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Heathen - Empire of the Blind
18/09/2020
( 1720 letture )
Nell’ultimo biennio abbiamo visto il ritorno sulle scene di diversi gruppi di seconda fascia in campo thrash vecchia scuola, cosa che testimonia quanto certe sonorità siano ancora vive e vegete e in grado di riservare talvolta gradite sorprese. Alla lunga lista di nomi quali Xentrix, Exorder e Sacred Reich, oltre ai sempreverdi e inossidabili Overkill, in buona compagnia con gli altrettanto storici Flotsam and Jetsam, Testament e i tecnicissimi Mekong Delta, si sono aggiunti in ordine cronologico gli Onslaught e infine una band di culto come gli Heathen. Il quintetto americano ha infatti pubblicato il quarto disco della propria carriera ad una decade esatta di distanza dall’ottimo Evolution of Chaos. La lunga attesa è stata giustificata principalmente dall’assiduo impegno che ha assorbito gran parte delle energie dei due chitarristi Lee Altus e Kragen Lum nei tour degli Exodus, ma ciò non ha impedito ai nostri di poter lavorare ad Empire of The Blind che oggi è finalmente sugli scaffali dei negozi di tutto il mondo. Grazie all’entrata in Nuclear Blast inoltre gli Heathen si sono finalmente ritagliati quella visibilità che avrebbero tanto meritato sin dai primi anni ‘90, quando pubblicarono il classico Victims of Deception, ma che sfortunatamente non è mai pervenuta su larga scala fino ad oggi.

Tuttavia è inutile piangere sul latte versato, per cui addentriamoci nell’ascolto del disco. Gli Heathen del 2020 si presentano sin da subito incazzati e determinati a dare in pasto ai propri fan un album essenziale, diretto al punto, eterogeneo quanto basta nella disposizione della tracklist, senza però rinunciare all’ottima tecnica strumentale che ha contraddistinto la musica degli statunitensi. Ci sono pezzi veloci, altri meno immediati ma validi, una ballad e tre strumentali poste ad aprire e chiudere le danze e a spezzare per un attimo un approccio serrato. In generale possiamo dire che tutti i brani, a parte il lento Shrine of Apathy, sono incentrati sulla maestosità del riff, delle triplette fulminee e degli assoli melodici, ma anche su buone -e alcuni casi ottime- linee vocali pensate a tavolino da Kragen Lum per il collega e cantante David R. White. Si parte alla grande con l’intro This Rotting Sphere che preannuncia la melodia portante di The Blight, brano aperto da un riff vagamente alla Exodus che sfodera però nella seconda metà tutte le peculiarità dello stile made in Heathen. Meno immediata ma godibilissima la titletrack Empire of the Blind, alle quali seguono la massiccia Dead and Gone e il mid tempo opprimente dal riff stoppato Sun In My Hand. Gli Heathen tornano a pestare durissimo con Blood To Be Let e In Black, entrambe esempi validi di classe e ferocia che riassumono perfettamente come si debba suonare thrash metal oggigiorno. Ci sono i riffoni portanti trascinanti da headbanging istantaneo, i ritornelli che si piantano subito in testa e una sezione solista di livello. Insomma siamo di fronte a due potenziali instant classic che faranno sfaceli durante i concerti non appena si potrà tornare alla normalità. Shrine of Apathy svolge perfettamente il compito che aveva Prisoners of Fate in Victims of Deception, ovvero quello della power ballad che spezza il ritmo, fa riposare l’ascoltatore cullandolo tra melodie melanconiche e lo prepara per l’assalto sonoro che verrà in seguito. L’unica traccia che non convince appieno è Devour alla quale sembra mancare qualcosa in termini di equilibrio tra immediatezza e assalto frontale. A Fine Red Mist è una strumentale pestona e coattissima ed è allo stesso tempo esercizio di stile ma anche una chiara istigazione ad alzare il volume a livelli proibitivi con il finestrino abbassato. Gli Heathen si congedano da noi prima con quella genuina metallarata che è The Gods Divide, con la quale vale lo stesso discorso fatto per Blood To Be Let, poi con l’outro Monument to Ruin, posta a chiudere concettualmente il cerchio del disco, poichè riprende brevemente la melodia dell’intro.

