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Enuff Z`Nuff - Brainwashed Generation
10/09/2020
( 464 letture )
Copertine da figli dei fiori ne abbiamo? Oh yes. E il ritorno degli Enuff Z’nuff diventa cosa fatta, con un nuovo platter a distanza di due anni dal buon Diamond Boy, pubblicato nel 2018. Brainwashed Generation conta su 9 pezzi (più intro) recenti di stampa e tante collaborazioni illustri al suo interno, basta scorgere la lista degli special guest per rimanere molto incuriositi e trattenere il fiato per un attimo. L’ex cantante Donnie Vie fa la sua apparizione, Mike Portnoy, il solo di Ace Frehley nella traccia 7, Steve Ramone e tanti altri, insomma un come back concepito alla grande. La line-up ha perso per strada il chitarrista Tony Fenelle, allontanatosi dalla band per dedicarsi ai suoi progetti musicali, rimpiazzato da Alex Kane, già membro del gruppo tra il 1987 e 1988. I Beatles, come sempre, sono la massima fonte d’ispirazione del quartetto e i Fab Four schizzano da ogni poro delle qui presenti composizioni; inevitabile direi. Le melodie lungo l’intero arco dell’album appaiono stimolanti, inzuppate di un tocco vintage che ormai Chip e i suoi pard hanno sposato a piene mani, regalando brividi emozionanti e sensazioni positive, i cori, poi, sono sempre una fulgida porzione fondamentale della scrittura e rimangono un’architrave sognante. Superfluo ricordare che il bassista e band master rimane l’ultimo vero baluardo della formazione originale, accollandosi onere e onore di sostituire dietro il microfono il redivivo Donnie Vie che appare in veste di ospite all’interno della sua ex band, una formula tanto contorta quanto piacevolissima. Chip Z’nuff non avrà una voce da screamer, o eroe metal ma sa scrivere e interpretare perfettamente il nuovo corso della band, mostrando guizzi rock, esercizi d’ugola appassionanti e convincenti, il tutto calato appieno nella capsula musicale del quartetto yankee.

Titolo intrigante con una cover che dice molto tra la commistione del passato e le nuove generazioni con occhi dedicati prettamente al proprio smartphone, poi via subito con l’intro che parcheggia dove gli pare e apre la via, grazie ad un piano incantato e festoni che salutano l’opener Fatal Distraction, che scocca da belle chitarre in circolo, rullante secco, voce vellutata e armonie tipiche, solo ipermelodico, cori pompati e il bridge che chiama ad alta voce l’old style: l’inizio che ci si attendeva. I Got My Money Where My Mouth Is luccica di un ritornello corale di livello siderale, mentre le due chitarre incrociano le partiture per tutto il timing, pezzo seducente come una signorina procace, vestita di velature a lume di candela, il break vocale finale, il solo furioso della sei corde, le tastiere, tutto altamente spettacolare. Help I’m In Hell, titolo inquietante, ma mai quanto la resa sonora del brano, si passa da chitarre luciferine ad atmosfere eteree, con un chorus che più Beatles-oriented non si può, e non ci si stupirebbe se uscisse fuori, da un momento all’altro, Paul Mc Cartney a duettare, It’s All In Vain vede dietro i tamburi Mike Portnoy incarnare pattern alla Ringo Starr, le melodie sgusciano via dalla Liverpool dei sixties, richiamando anche qualcosa di Us And Them dei Pink Floyd, song soffice e avvolgente, di grande gusto e feeling: sarà un effluvio già udito ma la resa è letteralmente magnifica. E John Lennon osserva interessato dalla sua dimensione parallela. Pochi istanti di Strangers In My Head e nelle casse tuona la voce di Donnie Vie, riconoscibile, tonica e con uno spettro diverso dal singer attuale, una track spoglia, diversa dal resto del contesto, dura, potente, ritornello curvilineo e cori scarni, tutto molto indovinato che ricorda il passato dei tempi di Strenght: esperimento talmente riuscito che verrebbe voglia di ascoltare altri frammenti con la presenza del ex frontman; pezzo che si imprime nella corteccia cerebrale come un gancio d’acciaio e lì resta. Drugland Weekend parte oscura e casinara, singing sostenuto e corposo, sviluppo classico anni ottanta versante californiano, doppio solo guitar da parte dell’Asso ex Kiss semplicemente distruttivo, tirato e anfetaminico. Broken Love apre la via verso l’epilogo del lavoro, ritrovando flavour beatlesiani mixati a sentori degli E.L.O. di Discovery> per l’uso filato dei cori con incroci magici e solo-guitar da applausi, Go… viene edificata su sei corde vigorose, Chip sfodera una performance vocale roca, sporca, assistita dal falsetto e dai soliti cori massivi, mentre Winding Road illumina il the end con un riff minimal-boogie, scuotichiappe e trapanante, solismo solforico e aperture delle key che sanno di zeppeliniana memoria, una conclusione rocciosa che illustra nitidamente l’andamento dell’intero LP.

L’ultima fatica del quartetto si fa apprezzare più del precedente, ormai sono 15 gli album a loro marchio, per la varietà delle song e l’osare in fase di arrangiamento, Brainwashed Generation si dimostra, ancora una volta, un disco assai piacevole e scorrevole da spararsi tutto d’un fiato. Lapalissiano aggiungere che lo stile degli Enuff Z’nuff ormai lo conoscono tutti, ma sorprendendo detrattori e una parte di critica, la band dimostra, dopo oltre tre decadi di carriera, di avere ancora melodie sontuose da sciorinare, cartucce da sparare e magari qualche sorpresa in canna, vero Donnie Vie? Acquisto a scatola chiusa, senza paura di fallire. Il quartetto vi trascinerà nel suo mondo colorato, armonioso, vintage, ora tosto ora trasognato, ma tremendamente gustoso con impasti vocali di lignaggio regale.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
39 su 5 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2020
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. The Gospel
2. Fatal Distraction
3. I Got My Money Where My Mouth Is
4. Help I’m In Hell
5. It’s All In Vain
6. Strangers In My Head
7. Drugland Weekend
8. Broken Love
9. Go…
10. Winding Road
Line Up
Chip Z’nuff (Voce, basso)
Tory Stoffregen (Chitarre)
Alex Kane (Chitarre)
Dan Hill (Batteria)

Musicisti ospiti
Mike Portnoy (Batteria track 5)
DAXX “Cheap Trick” Nielsen (Batteria tracks 2, 4, 7, 9)
Steve Ramone (Chitarra tracks 2, 8)
Tony Fennell (Chitarra track 3)
Joel Norman (Piano track 1)
Brian Ray (Chitarra track 8)
Ace Frehley (Chitarra solista track 7)
Donnie Vie (Voce track 6)
 
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