Fin dalla opener Opium Blade ci ritroviamo quindi catapultati in questo mondo medievale e violento, che puzza sangue e morte, nel quale gli ottimi intrecci delle chitarre e la dinamica sabbathiana piuttosto sostenuta lasciano anche trasparire venature epiche, con cori maestosi e sepolcrali che emergono qua e là e le armonizzazioni delle chitarre a creare atmosfera guerriera. Ancora più spinta in tal senso On the Wings of Pestilence, Darkness Takes Flight, che incede cupa e marciante, come la pestilenza, portatrice dell’oscurità; siamo alle soglie dell’epic doom puro, tanto per cadenza, quanto per abbondanza di armonie corali e di chitarra. Un andamento che ritroviamo anche nella prima parte di All the Glittering Jewels, con un ancor più insistito riff di chitarra, che tende però a stemperarsi nello wha-wha sulla strofa. Ottimo segno di qualità del songwriting poi la capacità di cambiare spesso e in maniera fluida tanto la dinamica quanto l’atmosfera del brano, che ritroviamo nella seconda parte, con una partenza più morbida e stagnante, che si infuoca poi nel lancio dell’assolo con una splendida dinamica che lascia posto alla maestosità del riff e dell’intreccio chitarristico, tornando su un ritmo cadenzato ed eroico. Splendido risultato. Pura esaltazione di questo approccio è la seguente Sabbatharian Blood Feud, episodio che riassume in sé tutte le migliori caratteristiche dei brani precedenti, condensandoli con una forma rifinita. Spazio invece alle influenze psichedeliche e doom in Throw Away the Cross che unisce strofe erratiche e riff potentissimi, mentre ancora una volta torniamo su l’alternanza strofa melodica e in pulito, squassata da riff e melodie di chitarra epicheggianti in Dark Age Warlord Resurrected By Seditious Trickery, nella quale hanno modo anche di mettersi in luce basso e batteria, sempre e comunque importanti nell’economia delle canzoni, con un approccio vivace e molto settantiano. Chiude The Theurgy nella quale il cantato assume particolare rilevanza nella prima parte con i ritrovati cori e un ieratico Hallelujah to the void, prima che il ritmo salga repentinamente in stile hardcore/Saint Vitus per poi riportarci verso lidi doom e ai cori che chiudono trionfalmente l’album, con cavalli, ruscelli e uccelli che ci traghettano quasi bucolicamente nell’ultimo minuto di Lunar Hymn 999, giro di acustica medievaleggiante seguito da una terrorizzante invocazione che ci congeda dal mondo dei Purification.

Da molti salutato come il disco doom dell’anno, Perfect Doctrine deve comunque scontrarsi con una concorrenza piuttosto ampia, ma costituisce senz’altro uno dei momenti di maggior interesse nel genere per questo 2020. Cupo, perfido, feroce, terrorizzante, polveroso eppure capace di una certa magniloquenza epica, perfetto nel tratteggiare un mondo antico e malvagio eppure al tempo stesso carico di epos, a suo modo. Underground nel modo di porsi e di essere, Perfect Doctrine non è in realtà un disco affastellato e casuale, ma risulta invece piuttosto articolato e ragionato, con brani mediamente lunghi e ben sviluppati, capaci di cambi di atmosfera e di dinamica che troppo poco si sentono in giro. Sepolcrale, per l’atmosfera che riesce ad evocare, ma non per questo soffocante in spirali doom noiose e ripetitive, l’album è un perfetto esempio di come si riesca a risultare ispirati e personali, pur rifacendosi in maniera chiarissima ai Maestri. Disco insomma che farà impazzire gli amanti del genere e che è comunque più che accessibile a tutti, per capacità evocativa e buona prova dei musicisti, i quali, senza essere virtuosi riescono a calare l’ascoltatore in un mondo tenebroso e affascinante.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
87.83 su 6 voti [ VOTA]
Enrico
Domenica 16 Agosto 2020, 16.51.24
1
E' buono sto disco. 85 per me.
INFORMAZIONI
2020
ODLC Productions Inc.
Doom
Tracklist
1. Opium Blade
2. On the Wings of Pestilence, Darkness Takes Flight
3. All the Glittering Jewels (Pt. I)
4. All the Glittering Jewels (Pt. II)
5. Sabbatharian Blood Feud
6. Throw Away the Cross
7. Dark Age Warlord Resurrected By Seditious Trickery
8. The Theurgy / Lunar Hymn 999
Line Up
Grand Field Marshall William Purify (Chitarra, Basso, Sermoni, Traslazioni)
Lord Donengato, Resurrected (Chitarra)
Count Darragh, Heathen Conjurer (Batteria, Percussioni)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]