Empire Of The Blind è nel bene e nel male un disco 100% Heathen. Nonostante esso sia incentrato su canzoni più lineari e immediate lo stile è praticamente immutato, ed è rimasto saldamente ancorato sugli stilemi che hanno reso la band oggetto di culto negli anni. A conti fatti questo non è necessariamente qualcosa di negativo, anche perché la varietà nell’impostazione dei pezzi non manca e l’ascolto dell’album è estremamente godibile. Probabilmente questo quarto lavoro, seppur di livello, non sarà ricordato come un capolavoro alla pari dei precedenti tre, ma è innegabile la presenza di musica di sostanza ispirata e composta da un gruppo che ha evidentemente qualcosa da dire, seppur rimanendo ancorati nella tradizione. Avanti così!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
76.29 su 55 voti [ VOTA]
Masterburner
Domenica 18 Ottobre 2020, 14.13.23
21
Disco scialbotto, beige...
Pero
Mercoledì 7 Ottobre 2020, 12.56.15
20
proverò a riascoltare ma sul subito dico delusione . scialbo con una voce cadenzata che tutto pare tranne che thrash. imho
Luci Di Ferro
Martedì 29 Settembre 2020, 12.38.50
19
''Empire of the Blind'' per me merita un bel 7,5. Le prime sei canzoni sono dei capolavori assoluti, poi l'album procede con le buone ''In Black'' - ''Shrine of Apathy'' - ''The Gods Divide'', e le ottime ''Devour'' - ''A Fine Red Mist'' strumentale molto ben eseguita. Che dire in chiusura filler non c'è ne sono è un ottimo album da avere assolutamente con una produzione stellare!!!!
Ratto
Martedì 29 Settembre 2020, 11.48.16
18
Per me il peggiore della loro discografia ed è un peccato perchè ha una produzione che non hanno mai avuto. Per me un 60-65.
Pacino
Martedì 29 Settembre 2020, 10.04.27
17
Mi ha un pò deluso, pensando ai loro standard elevati. Voto 65.
Carmine
Giovedì 24 Settembre 2020, 15.23.48
16
Bella lì, nebbia
Fog
Giovedì 24 Settembre 2020, 14.30.37
15
Pure i sommelier del thrash abbiamo ora
Carmine
Giovedì 24 Settembre 2020, 12.49.53
14
Ad epicità e maestosità è nettamente inferiore ad Evolution. A tratti troppo Exodus, a tratti col freno a mano un po tirato (soprattutto quando bisogna pestare)... sebbene dimostrino ancora di avere un certo gusto per le melodie e gli assoli, rimane un album discreto, prodotto piuttosto bene, con alcuni pezzi piuttosto godibili e che piaceranno sicuramente ai fan. Voto 70.
AL
Giovedì 24 Settembre 2020, 10.05.06
13
buon disco ma che mi lascia un pò di amaro in bocca. Molto meno articolato e ricco di spunti dei precedenti. ho sempre adorato il loro thrash proprio per la varietà dei pezzi, nonostante la lunghezza, qui invece hanno scelto la via dell'immediatezza. Ottima la strumentale e un paio di pezzi evitabili. La ballad non mi convince del tutto. siamo sul 75
Fly 74
Martedì 22 Settembre 2020, 23.01.00
12
Il disco è stato composto interamente da Kragen Lum negli ultimi 8 anni. Per aver fatto tutto da solo è un buon lavoro, non ai livelli del precedente ma vario e ben assemblato.
