Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Armored Saint
Punching the Sky
Demo

Lazy Legs
Moth Mother
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

30/10/20
WILDNESS
Ultimate Demise

30/10/20
LIKE MOTHS TO FLAMES
No Eternity in Gold

30/10/20
DEEP RIVER ACOLYTES
Alchemia Aeterna

30/10/20
CURIMUS
Garden of Eden

30/10/20
OCCULT BURIAL
Burning Eerie Lore

30/10/20
YAWNING MAN
Live at Giant Rock

30/10/20
STALKER
Black Majik Terror

30/10/20
URIAH HEEP
Fifty Years in Rock

30/10/20
VISIONS OF ATLANTIS
A Symphonic Journey To Remember

30/10/20
SVARTSYN
Requiem

CONCERTI

30/10/20
ULVEDHARR + GUESTS
DRUSO - RANICA (BG)

30/10/20
OTTONE PESANTE
INK CLUB - BERGAMO

30/10/20
HELLUCINATION + NEBULAE
TRAFFIC CLUB - ROMA

31/10/20
DEATHLESS LEGACY + DAMNATION GALLERY
CRAZY BULL CAFE' - GENOVA

31/10/20
OTTONE PESANTE
IL CASTELLO - PARMA

31/10/20
CLAUDIO SIMONETTI`S GOBLIN + VICOLO INFERNO
LOCOMOTIV CLUB - BOLOGNA

02/11/20
SCOTT STAPP
NEW AGE CLUB - RONCADE (TV)

03/11/20
FIT FOR A KING + GUESTS
CIRCOLO SVOLTA - MILANO

04/11/20
W.A.S.P. (CANCELLATO)
HALL - PADOVA

05/11/20
W.A.S.P. (CANCELLATO)
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

Racer X - Technical Difficulties
26/09/2020
( 477 letture )
Dopo lo scioglimento avvenuto nel 1989 a seguito dell’entrata di Paul Gilbert nei Mr. Big, Scott Travis trovò posto nei Judas Priest, Jeff Martin nei Badlands di Jake E. Lee, mentre Bruce Bouillet e John Alderete continuarono con un loro progetto chiamato The Scream.
Dopo parecchi anni, nel 1997, si giunse a una reunion. Nel corso del tempo ognuno aveva preso la propria direzione: Paul Gilbert tra tutti sicuramente era stato quello a muoversi in maniera nel bene o nel male meno coerente, virando verso sonorità più leggere, guadagnando molti fans e suscitando in qualche ascoltatore alcune perplessità. Perplessità in qualche caso espresse in maniera piuttosto colorita, come avvenuto nella “mitologica” mail scritta da un fan australiano, tale “Snakebyte”, che criticò pesantemente questo cambiamento di Gilbert, questo abbandono delle vecchie sonorità heavy presenti nei primi due dischi dei Racer X. Proprio da questa mail scattò la scintilla che portò i Racer X a riunirsi e a pubblicare Technical Difficulties, terzo disco dove peraltro è contenuta una canzone intitolata Snakebite.
Si riunì quindi la formazione storica dei Racer X, fatta eccezione per l’ottimo secondo chitarrista Bruce Bouillet, fermo ai box per problemi al tunnel carpale e iniziarono le registrazioni dell’album, partendo da pezzi già composti negli anni precedenti, in certi casi già proposte nei due dischi live precedenti, Extreme Volume Live ed Extreme Volume II Live, come nel caso della traccia Give It to Me.
Si torna così alla formula delle origini, a un heavy vecchio stampo, abbastanza energico, con buone melodie, in cui tutta la band lavora mostrando grande consapevolezza, in cui emerge come sempre Gilbert, chitarrista eccezionale, sia per l’indiscutibile tecnica, sia per le idee e la versatilità, cosa che negli anni l’ha portato a suonare praticamente qualsiasi genere, dal pop al blues, con buoni risultati (alla faccia di chi lo criticava dopo lo scioglimento dei Racer X).

