Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Rikard Sjöblom`s Gungfly
Alone Together
Demo

Profanity (GER)
Fragments Of Solace
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

22/01/21
WARDRUNA
Kvitravn

22/01/21
EKTOMORF
Reborn

22/01/21
JASON BIELER AND THE BARON VON BIELSKI ORCHESTRA
Songs for the Apocalypse

22/01/21
PHANTOM ELITE
Titanium

22/01/21
WIG WAM
Never Say Die

22/01/21
RED CAIN
Kindred - Act II

22/01/21
ASPHYX
Necroceros

22/01/21
GRIMA
Rotten Garden

22/01/21
STEVE HACKETT
Under A Mediterranean Sky

22/01/21
CONVICTION
Conviction

CONCERTI

20/01/21
SHADOW OF INTENT + GUESTS
LEGEND CLUB - MILANO

06/02/21
MAGNUM + GUEST TBA (CANCELLATA)
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

11/02/21
VENOM INC. + GUESTS
TRAFFIC CLUB - ROMA

12/02/21
VENOM INC. + GUESTS
THE FACTORY - S. MARTINO BUON ALBERGO (VR)

13/02/21
VENOM INC. + GUESTS
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

17/02/21
IMONOLITH + TBA
BARRIO'S CAFE - MILANO

18/02/21
IMONOLITH + LOGICAL TERROR
MK LIVE - CARPI (MO)

19/02/21
THE DEAD DAISIES
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

20/02/21
ANCIENT + GUESTS
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

21/02/21
TURMION KATILOT
LEGEND CLUB - MILANO

Varus - A New Dawn
26/09/2020
( 843 letture )
La band dei Varus di Bamberga è al suo secondo full-length e ci delizia col suo symphonic melodic death che affonda le radici nel folklore e nella cultura tedesca, anche se il nome potrebbe trarre in inganno, dato che si riferisce al generale romano Publius Quinctilius Varus, annientato dalle tribù germaniche nella battaglia della foresta di Teutoburgo nell'anno 9 d.C. Sulla copertina dell'album si scorge la sagoma di un guerriero solitario che, ergendosi su una roccia con un bastone, si affaccia su uno specchio d'acqua e tutt'intorno si estende un paesaggio montano: impossibile non scorgervi una rivisitazione del quadro "Il viandante sul mare di nebbia" di Caspar David Friedrich. Ma qui il concetto portante è quello del guerriero che non è solo virile e forte, ma anche un poeta riflessivo, capace di esprimere in versi le sue gesta, ma anche tutti i suoi sentimenti, tema tanto caro al vecchio folklore germanico.
A New Dawn, questo il titolo, presenta otto tracce tra cui tre in inglese e le restanti ovviamente in tedesco. Molto particolare la proposta musicale che sembra attingere dai connazionali Equilibrium dei tempi d'oro e dai Finntroll, ma con in aggiunta un piglio sinfonico, quasi colto, che esula dal metal.

La prima traccia in inglese The Awakening e la terza A New Dawn sono due veri e propri gioiellini che giocano fra momenti sinfonici con vocalizzi femminili mistici e solenni, momenti più folk e più melodici, accelerazioni, e momenti con un cantato alla Amon Amarth in alcuni frangenti. Insomma, un mix interessante e molto originale. Il cantante Konstantin Raab ha una voce davvero notevole, sa destreggiarsi fra momenti in scream e altri in growl con ottimi risultati sia in lingua inglese che in lingua tedesca e suona il flauto in modo magistrale, quasi settantiano. Da capogiro anche il basso di Norbert Caspar, che pulsa e martella in modo quasi guerresco in tutto l'album regalandoci anche degli assoli davvero magnifici.
Il secondo pezzo -in tedesco- Tränk dein Herz è il classico inno folk metal alla birra e alla bella vita e ricorda per certi versi Wirthaus Gaudi degli Equilibrium . Ascheregen è forse il pezzo più debole dell'album insieme a Wendel der Zeit, se proprio vogliamo trovare punti deboli, poiché forse scorrono troppo tranquilli, si fa per dire, alle nostre orecchie, fra un cantato folk abbastanza classico di matrice black alla Finntroll con rincalzi di tastiera. Molto bello tuttavia l'assolo di tastiera del secondo brano che introduce la chitarra. L'intro di Ein Lebewohl, il brano più riuscito del disco, ricorda moltissimo il giro di basso tipicamente pinkfloydiano di The Wall a cui segue una chitarra acustica, ma poi va a svilupparsi in un viaggio di nove minuti fra folk metal ed echi di prog settantiano, fra cambi di tempo, batteria e basso davvero in grande spolvero, inserti più melodici con il flauto spesso in primo piano e aperture chitarristiche di grande respiro che poi spiazzano però con il sopraggiungere della ferocia del cantato.
La penultima traccia The Minstrels Chant è un omaggio non troppo velato a Ian Anderson dei Jethro Tull, cantata in inglese e con molti assoli di flauto nello stile inconfondibile del cantante e musicista, una colonna portante del progressive rock. La conclusiva Die letzte Schenke riprende molto i Finntroll e gli Amon Amarth nel cantato in growl, ma vi si inseriscono cori sinfonici, e un organo progressive davvero da brividi.