dariomet
Lunedì 21 Settembre 2020, 20.02.58
11
a me la voce ricorda un pò quella del cantante degli armored saint ed è un complimento dal mio punto di vista.. e poi per me è stato un colpo al cuore riascoltare un album thrash con una ballata degna di questo nome e un pezzo strumentale. Che dire bravi davvero e voto 80 più che meritato
Aceshigh
Lunedì 21 Settembre 2020, 17.01.33
10
A me è piaciuto. Probabilmente sta sotto ai precedenti, come dice il Papi in chiusura di recensione, ma è assolutamente un buon album. 2/3 momenti un po’ anonimi ci sono, ma per il resto ci troviamo di fronte a un bel numero di pezzi di qualità medio-alta e con una certa alternanza di stile. Tra tutti spiccano The Blight, dai riffoni à la Exodus, e la (quasi) conclusiva The Gods Divide. Fa piacere infine riascoltare David White, il suo particolare timbro mi è sempre garbato. Spero che il prossimo album non arrivi tra 10 anni. Beh, intanto mi ascolto questo. Voto 80 perfetto.
ElManjo
Lunedì 21 Settembre 2020, 15.46.12
9
Io sono rimasto un po' deluso in realtà, normale amministrazione. Disco solido ma senza acuti veri, tolti un paio di pezzi nella parte centrale. Per me un 70
Tatore
Lunedì 21 Settembre 2020, 9.33.43
8
Grande ritorno di una grande band
asimov
Domenica 20 Settembre 2020, 20.47.03
7
ottimo, grande voce
duke
Venerdì 18 Settembre 2020, 21.08.29
6
...grande band....che ha sempre fatto bei dischi.....lo devo ascoltare......
Galilee
Venerdì 18 Settembre 2020, 16.07.50
5
Non vedo l'ora di ascoltarlo. Ho sempre adorato questa band.
Shock
Venerdì 18 Settembre 2020, 16.03.43
4
@RikBay: ciao Rik! Si il disco funziona alla grande e invece di fare tante parole loro fanno fatti!! Non andare a farti crucci per chi da certi voti, la mamma degli imbecilli è sempre incinta....
Vitadathrasher
Venerdì 18 Settembre 2020, 14.31.58
3
Ottimo album, su tutto spiccano i soli e alcuni fraseggi melodici con suoni ben fatti e la voce che da sempre da il tocco finale e crea un thrash "raffinato". Per il resto siamo alla normale amministrazione, il che non è poco, 4/4, mid.... per me tutto il contesto funziona. La cover e il sound in generale si è leggermente incattivito, forse per far capire anche dai produttori che è una band thrash e non power melodico, quindi via cover concettuali e su un bel teschio. Voto giusto
Rik bay area thrash
Venerdì 18 Settembre 2020, 13.08.43
2
Shock ciao, sei sempre sul pezzo e leggendo la tua review ho già capito il valore dell album e della band. Anche gli heathen senza troppe chiacchiere hanno realizzato un nuovo album, così come gli evildead.... Ma chi è che ha votato mettendo 30 (trenta) a questo album?....
Shock
Venerdì 18 Settembre 2020, 3.04.10
1
Uno dei ritorni più attesi e di certo non delude. È certamente un disco più fruibile dei suoi predecessori perché le canzoni sono mediamente più corte, ma questo non inficia la qualità del disco. Bordate thrash, pezzi più orientati verso un power americano e una ottima ballad, condita dalla buonissima prova di David alla voce fanno sì che il lavoro si colloca tra i migliori dell'anno. Mi piace in particolare la titletrack e The Gods divide, ed è un peccato che A fine red mist sia solo strumentale perché ha un ritmo pazzesco. Direi anche 85. PS: com'è che da un po' riuscite a recensire certi dischi prima dell'uscita ? Ahahahah
INFORMAZIONI
2020
Nuclear Blast
Thrash
Tracklist
1. This Rotting Sphere
2. The Blight
3. Empire of the Blind
4. Dead and Gone
5. Sun In My Hand
6. Blood to Be Let
7. In Black
8. Shrine of Apathy
9. Devour
10. A Fine Red Mist
11. The Gods Divide
12. Moment to Ruin
Line Up
David R. White (Voce)
Lee Altus (Chitarra)
Kragen Lum (Chitarra)
Jason Mirza (Basso)
Jim DeMaria (Batteria)
 
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