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D.R.I. - Dirty Rotten LP
12/09/2020
( 453 letture )
Anno 1983: l'hardcore punk arriva a un livello di velocità e aggressività fino ad allora mai raggiunto e lo fa grazie a quattro ragazzini che si ritrovano a suonare a casa dei genitori dei fratelli Brecht, il padre dei quali battezzerà la band con l'epiteto Dirty Rotten Imbeciles. Proprio in quella stanza tappezzata di contenitori per le uova -molto vintage come cosa- i giovinastri registrano un EP le cui 1000 copie si volatilizzano in breve tempo, spingendoli a ristamparlo passando dal formato vinilico 7" a 12" e trasformando la scritta EP in LP.

22 canzoni per 16 minuti e rotti: i D.R.I. si presentano così mettendo nei solchi del disco tutta la rabbia che solo un adolescente veramente alterato poteva ai tempi vomitare (per come vanno oggi le cose nel mondo si può pensare che l'età media si sia comunque alzata, ma questo è un altro discorso). Violento, grezzo, furioso sgraziato e urlato, Dirty Rotten LP era un qualcosa che non si era mai sentita prima (anche se Suicidal Tendencies e Agnostic Front facevano capolino sulla scena nello stesso periodo) e tracciava un nuovo orizzonte per la musica dura dei tempi, che avrà ripercussioni anche nell'allora neonato genere metal, particolarmente in quello che si chiamerà thrash. Come accennato in questo quarto d'ora di follia sonora Kurt Brecht se la prende un po' con tutto e tutti, dalla famiglia alla società, dai politici alla guerra e così via, gridando parole in un modo difficilmente comprensibile -Human Waste ne è un chiaro esempio- anche per i madrelingua tanta è la foga con cui si dedica alla sua missione. La musica che accompagna testi tanto duri giocoforza non può essere da meno e infatti il songwriting è sì caotico e intricato -addirittura cacofonico- ma mai fine a se stesso bensì veicolato al messaggio che qui si vuole esprimere. La chitarra è abrasiva, sembra voler ferire le orecchie dell'ascoltatore con riff tecnicamente per nulla strabilianti ma efficaci e in qualche modo volutamente sporchi, mentre la sezione ritmica travolge tutto con cambi di tempo che spiazzano (e nel drumming di Eric Brecht talvolta abbiamo i primi esempi di blast-beat). L'ugola spasmodica e sgraziata al limite del fastidioso di Kurt è uno strumento aggiunto, tanto poco elegante quanto adatta alla proposta e comunicativa, ora schizzando indecifrabile a velocità folle ora rallentando in una grossolana cantilena (No Sense) a seconda della bisogna più afflitta o inquieta (vedi Money Stinks e Plastique, tanto per citarne un paio). Qualche anno dopo uscirà una ristampa con una copertina diversa, tracklist invertita e l'aggiunta di sei brani tra cui quelli già usciti su Violent Pacification, un altro extended play del 1984.