Technical Difficulties si apre all’insegna dell’heavy con la strumentale Phallic Tractor, seguita da Fire of Rock e Snakebite, brani dalla ritmiche incalzanti, in cui non mancano i soliti assoli dall’elevato livello tecnico di Gilbert (specie su Snakebite, in cui corre, mostrando una padronanza dello strumento e una precisione assolute). La titletrack Technical Difficulties è nuovamente una strumentale, sempre dall’elevato tasso tecnico, in cui Gilbert oltre a ostentare il suo talento in fraseggi impegnativi mostra un’espressività non così scontata in un brano del genere. Si prosegue con il rock/heavy di Miss Mistreater, Bolt in My Heart e 17th Moon, fino ad arrivare a Waiting, brano lento, dove anche qui la chitarra punta all’emotività. Anche se la chitarra la fa un po’ da padrona, canzone dopo canzone ogni membro dei Racer X mostra grande talento, con ritmiche solidissime suonate con immensa precisione da Alderete e Travis. Anche Jeff Martin fa il suo senza problemi, mostrando buone qualità (per timbro ed estensione) pur non essendo un vocalist particolarmente acclamato, graffiando (come in Poison Eyes), tirando fuori qualche acuto, senza strafare e senza mai prendersi troppo spazio, ma inserendosi comunque benissimo e con versatilità nelle dinamiche del disco, che in qualche modo è fatto a sua misura dato che tante canzoni sono suonate con un accordatura ribassata, adatta alla sua vocalità.
Terza strumentale, B.R.O., sigla che sta per Bach Rip-Off (autocitazione al brano Y.R.O. presente su Street Lethal, ispirata da Yngwie J. Malmsteen), dove per l’appunto Gilbert reinterpreta a suo modo il Preludio in Re minore (BWV 926) di Johann Sebastian Bach, tornando quindi a quel virtuosismo di stampo neoclassico mostrato al debutto. Si prosegue fino alla fine con God of the Sun, Give It to Me, The Executioner's Song, canzoni heavy-rock ritmate, energiche, che scorrono a dovere, fino ad arrivare alla cover conclusiva di Children of the Grave dei Black Sabbath, brano che non aggiunge assolutamente niente, tutto sommato “simpatico” considerando le profonde differenze che dividono le due band nel modo di approcciarsi alla musica.

Technical Difficulties è un disco che funziona, abbastanza variegato, tra strumentali e brani che toccano ogni sfaccettatura dell’heavy metal, sempre strizzando l’occhio al virtuosismo e alla ricerca della melodia vincente. La tracklist è lunga, ci si perde un po’, ma è abbastanza ben strutturata, costante nella qualità e smezzata, anche dagli strumentali, che rievocano altri lati della band un po’ messi da parte nel corso del tempo (il lato neoclassico per esempio). I Racer X riescono a dire la loro suonando bene un disco piacevole, con i giusti suoni e prodotto dallo stesso Gilbert in maniera soddisfacente. La band ha qualità indiscutibili e le dimostra, sorreggendo alla grande l’estro del carismatico chitarrista, che spesso si prende i suoi spazi, ma che quando serve si mette da parte, rendendosi funzionale al disco, che quindi scorre come dovrebbe scorrere ogni disco heavy, mostrando una sua identità, una personalità non indifferente.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
76.6 su 5 voti [ VOTA]
Hieiolo
Mercoledì 30 Settembre 2020, 14.50.45
7
voto strabasso. la sola title track si mangia un buon 50% dei dischi solista di gente come Loomis e Petrucci.
Aceshigh
Martedì 29 Settembre 2020, 15.54.39
6
Buon ritorno dopo svariati anni. A tratti meno metallico rispetto ai primi due album, ma, come dice Galilee, suonato con energia e convinzione (della tecnica vabbè... Paul Gilbert, Scott Travis...) e - a parte un paio di episodi nella seconda metà - anche con bei pezzi. Già con Fire of Rock e Snakebite tirano giù due bei carichi. Voto 80
Galilee
Lunedì 28 Settembre 2020, 21.14.55
5
Un buon disco, suonato bene e pieno di energia.
Carmine
Lunedì 28 Settembre 2020, 19.50.13
4
Un gioiello
Gabriele
Lunedì 28 Settembre 2020, 19.47.36
3
Bomba clamorosa, come quasi tutta la discografia Racer X. La title track mi ha sempre fatto sbavare copiosamente, con quel solo dal gusto piacevolmente insensibile.
LAMBRUSCORE
Sabato 26 Settembre 2020, 22.33.10
2
Gilbert è un mostro senza pari. Peccato non faccia più dischi coi Racer X. Spero in un ritorno ai suoni di Street Lethal, comunque...
duke
Sabato 26 Settembre 2020, 18.29.02
1
...gran bel disco.....Gilbert semplicemente spettacolare....
INFORMAZIONI
1999
Shrapnel Records
Heavy
Tracklist
1. Phallic Tractor
2. Fire of Rock
3. Snakebite
4. Technical Difficulties
5. Miss Mistreater
6. Bolt in My Heart
7. 17th Moon
8. Waiting
9. Poison Eyes
10. B.R.O.
11. God of the Sun
12. Give It to Me
13. The Executioner's Song
14. Children of the Grave (Black Sabbath cover)
Line Up
Jeff Martin (Voce)
Paul Gilbert (Chitarra)
John Alderete (Basso)
Scott Travis (Batteria)
 
RECENSIONI
80
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]