I pezzi vanno riascoltati più volte per coglierne appieno tutto il potenziale: risultano essere molto stratificati e poco immediati a un primo ascolto, ma una volta interiorizzati danno grandi soddisfazioni. Si può affermare che il lavoro di cura dei minimi dettagli, di ricercatezza musicale e di passione da parte dei musicisti tedeschi ha dato alla luce un album insolito per essere folk metal, insolito per essere symphonic death, ma insolito anche per essere classificato soltanto come metal. Fra le influenze, infatti, si può notare un'attitudine progressive molto settantiana, genere di cui probabilmente i musicisti sono grandi ascoltatori. Vi è inoltre una volontà di sperimentare non trascurabile, invece di proporre sempre il solito polpettone stra-sentito di autocelebrazione nazionale attraverso il folk metal.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
70 su 2 voti [ VOTA]
LUCIO 77
Mercoledì 6 Gennaio 2021, 22.55.53
7
Sì, la parte col Flauto è Ian Andersoniana al 100%.. Leggerò volentieri l'intervista.. Grazie.
Lacrimosa
Mercoledì 6 Gennaio 2021, 18.58.36
6
Lucio ti ringrazio molto del tuo commento. Mi fa piacere che tu abbia apprezzato questo album perché ci tenevo molto a presentarlo al pubblico italiano ( se vuoi c'è anche l'intervista che ho fatto al cantante Konstantin Raab, davvero molto dettagliata ed esaustiva.) L'etichetta folk risulta molto riduttiva perché è un album molto con molte sfaccettature e influenze, seppure chiaramente folk in chiave metal, come giustamente hai notato. Le etichette che ci dà il sito Metallized a volte risultano molto limitate per inquadrare un determinato album in un genere. Infatti la band stessa lo definisce un album "Symphonic Death Folk Metal😀", anche se io personalmente ci sento anche un' influenza progressive anni '70. E il cantante stesso mi ha confermato che in particolare Ian Anderson è una sua grande influenza.
LUCIO 77
Mercoledì 6 Gennaio 2021, 18.46.33
5
Vedendo la scritta Folk Metal sotto la copertina pensavo che avrei ascoltato un Album con molte parti acustiche.. Leggendo poi la Recensione ho scoperto invece che il tutto sarebbe stato più pesante.. Esperienza piacevole a cui effettivamente non si riesce a dare un'etichetta ben precisa.. Forse la componente "solenne" è più evidente di quella folk, però in ogni caso un bel Lavoro..
Lacrimosa
Sabato 26 Settembre 2020, 16.32.59
4
Felicissima!
Raven
Sabato 26 Settembre 2020, 13.47.44
3
Benvenuta.
Lizard
Sabato 26 Settembre 2020, 12.34.28
2
Benvenuta!!!!
Wonderboy
Sabato 26 Settembre 2020, 11.45.23
1
Diamo il benvenuto a Sara con questo suo primo scritto!
INFORMAZIONI
2020
Autoprodotto
Folk Metal
Tracklist
1. The Awakening
2. Tränk dein Herz
3. A New Dawn
4. Ascheregen
5. Ein Lebewohl
6. Wandel der Zeit
7. The Minstrels Chant
8. Die letzte Schenke
Line Up
Konstantin Raab (Voce, Tastiere, Flauti)
Stefan Schwarz (Chitarra, Cori)
Norbert Kaspar (Basso)
Max Betz (Batteria)
 
RECENSIONI
ARTICOLI
20/12/2020
Intervista
VARUS
Intervista a Konstanti Raab
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]