Già dal secondo album i D.R.I. vireranno su sonorità più metal-oriented trovando quindi una loro dimensione musicale e di conseguenza la propria identità definitiva di cui su Dirty Rotten LP possiamo trovare le radici, ma è indubbio che tutto parte da qui nonostante una produzione approssimativa e un sound quasi "primitivo": ne consegue che Dirty Rotten LP, seppur qualitativamente inferiore a ciò che seguirà nella discografia della band proveniente da Houston, abbia una notevole importanza storica non solo per il gruppo ma per il metal che verrà, e ciò al di là dei gusti personali che potrebbero giustificare la difficile comprensione di certe sonorità non propriamente accessibili.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
83.75 su 4 voti [ VOTA]
Masterburner
Lunedì 14 Settembre 2020, 8.29.49
12
Fondaamentale dal punto di vista lirico, divertente da quello musicale!
LAMBRUSCORE
Domenica 13 Settembre 2020, 20.39.16
11
Disco commovente. Ho la versione ristampata col mini Violent Pacification
Matocc
Domenica 13 Settembre 2020, 16.47.28
10
@ Elluis : hai assolutamente ragione, si formarono in Texas e si trasferirono poi in California... refuso corretto
VomitSelf
Domenica 13 Settembre 2020, 0.27.57
9
L'ho consumato da ragazzo. Lo adoro. Cacofonia pura. 90 per me.
Peterhead
Sabato 12 Settembre 2020, 22.29.34
8
Ciao Hirax. Gran disco . E ti ringrazio per aver citato i "Desperade" visto che ne facevo parte anche io !!!
HIRAX
Sabato 12 Settembre 2020, 22.01.32
7
Super disco! Band unica... più o meno quello che facevamo noi allepoca con i “desperade” (rotti scoregge bastonate urla e chitarra) All'epoca sano' la mia voglia di violenza sonora. Ancora oggi incredibilmente affascinante! Unico Voto 100 e lode... anzi rutto!
duke
Sabato 12 Settembre 2020, 18.40.55
6
...gran disco....ho la versione su sette pollici...grezzo ma di notevole importanza storica.....
d.r.i.
Sabato 12 Settembre 2020, 17.54.34
5
Grande cassetta quella che ti hanno registrato @Fabio Rasta
Fabio Rasta
Sabato 12 Settembre 2020, 17.38.36
4
Che bella sorpresa questa recensione doverosa, che non poteva mancare x i motivi bene spiegati nella recensione stessa, breve e concisa, ma precisa, come il MITICO disco in questione. Disco da me scoperto nell'86 in seguito alle famose foto promozionali dell'epoca pubblicate dagli SLAYER, con DAVE LOMBARDO che ne esibiva orgogliosamente l'azzeccatissimo logo. Da sempre tra i miei ascolti preferiti. Mi fu registrato da "Snake", batterista dei BLOODY AXE, una delle tantissime Band mordi-e-fuggi che suonavano nella saletta vicino alla nostra, in una vecchia fabbrica di non so cosa, praticamente dentro il cimitero di Staglieno (!), contesto sub-urbano perfetto, infatti i Bloody Axe sono letteralmente "spariti" e io non ho mai + avuto occasione di ringraziare Snake, che si era anche sbattuto a scrivermi tutti i titoli (!!!) su un foglietto a parte; questa musica "misteriosa" era su una c90 contenente anche gli S.O.D., noti x essere costola degli ANTHRAX, e Homoungusfungusamongus degli Adrenalin O.D. ...x dire che Musica che girava... I D.R.I., almeno nei primi due, musicalmente parlando, esprimevano benissimo il disagio metropolitano giovanile degli adolescenti dei ghetti di allora. Tutto gridava rabbia. Ogni canzone è un piccolo gioiello. Cambiò da subito e x sempre il mio approccio alla Musica.
Elluis
Sabato 12 Settembre 2020, 16.16.07
3
Concordo in pieno con @Matocc e i due commenti qua sotto, disco grezzissimo, ma una pietra miliare, che ha gettato le basi per l'hardcore mondiale che poi sarebbe nato negli anni a seguire. Una cosa importante da dire è che la band non è californiana, bensì originaria del Texas, ed è importante sottolinearlo perchè da quello Stato sono sempre arrivate band marcissime tipo MDC, The Dickies e Verbal Abuse, e i D.R.I. non erano da meno. La trasformazione è iniziato una volta trasferiti a San Francisco.
Devilone
Sabato 12 Settembre 2020, 13.45.33
2
Disco imprescindibile sia per chi ama l'hc, il thrash, ed in generale la musica rock estrema. Saranno poi gli alfieri del primo crossover, ma già in questo esordio acerbo ma genuino e furioso pistano duro. Grande disco, grande band
d.r.i.
Sabato 12 Settembre 2020, 13.20.56
1
Sono, ovviamente, di parte ma qui siamo ai massimi livelli del genere. Io gli darei 100 solo per i don't need society e who am i. Comunque 22 randellate senza tregua
INFORMAZIONI
1983
Dirty Rotten Records / R Radical Records
Hardcore
Tracklist
1. Sad to Be
2. War Crimes
3. Busted
4. Draft Me
5. F.R.D.C.
6. Capitalists Suck
7. Misery Loves Company
8. No Sense
9. Blockhead
10. I Don't Need Society
11. Commuter Man
12. Plastique
13. Why
14. Balance of Terror
15. My Fate to Hate
16. Who Am I
17. Money Stinks
18. Human Waste
19. Yes Ma'am
20. Dennis's Problem
21. Closet Punk
22. Reaganomics
Line Up
Kurt Brecht (Voce)
Spike Cassidy (Chitarra, Cori)
Dennis Johnson (Basso)
Eric Brecht (Batteria, Cori)
 
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