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Void Rot - Descending Pillars
11/10/2020
( 259 letture )
Dal Minnesota i Void Rot giungono al loro primo full-length con questo Descending Pillars, un concentrato di death-doom metal, viscerale, profondo e cavernoso. Il disco è edito dalla Everlasting Spew Records e si articola in sette composizioni per circa quaranta minuti di durata. Il sound dei Void Rot è fortemente influenzato da band come Krypts, Bolt Thrower e Spectral Voice, e negli intenti della band non c'è una ricerca di unicità bensì, parafrasando quanto detto dal frontman Hanckok, "il death/doom è sempre quello e a noi piace così". Onesti, diretti e senza fronzoli, proprio come questo loro primo album.

La prima nota di merito va data alla produzione poiché nel disco ogni strumento ha la giusta impostazione. Spesso infatti nel miscelare due o più generi, a livello di mixaggio il sound appare scostante; qui invece i suoni utilizzati in ogni parte (sia marcatamente death sia doom) non perdono per nulla il loro impatto. Musicalmente parlando i ragazzi del Minnesota sono molto preparati. Lodevole e di spicco il lavoro svolto alla voce da Hanckok dotato di un growl davvero profondo e granitico, e il drumming variegato e incisivo di Bell, motore e traino del gruppo. Ciò che colpisce maggiormente di Descending Pillars è l'atmosfera creata e perpetrata nei vari brani. Non c'è troppa preponderanza di uno dei due generi ma, cavalcando abilmente i due mondi i Void Rot trovano il giusto bilanciamento. Le parti più marcatamente death alle volte toccano tremoli e picchi quasi black, mentre le parti doom sono ampie e infernali. Le composizioni dei brani godono di buonissimi spunti come ad esempio un crossover spesso ripetuto di drumming veloce su riff aperti e lenti o viceversa, rallentamenti di ritmo su ritmiche molto marcate, ma in generale non c'è una ricercatezza di tecnicismi estremi quanto più un lavorare sinergico di ogni strumento. Con l'opener Descending Pillars già tutto il potenziale viene messo in gioco. Cambi di ritmo e di genere e atmosfere opprimenti danno un perfetto indizio di ciò a cui andremo incontro, una lenta e tormentata discesa verso il mondo dei Void Rot. Nella successiva combo Upheaval e Liminal Flesh la band spinge molto sull'acceleratore del death metal con riffing che a tratti sono ai limiti del black, intervallando il tutto con improvvisi e marziali rallentamenti. Delusions Of Flesh colpisce immediatamente per il groove che i Void Rot riescono ad imprimere, mentre nella successiva Inversion si viene catturati dall'atmosfera claustrofobica e opprimente che pervade il brano, grazie soprattutto ad un ottimo lavoro delle chitarre. The Weight Of A Thousand Sun è un breve interludio di arpeggi di chitarra basato su un senso di atmosfera fredda ed agghiacciante che conduce alla conclusiva Monolith (Descending Pillars Pt.II) ottimo pezzo pregno di pathos che porta alla conclusione di questo album.

Innegabilmente il quartetto del Minnesota sforna un buonissimo debut, in cui gli spunti d'interesse ci sono eccome: degne di nota sono le atmosfere create, gli ottimi suoni del disco e un drumming davvero ispirato. Così come ci sono alcuni piccoli gap su cui lavorare, in particolare una formula più personale e caratteristica del sound, meno "ripetizioni" compositive e una voce più versatile. Per gli amanti del death/doom metal Descending Pillars è, e rimane, un consigliatissimo ascolto.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2020
Everlasting Spew Records
Death / Doom
Tracklist
1. Descending Pillars
2. Upheaval
3. Liminal Forms
4. Delusions Of Flesh
5. Inversion
6. The Weight Of A Thousand Suns
7. Monolith (Descending Pillars Pt. II)
Line Up
John Hanckok (Chitarra, Voce)
Kent Sklarow (Chitarra)
Craig Clemons (Basso)
Will Bell (Batteria)
 
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